Nova Agricoltura in Vigneto all’insegna di qualità e sostenibilità

    Nova Agricoltura in Vigneto ha mostrato il meglio del mercato in tema di attrezzature per la vitivinicoltura al folto pubblico intervenuto

    Nell'azienda Umani Ronchi a Osimo (An), si è svolta la quarta edizione di Nova Agricoltura in Vigneto organizzata da Edagricole-Tecniche Nuove. Presente un gran numero di imprenditori agricoli, studenti, tecnici e agronomi che hanno seguito con interesse il tour tra i cantieri di lavorazione delle macchine e i laboratori tematici.

    La qualità delle uve e dei vini, ricercata anche e soprattutto esaltando i vitigni espressione dei territori e la biodiversità. Il rispetto dell'ambiente, vero mantra della viticoltura contemporanea, concetto sempre più importante sia per chi produce sia per chi consuma il prodotto finito.

    Questi i temi principali della giornata che si è tenuta nell'impianto San Lorenzo dell'azienda vitivinicola Umani Ronchi a Osimo (AN). La giornata in campo organizzata da Edagricole e Nova Agricoltura con le riviste Terra e Vita e VVQ (Vigne, Vini & Qualità), in collaborazione con Assam Marche, Consorzio Vini Piceni, IMT (Istituto Marchigiano Tutela Vini) e FederUnacoma, ha portato per la prima volta nelle Marche una selezione delle migliori soluzioni meccaniche, dei formulati, delle pratiche agronomiche e delle tecnologie innovative presenti sul mercato per praticare una viticoltura efficiente e sostenibile, coniugando le frontiere più estreme dell’innovazione e la tradizione delle buone pratiche colturali di campo.

    Uno sguardo dall’alto... #NovaVigneto

    Publiée par Nòva Agricoltura sur jeudi 7 juin 2018

    Rivoluzione che poggia sull'innovazione

    Imprenditori agricoli, studenti universitari, degli istituti agrari delle Marche, tecnici e agronomi hanno seguito con interesse il tour tra i cantieri di lavorazione delle macchine e i laboratori tematici, interessati a toccare con mano le grandi opportunità offerte alla viticoltura dall'innovazione: una vera e propria rivoluzione copernicana, che sfruttando le tecnologie digitali coinvolge le macchine per la gestione del vigneto, gli agrofarmaci e tutti i processi produttivi, sia in campo sia in cantina.

    Dalle irroratrici a rateo variabile e a recupero di prodotto in grado di ridurre l'utilizzo di agrofarmaci ed eseguire trattamenti mirati, alle macchine per eseguire diserbi meccanici, fino alle cimatrici e agli attrezzi per lavorare il terreno tra i filari, utili per eseguire sovesci e pacciamature: pratiche agronomiche antiche, oggi riscoperte per la rinnovata sensibilità al rispetto dell'ambiente e per la necessità di preservare e aumentare la quantità di sostanza organica dei terreni. E poi la sensoristica, dalla guida automatica agli strumenti capaci di raccogliere dati di campo mentre passano tra i filari, utili per prendere decisioni rapide ed efficaci per risolvere le criticità. A completare il quadro una carrellata di formulati per la nutrizione e per la lotta ai parassiti sempre più in linea con le nuove direttive europee e con i disciplinari di produzione sempre più stringenti in fatto di utilizzo di agrofarmaci. Su tutti i biostimolanti, sostanze ammesse in agricoltura biologica con molteplici funzioni. In pratica, durante la mattinata in campo si è simulata la conduzione di un vigneto del futuro.

    Il futuro della viticoltura marchigiana

     Nel pomeriggio, dopo il pranzo offerto dagli organizzatori, si è svolto il convegno dal titolo "La precisione nelle piccole cose che fanno grande il vigneto", durante il quale si è parlato di cambiamento climatico e nuove strategie per la gestione sostenibile dei vigneti con Alberto Palliotti dell'Università di Perugia e Oriana Silvestroni dell'Università delle Marche. Michele Morgante dell'Università di Udine ha invece illustrato i risultati ottenuti sul fronte della sostenibilità della viticoltura con le nuove tecniche di miglioramento genetico, mentre Denis Pantini di Nomisma Wine monitor ha illustrato le prospettive di mercato dei bianchi marchigiani.
    La manifestazione si è chiusa con la tavola rotonda sul futuro del settore vitivinicolo marchigiano.

     

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