Sicilia a secco ma i consorzi di bonifica chiedono il contributo. È polemica

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Nei giorni scorsi l'Agenzia delle Entrate ha inviato alle aziende agricole del catanese le cartelle esattoriali per conto del Consorzio di Bonifica n. 7 di Caltagirone. I contributi richiesti sono relativi al 2023 anche se non è stata erogata una goccia d'acqua per l'irrigazione

In Sicilia non piove da mesi. Gli invasi sono praticamente a secco. Non c’è acqua da destinare all’irrigazione e quella per uso potabile è ridotta al lumicino tant’è che la giunta regionale ha deliberato lo stato di crisi e di emergenza nel settore idrico potabile fino al 31 dicembre per le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani.
In un quadro a tinte così fosche e che preoccupa per il destino delle colture nei prossimi mesi, la burocrazia però non si ferma e intima agli agricoltori scadenze di pagamenti che hanno tutto il sapore di una beffa.

L’ultimo fatto che sa di comico, ma che per gli agricoltori rappresenta una vera tragedia, sono le cartelle esattoriali recapitate in questi giorni dall’Agenzia delle Entrate che deve riscuotere i ruoli consortili del 2023. Ruoli che si riferiscono a “bonifica e miglioramento fondiario” e “esercizio e manutenzione opere irrigue” e che devono essere pagati anche se non è stata erogata una sola goccia d’acqua per l’irrigazione.

Atto dovuto

Accade nel Catanese, almeno per ora. A provare ad esigere i ruoli consortili del 2023 è il Consorzio di Bonifica n.7, quello di Caltagirone. Sicuramente un atto dovuto che mette in “sicurezza gestionale” il commissario di turno visto che i bilanci devono essere comunque chiusi in pareggio. I consorzi di bonifica siciliani sono, infatti, in gestione commissariale da trent’anni e non si capisce più qual è il loro numero dopo alcuni maldestri tentativi legislativi di accorparli mettendo ordine in un vero e proprio ginepraio di debiti e personale.
«Queste cartelle sembrano uno scherzo di cattivo gusto ma sono purtroppo una dura realtà», dice Gerardo Diana, presidente del Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, tra i colpiti dai provvedimenti di riscossione emessi dall’Agenzia delle Entrate per conto del Consorzio di Bonifica.

SiciliaPompe per pescare acqua fino a cento metri di profondità

«Siamo l'unica regione europea contrassegnata dal bollino rosso per la siccità – prosegue Diana – tanto che il presidente della Regione siciliana ha deciso di dichiarare lo stato di calamità naturale causa 'siccità severa' e veniamo da un anno di assoluta carenza di acqua, durante il quale abbiamo dovuto fare fronte a enormi difficoltà. Nella stagione in corso, molti di noi hanno dovuto affrontare spese straordinarie di energia elettrica per le pompe che sollevano (anche da oltre cento metri di profondità, ndr) l’acqua necessaria per salvare gli agrumeti e la produzione di arancia rossa. E adesso, anziché aiuti riceviamo mazzate. I soci del Consorzio che presiedo – denuncia Diana – sono in subbuglio e chiedono immediati chiarimenti su questa beffa. Non possiamo pagare queste cartelle esorbitanti ai consorzi di bonifica».

In Sicilia crisi idrica strutturale

Non se la passa meglio la zootecnia. Non scorre acqua nei corsi d’acqua, le sorgenti hanno portata ridotta e i bevai saranno presto asciutti. Poca l’erba disponibile per gli animali allevato allo stato brado e semi-brado. E anche il fieno scarseggia visto che in gran parte è stato rovinato dalle piogge della tarda primavera dello scorso anno. Ecco perchè il 19 febbraio scorso la giunta di governo ha dichiarato lo stato di crisi ed emergenza siccità per il settore zootecnico, nominando Commissario straordinario per l’attuazione dei provvedimenti di emergenza il dirigente generale del Dipartimento regionale Agricoltura, Dario Cartabellotta.
«La crisi idrica – afferma Cartabellotta – non è più congiunturale, ma strutturale come dimostrano i dati resi noti dall’Autorità di Bacino sui volumi idrici degli ultimi cinque anni negli invasi artificiali siciliani».

Sammartino: «Servono interventi straordinari»

Sul fronte politico un impegno che si fa fatica a percepire fattivo e concreto. A parte l’istituzione di un’unità di crisi dedicata che è già al lavoro e che è stata messa in campo in risposta alle proteste dei trattori (che non si sono ancora fermati), la ricerca di una interlocuzione con il governo nazionale da cui, però, non arrivano ancora risposte.

Dei giorni scorsi l’incontro dell’assessore all’agricoltura e vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, con il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida. «Ho chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per la siccità – riferisce il componente della giunta Schifani –. La situazione senza precedenti che vive la Sicilia necessita di interventi straordinari per la salvaguardia del sistema agricolo siciliano».

Sicilia a secco ma i consorzi di bonifica chiedono il contributo. È polemica - Ultima modifica: 2024-03-18T16:58:30+01:00 da Simone Martarello

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