Nutrire bene la vite per fare vini di grande qualità

Il know how della concimazione come elemento decisivo del terroir. Lo conferma l’esperienza di Eurochem assieme ad Azienda Falesco e Università della Tuscia. Nella degustazione organizzata da Ais Milano e guidata da Riccardo Cotarella emerge il carattere di soluzioni come Nitrophoska e Entec Perfect nel differenziare le produzioni di Chardonnay

Uno Chardonnay elegante, uno più potente, da lunghi invecchiamenti e un terzo più beverino, ma con una tessitura sfaldata e un aroma effimero, subito svanito.

Degustazione “anomala”

Degustazione verticale anomala quella proposta ai suoi soci da Ais, Associazione italiana sommellier, delegazione di Milano, presso l’Hotel The Westin Palace, lo scorso 11 giugno.

Da sinistra: Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente di Ais Milano, Davide Garofalo e Riccardo Cotarella

Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, titolare dell’azienda vitivinicola Falesco e docente di Viticoltura ed Enologia presso l’Università della Tuscia di Viterbo l’ha guidata assieme al sommelier Davide Garofalo e ha subito avvertito: «Siamo di fronte a vini da sperimentazione, il vino è un progetto che parte dalla vite e la vite ha bisogno di un’equilibrata nutrizione minerale, ma su questo fronte c’è ancora troppo empirismo e le esperienze pubblicate sono ancora limitate».

Vivere di sperimentazione

Riccardo Cotarella illustra i risultati del primo anno di prove sperimentali

«Io sono sempre vissuto di sperimentazione, credere nella ricerca significa essere pronti a migliorare sé stessi e i vini che si produce. Se non fosse così in Italia ci sarebbero solo grandi vini toscani e piemontesi e invece oggi il livello qualitativo del vino italiano è cresciuto ovunque, ma il settore della concimazione è tra quelli su cui bisogna ancora investire maggiore competenza».

Tutti concimano la vite, qualunque metodo di produzione si segua, ma non tutti i produttori pensano però all’importanza di calcolare gli assorbimenti per restituire al terreno ciò che la vite utilizza, alla necessità di conoscere i diversi suoli, al vantaggio di utilizzare soluzioni affidabili per migliorare le performance quali-quantitative delle proprie produzioni.

«Volevo fare una sperimentazione sulla nutrizione differenziata per capire l’importanza di questa pratica sulla qualità dei vini, ho trovato un supporto decisivo da parte di un’azienda come Eurochem che ha messo a disposizione soluzioni ben differenziate e i risultati sono notevoli».

Versione special, perfect e basic

Gli appassionati intervenuti all'evento

Il panel di appassionati wine lover chiamati dall’Ais di Milano ha apprezzato l’esperienza e ha individuato senza difficoltà le notevoli differenze tra i vini proposti.

Alla versione “special” (Chardonnay nutrito con Nitrophoska), è stato attribuito un ampio spettro olfattivo con note di acacia, gelsomino, albedo di cedro, calcare, ananas (comprese “note cerealicole di malto” secondo Garofalo) e una chiusura piccante di pepe nero con una lunga tenuta sapida e aromatica in bocca, dove prevale il floreale bilanciato da una piacevole freschezza di “lime”.

La versione “perfect” (Chardonnay concimato con Entec Perfect, prodotto a lenta cessione grazie alla presenza dell’inibitore della nitrificazione): note di felce, pietra focaia, topinambour, passiflora, frutto bianco maturo, una potenza espressiva che lo rende più adatto a lunghi affinamenti.

La versione “basic” (test non concimato da un anno): uno spettro pulito ma più attenuato di mandorla pelata, anacardo, biancospino, erbe aromatiche, con una trama acida ma un po’ sfaldata, finale greve, effimero e presto svanito.

Un quarto campione proponeva un blend estemporaneo tra le versioni special e perfect: un’ipotesi su coi conviene lavorare secondo Cotarella.

Le differenze riscontrate hanno fatto supporre al panel di appassionati di essere di fronte a tre Chardonnay di tre diverse provenienze: Nord, Centro e Sud Italia ad esempio.

La competenza, l’elemento più importante del terroir

Niente di tutto questo: tutti i vini provenivano da uve raccolte nello stesso appezzamento suddiviso in tre porzioni (il test in mezzo). Un terreno omogeneo dell’azienda Falesco in Umbria, pianeggiante e a 300 metri di altezza. Unica la varietà, unica la data di raccolta, stessa modalità di vinificazione (in acciaio), nessuna aggiunta di lieviti selezionati. L’unica differenza: la modalità e la strategia di somministrazione di azoto, fosforo e potassio.

«La dimostrazione – commenta Cotarella – di come sia l’uomo l’elemento più importante e decisivo del terroir, capace di fare la differenza nella qualità dei vini».

Eurochem crede nella ricerca

Massimo Rossini

«Eurochem è un’azienda che crede fortemente nella Ricerca- ha affermato Massimo Rossini direttore generale di Eurochem Agro Italia –».

«Avevamo già esperienze di questo tipo con Nitrophoska e la forte differenza con la tesi non concimata conferma questi precedenti».  «Ora emerge in maniera eclatante già al primo anno di sperimentazione l’impronta di una soluzione diversa come Entec Perfect».

«I campioni di vino che portiamo in degustazione sono ancora in forte evoluzione e non vediamo l’ora di confermare i dati finali di questa esperienze sperimentale».


L'obiettivo dello studio

L’obiettivo dello studio, condotto da Eurochem Agro Italia assieme all’Azienda agricola Falesco e all’Università della Tuscia, è quello di capire a fondo l’effetto delle concimazioni, non solo sulla vigoria, produttività delle piante e longevità , ma anche sulla qualità dei mosti e dei vini che ne derivano, sulla fermentescibilità e l’aromaticità dei vini.

«La strada da percorrere per la conoscenza, è lo studio approfondito di tutto il percorso dei nutrienti dal terreno alla pianta, dall’uva al mosto, dai lieviti al vino».


Il giudizio degli esperti

Oltre che ai wine lover l’esperienza del diverso impatto della concimazione sulla qualità del vino è stata affidata anche a esperti degustatori. Questo il loro giudizio:

Daniele Cernilli: …alla fine quello che, a mio avviso, risulta il più completo è la prova con i

Daniele Cernilli "Doctor Wine"

Nitrophoska. Poi la prova con Entec Perfect per struttura e ricchezza, e infine la prova non concimata che è indubbiamente piacevole ma un pochino semplice…

Gianni Fabrizio

Gianni Fabrizio: la prova con Nitrophoska ha profumi più intensi e più ampi rispetto al campione non concimato, con aromi che spaziano da un bel fruttato elegante arricchito da ricordi floreali e speziati che danno complessità. Anche al palato esprime doti di maggior volume e grassezza con un bel finale più persistente e accattivante del pur buono campione non concimato.

Gigi Brozzoni

Gigi Brozzoni: il campione Entec Perfect ha una più lieve l’intensità olfattiva ma allo stesso tempo più consistente e giocata su note molto mature ma anche indefinite che lasciano spazio a ricordi di frutto della passione e progressivamente ananas e mela; lieve e morbida speziatura anche con un leggero tocco floreale. Deciso impatto gustativo con forte frutto maturo e agrumato assieme a svariate sfumature che si alternano tra agrumi, ananas, vaniglia e un richiamo vegetale fresco e fine, ben sostenuti da fresca acidità e quasi sapido e di lunga persistenza. Chardonnay di sostanza con toni gustativi di superiore intensità e ampiezza.

Luca Maroni

Luca Maroni: il campione con Entec Perfect ha un olfatto netto, non evoluto, e dotato di un’intensità e di una potenza espressiva superiore. Al sapore la densità e la glicerinosa potenza del vino si apprezzano e si rivelano di ottimo tenore. Ottima la persistenza dell’aroma.

Luciano Pignataro: le uve concimate con Nitrophoska

Luciano Pignataro

producono un vino che ha un naso molto più opulento ed espansivo. Alle note floreali e fruttate, prevalgono comunque gli agrumi, si aggiunge una sensazione burrosa, quasi grassa, che rende più complesso il vino dal punto di vista olfattivo.

 

Marco Sabellico

Marco Sabellico: il vino da uve concimate con Nitrophoska presenta colore paglierino scarico brillante riflessi verdolini, naso fresco, morbido, tono di frutto bianco maturo, piacevole vena ammandorlata. Bocca di buon spessore, sapida e fresca, rotonda, buon equilibrio e buon finale sul frutto bianco maturo.

Nutrire bene la vite per fare vini di grande qualità - Ultima modifica: 2019-06-28T20:11:13+00:00 da Lorenzo Tosi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome