Apicoltura, una strategia integrata per combattere la crisi

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Dalle agevolazioni fiscali agli aiuti diretti, dai progetti di ricerca all'assistenza tecnica agli apicoltori, fino all'etichetta d'origine, sono solo alcune delle azioni poste in atto dal Governo a difesa del settore.

La crisi del settore apiario è stata posta in evidenza in un’interrogazione parlamentare alla quale ha risposto oralmente il Sottosegretario Giuseppe Castiglione per conto del Governo confermando l’attenzione con cui il settore viene seguito.

Nell’interrogazione presentata dall’On. Cosimo Latronico (DI) veniva ricordato che le pessime condizioni meteo degli ultimi anni con alternanza tra elevate temperature con fioriture anticipate e forte abbassamento delle temperature con gelate improvvise e durature, hanno provocato ingenti danni alle produzioni, danni riscontrati soprattutto sulla pianta di Robinia pseudoacacia. gli apicoltori sono intervenuti con nutrizioni di emergenza a base di sciroppi zuccherini per consentire la sopravvivenza degli alveari con un conseguente aggravio dei costi di produzione. Tutto ciò non ha impedito che si verificasse in questo ultimo quinquennio, una forte riduzione della produzione di miele con un crollo del 70% dei risultati produttivi del settore e, di riflesso, un aumento del 13% delle importazioni dall'estero di miele, soprattutto dalla Cina, dalla Romania e dall'Ungheria.

Nella risposta fornita dal Sottosegretario è stato preliminarmente ricordato che la normativa nazionale ha introdotto disposizioni più restrittive rispetto a quelle della direttiva europea, la n. 110 del 2001, sul miele imponendo di indicare in etichetta il Paese o i Paesi di origine in cui il miele è stato raccolto, e al Decreto legislativo, il n. 3 del 2016 che in attuazione della direttiva europea, la n. 63/2014, vieta di estrarre polline o qualsiasi altra componente specifica del miele, a meno che ciò sia inevitabile nell'estrazione di sostanze estranee inorganiche o organiche.

Per contrastare i fenomeni di abbandono, soprattutto laddove le aree sono più fragili, è stata introdotta nella recente legge di Bilancio, un'agevolazione di carattere fiscale per coloro che conducono alveari di modeste dimensioni in zone di montagna, al fine di promuovere l'apicoltura quale strumento di tutela della biodiversità e dell'ecosistema nonché di integrazione al reddito nelle aree montane e nelle aree interne.

Riguardo alle iniziative per il miglioramento della produzione e commercializzazione dei prodotti dell'apicoltura, il Sottosegretario ha ricordato che nell'ambito dell'Ocm unica sono finanziabili, da parte delle regioni, misure di sostegno con un budget annuale che è di circa 6 milioni di euro. Tali misure, tra cui l'assistenza tecnica agli apicoltori, la lotta contro gli aggressori e le malattie degli alveari, in particolare la Varroa, sono gestite per circa l'89% a livello regionale. Per adattarsi al meglio alle diverse realtà territoriali, la restante parte è gestita direttamente dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per azioni di portata nazionale quali le ricerche e la divulgazione.

Sono state attivate inoltre, da parte delle associazioni e delle federazioni di apicoltori a livello nazionale, alcuni centri di riferimento tecnico per lo svolgimento di attività apistica a valenza nazionale, tra cui il centro di riferimento tecnico per gli inquinanti nella pratica apistica e le problematiche ambientali e nutrizionali e il centro di riferimento tecnico per la lotta alle patologie apistiche.

Oltre a ciò, sono stati avviati due progetti di ricerca sullo studio delle nuove avversità nel settore apistico, riguardanti il tema della Vespa velutina e la Aethina tumida, che consentiranno di acquisire, nel medio periodo, nuove informazioni sui metodi di lotta e di contrasto contro tali nuove emergenze del settore.

Infine è stato rifinanziato il Progetto BeeNet, già finanziato nell'ambito dalla Rete rurale nazionale 2007-2013 come prosecuzione del Progetto Apenet, che prevede il monitoraggio dello stato di salute e benessere delle api tramite la verifica su di una rete di alveari articolata in moduli di rilevamento localizzati in siti geografici rappresentativi dei vari contesti agronomici e ambientali del territorio, in modo da rappresentare diverse tipologie di territorio, da quello intensamente coltivato a quello naturale o semi-naturale. La finalità del progetto è quella di ottenere indicazioni sia di natura generale (situazione delle aree rurali in termini di impatto dei fitofarmaci ed efficacia delle misure agroambientali) sia di natura specifica (stato di salute degli apiari ed eventuali minacce per le api italiane).

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