Xylella, da monitorare anche la zona indenne

Via a una nuova campagna di monitoraggio con controlli estesi a nord della fascia cuscinetto fino alle porte di Foggia. Intanto partono le motoseghe per rimuovere gli ulivi infetti non abbattuti dai proprietari inadempienti. Tranne che per una ventina di piante per cui il Tar di Bari ha rimandato ogni decisione a inizio settembre. Un ritardo che potrebbe innescare una nuova procedura d'infrazione Ue

Riparte l'attività di monitoraggio anti-Xylella. A partire da oggi, lunedì 31 luglio, i 172 ispettori dell'Arif passeranno a tappeto non solo gli oliveti salentini, ma di tutta la Puglia. La seconda fase del monitoraggio per la ricerca di focolai causati dal batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ceppo Codiro si estenderà infatti ben oltre i confini dell'area cuscinetto (una fascia di 10 chilometri che taglia in due la penisola salentina da Taranto a Fasano) e dell'area di contenimento (un'altra fascia contigua di 20 chilometri di larghezza posizionati più a sud), ma risalirà per altri 300 chilometri verso nord attraversando le aree più produttive dell'olivicoltura regionale fino a Foggia. Lo prevede il nuovo accordo condiviso tra il direttore tecnico dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif) Matteo Totaro e il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale Silvio Schito.

L'attuale geografia delle aree infatta, di cuscinetto e di contenimento potrebbe essere aggiornata verso nord dai monitoraggi in partenza oggi.
L'attuale geografia delle aree infetta, di cuscinetto e di contenimento potrebbe essere aggiornata verso nord dai monitoraggi in partenza oggi.

Rischio di nuova procedura d'infrazione

In 4 mesi l'Arif ha passato al setaccio 175mila ettari, individuando numerosi focolai d'infezione. Ora il compito diventa ancora più difficile e per assolverlo l'agenzia ha sottoscritto un accordo con Sit (Servizi informativi territoriali) di Noci (Ba) per un supporto tecnico-amministrativo all'attività di monitoraggio. La convenzione sul monitoraggio è stata rinnovata  fino al 31 dicembre di quest'anno. In questo modo la Regione ha voluto dare un segnale forte per scongiurare il rischio della riattivazione della procedura d'infrazione Ue (con condizioni più pesanti rispetto alle attuali). Il 12 luglio la Commissione ha infatti inviato a Roma un parere motivato in tal senso per la mancata eradicazione delle piante infette subito dopo la prima conferma della presenza della Xylella. L'Italia ha due mesi di tempo per adeguarsi ed evitare il deferimento alla Corte Ue. Un appuntamento che difficilmente sarà rispettato: il destino delle piante d'olivo finora "salvate" dalle estirpazioni dalla sospensiva del Tar (ma in buona parte ormai seccate dal batterio killer e pericolosa fonte di inoculo per il dilagare dell'epidemia) è infatti segnato solo in parte. Mentre il Tribunale amministrativo di Lecce ha rigettato il ricorso presentato dall'avvocato Giovanni Pesce in opposizione all'estirpo degli olivi di sua stessa proprietà (85 piante delle 104 totali oggetto di sospensiva) siti in agro di Oria (Br), il Tar di Bari ha invece rimandato la sua decisione a dopo le vacanze estive. Una ventina di olivi infetti rimarranno dunque intoccabili fino a ben oltre la scadenza dell'"ultimatum" di Bruxelles, una circostanza che sarà difficile giustificare nella rendicontazione che la Regione deve inviare alla Commissione Ue. 

Disseccamenti causati da Xylella fastidiosa subsp pauca ceppo Codiro
Disseccamenti causati da Xylella fastidiosa subsp pauca ceppo Codiro

Eradicazioni d'ufficio per gli inadempienti

Per tutti gli altri olivi infetti non ancora rimossi dai proprietari scatta invece fin da oggi l'abbattimento. La quiete dell'estate salentina sarà infatti disturbata dal rumore delle molte motoseghe in azione, e i costi di queste azioni saranno tutti a carico dei produttori inadempienti. In base a quanto dispone il piano di azione per contrastare la diffusione della Xylella, (deliberazione della Giunta regionale n. 679 del 9 maggio 2017), le attività operative affidate all’Arif consistono infatti essenzialmente in: monitoraggio, prelievo e consegna dei campioni vegetali ai laboratori di analisi, secondo il protocollo redatto dalla Sezione Osservatorio fitosanitario; rimozione e distruzione delle piante infette in sostituzione dei soggetti proprietari o conduttori inadempienti; distruzione presso le proprie strutture periferiche di piante oggetto di sequestro amministrativo.

Spagna in allarme

Intanto prosegue l'allarme Xylella anche nel resto dell'Europa Mediterranea. Dopo i focolai rinvenuti in Corsica, Costa Azzurra e Baleari, anche la Spagna continentale è risultata infetta.  Le autorità iberiche hanno infatti denunciato il 25 luglio il rinvenimento di un secondo focolaio di X. fastidiosa subsp. Multiplex su alcune piante di mandorlo sempre nella zona di Valencia.
I nuovi positivi ricadono nel comune di Benimantell. A seguito dei rilevamenti è stata adeguata la demarcazione dell’area cuscinetto che deve comprendere una distanza di 10 chilometri da ciascun focolaio. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome