Barbabietola, Cgbi rafforza il servizio di assistenza alle aziende agricole

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Nelle Marche il gruppo bolognese gestisce 900 ettari coltivati a barbabietola da zucchero sui 1.400 totali dedicati alla chenopodiacea. Con la recente acquisizione dell’impianto La Valle Green Energy di Cerea (Ve) espande la sua capacità di trasformazione delle polpe surpressate

Da oltre un secolo le due associazioni bieticole Anb e Cnb, che nel 2012 hanno costituito la Confederazione generale bieticoltori italiani, offrono un servizio completo di assistenza alle aziende agricole al fine di valorizzare la coltivazione della barbabietola da zucchero anche a fini energetici. Con la recente acquisizione dell’impianto La Valle Green Energy Soc. Cons. di Cerea (Verona), il gruppo Cgbi – che è il secondo in Italia per numero di impianti a biogas partecipati, 19 di proprietà e 26 in gestione diretta, e il primo per numero di impianti assistiti (circa 200) -, espande la sua capacità di trasformazione delle polpe surpressate, consolidando il progetto che ha visto in questi anni integrare il prezzo bietole con 4-5 euro a tonnellata. Un valore assolutamente significativo che ha contribuito al mantenimento della filiera bieticolo-saccarifera e valorizzato sul reddito agricolo le risorse finanziarie dell’associazionismo agricolo.

Obiettivo Marche

Tra le aree di sviluppo del gruppo bolognese c’è sicuramente la regione Marche, dove la superficie seminata a barbabietola da zucchero ha raggiunto quota 1.400 ettari circa di cui oltre 900 ha in capo a Cgbi. Un risultato ottenuto grazie alla struttura tecnica di Cgbi, unica associazione ad avere mantenuto in regione una cabina di regia operativa dopo la chiusura dello zuccherificio di Jesi nel 2008. Questo team di esperti ha saputo affinare e differenziare nel tempo le proprie strategie, rafforzando il rapporto con la base agricola e fornendo servizi specialistici prevalentemente nel settore delle sementi. Oggi assiste i bieticoltori sia nelle pratiche colturali che nella fase di raccolta.

 

 

I nuovi progetti del gruppo bieticolo, con la proroga degli incentivi agli impianti biogas con potenza elettrica non superiore ai 300 kW, sono orientati ad accelerare lo sviluppo del settore agroenergetico anche nelle Marche, attraverso l’utilizzo dei reflui provenienti dalle filiere zootecniche. Tali progettualità si integrano con le attività portate avanti e consolidate negli anni dalle cooperative di riferimento Cgbi, in particolare nella commercializzazione di colza, soia e girasole e nel potenziamento della filiera dell’erba medica fino a rappresentare la più importante realtà a livello nazionale nella moltiplicazione del seme certificato.

Ettari coltivati in aumento

Dà voce alla bieticoltura marchigiana Renato Rocchetti, un ufficiale dell’Esercito in pensione che ora dedica tempo e passione all’agricoltura, nell’azienda agricola intestata alla moglie, Cinzia Torbidoni, e situata tra i comuni di Monte San Vito, Monsano, Chiaravalle e Chieti. «Nel 2019 – racconta – ho investito a barbabietola circa 5 ettari, oggi ne coltivo 12 e tutti a biologico. La coltura rende bene, tanto che la Plv è raddoppiata nel biennio 2019-2020 attestandosi a 4000 euro per ettaro». Fondamentale è stata per lui l’attività sindacale svolta da Cgbi e Confagricoltura Marche che ha portato al risultato finale: lo stanziamento, da parte della Regione Marche, di 200mila euro a favore delle aziende bieticole. «Un provvedimento approvato dalla giunta per il 2021 e fortemente voluto sia dal presidente, Francesco Acquaroli, sia dall’assessore all’Agricoltura, Mirco Carloni, che dall’inizio del suo mandato ha profuso il massimo impegno alla diffusione della coltura all’interno dei confini regionali», sottolinea Rocchetti.

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Renato Ronchetti

Anche Confagricoltura Marche saluta il ritorno della bieticoltura. «Una riscoperta da noi promossa e incentivata - osserva il presidente Giovanni Manzotti che ne sottolinea i punti di forza - è una interessante coltura da reddito per le aziende del territorio e ricopre anche un ruolo di rilievo nella rotazione colturale. La sua coltivazione infatti migliora la fertilità del suolo e sposa appieno l’indirizzo assunto dalla nuova Pac, ossia apporta benefici al terreno e al tempo stesso asporta pochi elementi nutritivi. È l’ideale nell’era della sostenibilità e del Green New Deal».

Giovanni Manzotti
Barbabietola, Cgbi rafforza il servizio di assistenza alle aziende agricole - Ultima modifica: 2021-03-30T12:58:59+02:00 da Terra e Vita

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