EMERGENZA MICOTOSSINE

Micotossine: Manzato «L’acqua è il problema»

Parla l’assessore veneto all’Agricoltura e chiede più risorse.

Hanno quantificato i danni dell’estate 2012 in Veneto: 1 miliardo di euro fra diretti e indiretti.

I colpi sono venuti dalla siccità, dalle micotossine e poi dagli speculatori: «Ognuno dovrebbe fare seriamente il proprio lavoro lungo la filiera anzichè approfittare di un problema» aveva subito denunciato l’assessore all’agricoltura Franco Manzato.

Una task force è tuttora all’opera per monitorare il mais stoccato verificando caso per caso la destinazione più opportuna: il biodigestore, l’alimentazione umana o zootecnica, il “normale” mercato.

Manzato si è posto il problema dei redditi delle aziende: «In alcune province la produzione è crollata fino al 60-90%. Non abbiamo chiesto lo stato di calamità (che finirebbe per aumentare l’accisa sui carburanti per la Regione), ma lo stato di eccezionale avversità atmosferica».

Vuol dire «uscire dal piano di assicurazione nazionale per rientrare nel Fondo di solidarietà». Morale, percepiranno gli aiuti solo gli agricoltori che non erano, purtroppo, assicurati. Quelli provvisti di polizza, no. Naturalmente.

Domanda volgare: ci sono i soldi? «Non ci sono».

Ma si sono appena tenuti gli Stati generali dell’acqua (veneti) e Manzato, assessore leghista, ha presentato a Roma il suo conto: «Un miliardo di euro per tutta l’Italia sul Fondo di solidarietà nazionale (per le calamità, appunto) e un altro miliardo sul Piano irriguo nazionale per quei territori sempre più toccati dalla siccità e dove i Consorzi di bonifica non hanno più fondi per realizzare le opere che consentirebbero di portare l’acqua ai campi».

Manzato ne ha parlato con il ministro dell’Agricoltura per concordare su una cosa: l’acqua è il problema e dev’esserlo soprattutto per il premier Monti più che per il ministro Catania. Un tema per chi governa il Paese. E descrive il raggio d’azione: «È ambientale (penso alle calamità naturali) e socio-sanitario (la qualità delle acque che beve il cittadino). E poi il sistema Italia va messo in sicurezza». E il 2013, ricorda, sarà l’anno internazionale dell’acqua.

Ma torniamo, prosaicamente, alla nostra granella di mais. Sono tre i problemi da risolvere secondo Manzato: «Primo, la scarsità di prodotto che fa aumentare i prezzi del cereale e, a catena, dei derivati, a partire dalla carne. Secondo, l’asimmetria dei controlli. Molto rigorosi in Italia, ma il prodotto importato viene da Paesi più tolleranti con le soglie per le aflatossine. Terzo, un problema strutturale, la speculazione sulle commodity agricole».

Che è un affare internazionale... «Certo, singoli fondi che comprano per valori di decine di miliardi, tengono fermo il prodotto sino a farlo scendere o salire a seconda della convenienza e poi rientrano sul mercato per incassare il beneficio, provocando sconquassi sulla domanda e l’offerta mondiali».

E come si interviene? «Si parte dal fatto che l’alimentazione è il tema del futuro: bloccare la speculazione è un tema per l’agenda mondiale. Di qui dovremo costruire un fronte per aggredirla».

Ma come? «Abbiamo un’idea. Ne riparleremo il prossimo anno».

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