Il nocciolo può dare opportunità per il Basso Abruzzo e il Molise

Piero Spidalieri, Nicolino Torricella della coop. Euro-Ortofrutticola del Trigno e Tiziana Magnacca, sindaco di San salvo (Ch) durante il convegno di presentazione del Progetto Nocciola Italia di Ferrero HCo
Grande interesse per il Progetto Nocciola Italia di Ferrero. Con la crisi della peschicoltura e i prezzi bassi di grano e pomodoro, la produzione corilicola può fornire un reddito netto che oggi nessun’altra coltura assicura sul territorio

Per gli agricoltori del Basso Abruzzo e del Molise la coltivazione del nocciolo secondo il progetto di filiera della Ferrero Hazelnut Company (HCo) è un’occasione propizia per trovare un’alternativa valida a tante colture in crisi o addirittura sparite o, quanto meno, per diversificare le produzioni. In un territorio che ha visto negli ultimi anni la scomparsa della barbabietola da zucchero e del girasole, soffre la decadenza della peschicoltura e lamenta i prezzi bassi e assolutamente non remunerativi del pomodoro da industria e del grano duro e quelli troppo oscillanti delle leguminose, il nocciolo può costituire una seria opportunità per contribuire a rivitalizzarlo.

Nuova linfa remunerativa

Nicolino Torricella e Tiziana Magnacca

È l’indicazione emersa dal convegno “Progetto Nocciola Italia” ospitato dalla cooperativa Euro-Ortofrutticola del Trigno di San Salvo (Ch) alla presenza di circa 200 agricoltori e tecnici. Un’indicazione di cui si sono fatti interpreti il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, per la quale «questo territorio per sopravvivere ha bisogno di nuova linfa remunerativa, e il nocciolo può sicuramente esserlo», e il presidente della cooperativa, Nicolino Torricella, per il quale «il nocciolo rappresenta la possibilità di diversificare in maniera intelligente la produzione e l’offerta».

Ivan Seri, Ferrero HCo

E la diversificazione è pienamente sostenibile poiché, come è emerso nel corso del convegno «il nocciolo, impiantato con sesto 5 x 3 m, allevato ad alberello e sostenuto con irrigazione e fertirrigazione, è in grado di assicurare in piena produzione, dal settimo-ottavo anno, una resa media di oltre 2,5 t/ha. Resa che, con i prezzi garantiti dal progetto, produce un reddito netto che oggi nessun’altra coltura assicura sul territorio».

Partire con il piede giusto

Barbara Novelli di Civi Italia

A patto, ha avvertito Barbara Novelli di Civi-Italia, il consorzio nazionale interprofessionale fra associazioni vivaistiche e unioni dei produttori, «di partire con il piede giusto, ossia di utilizzare materiale vivaistico certificato, piantine garantite sia dal punto di vista varietale sia da quello fitosanitario».
Forte sostegno allo sviluppo del progetto può venire, ha aggiunto Piero Spidalieri, responsabile commerciale dell’Euro-Ortofrutticola del Trigno, dagli incentivi finanziari concessi dall’Ocm ortofrutta con i Piani operativi.

Piero Spidalieri

Le risorse dei Piani operativi

«I Piani operativi garantiscono, fra l’altro, anche incentivi per le spese generali di produzione per la frutta a guscio, quindi, per il nostro caso: nuovi impianti di nocciole (espianto, piantine e impianto); macchinari e attrezzature per la lavorazione e la conservazione delle nocciole; rimorchi specifici per il trasporto delle nocciole dalla campagna al centro di stoccaggio; raccoglitrici, attrezzi per la potatura e soffiatori; impianti di irrigazione; doppia raccolta delle nocciole, miglioramento e innovazione nella tecnica colturale, come la potatura di riequilibrio vegetativo del nocciolo. Grazie anche all’aiuto dei Piani operativi, possiamo veramente dare il benvenuto al nocciolo sul nostro territorio».

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