Frumento, per Barilla solo seme certificato

Assosementi plaude alla scelta di Barilla di aderire alla “Carta del Mulino”. «Il seme certificato rappresenta un valore a tutela del consumatore e dell’ambiente» afferma Franco Brazzabeni presidente della sezione cereali dell’associazione dei sementieri  

«La decisione di Barilla di prevedere l’impiego del seme ufficialmente certificato tra i requisiti necessari per entrare nella filiera “Carta del Mulino” è una scelta lungimirante, perché garantisce la tracciabilità a partire dal primo anello della filiera». È questo il commento di Assosementi, l’associazione che riunisce le aziende sementiere italiane, in merito all’iniziativa “La Carta del Mulino”, l’innovativo disciplinare per l’agricoltura sostenibile condiviso con i suoi fornitori dal Gruppo Barilla, primo acquirente in Italia di farina di grano tenero con 240mila tonnellate all’anno.

Tutela della biodiversità

Franco Brazzabeni

Il documento presenta 10 regole a tutela di biodiversità, sostenibilità e sicurezza del prodotto, tra cui l’utilizzo di “sementi certificate di cui vengono garantite identità, purezza varietale, germinabilità e sanità”. Franco Brazzabeni, presidente della sezione Cereali di Assosementi ha dichiarato: «Siamo felici di collaborare con Barilla alla realizzazione di questo progetto che fornisce un esempio concreto su come migliorare costantemente qualità e sicurezza nel comparto agroalimentare italiano».

«La certificazione garantisce molti vantaggi per tutti gli attori della filiera, fino al consumatore finale. Come ha dimostrato una recente indagine realizzata da Pepe Research per Assosementi, il 91% degli italiani ritiene importante che la tracciabilità della produzione agroalimentare debba partire dal seme. La certezza di origine del prodotto è possibile solo con l'uso di seme certificato che può assicurare le migliori prestazioni per specifiche varietà di grano tenero e la qualità dei prodotti finiti» ha aggiunto Brazzabeni.

Valorizzazione delle produzioni

«Accanto alla facilità di impiego e alla garanzia di elevati standard di germinabilità e purezza previsti per legge, l’agricoltore può risparmiare fino al 30% di granella rispetto a quella non certificata. Il seme certificato rappresenta dunque strumento indispensabile per valorizzare le produzioni, dal campo alla tavola» ha ricordato Brazzabeni.

«Siamo convinti che la collaborazione lungo tutta la filiera sia il punto di partenza per risolvere le criticità del settore cerealicolo: ci auguriamo quindi che il progetto Carta del Mulino possa crescere ancora e che gli stessi agricoltori comprendano sempre più il valore aggiunto offerto dall’uso di seme certificato» ha concluso Brazzabeni.

Frumento, per Barilla solo seme certificato - Ultima modifica: 2019-04-30T18:31:20+00:00 da Terra e Vita

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