Canapa, Regione Puglia ha avviato avviso pubblico per interventi pilota

    canapa puglia
    Coltivazione di canapa in provincia di Taranto
    Ma la vicepresidente di Federcanapa, Rachele Invernizzi, lo reputa assolutamente insufficiente per dare risposte reali a chi è interessato ad avviare filiere basate sulla coltivazione in Puglia della canapa industriale

    La Regione Puglia, con Determinazione dirigenziale n. 264 del 26/06/2023, ha avviato l'Avviso pubblico per la coltivazione e la trasformazione della canapa (Cannabis sativa) nel territorio pugliese e la sua successiva commercializzazione. L’intento è promuovere l'attuazione di interventi pilota finalizzati alla strutturazione di filiere produttive della canapa a carattere innovativo e all'impiego dei suoi derivati nei settori alimentare, industriale e ambientale.

    I soggetti che possono presentare le proposte sono:

    • soggetti qualificati nel settore della ricerca quali Università e loro Dipartimenti, gli spin-off da ricerca, Istituti e laboratori del Cnr e del Crea, ecc.
    • aziende agricole, cooperative agricole e loro consorzi;
    • associazioni e organizzazioni di produttori agricoli;
    • imprese, società e associazioni costituite tra imprenditori dei settori industriale, alimentare e ambientale;
    • associazioni di promozione sociale che abbiano come obiettivo statutario svolgere attività di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e naturale, anche mediante attività di ricerca e promozione culturale.

    Il contributo regionale concedibile è pari al massimo al 60% del costo totale dell’intervento pilota: per ciascun intervento pilota il contributo regionale concedibile non potrà essere inferiore a € 20.000,00 e superiore a € 60.000,00.

    Federcanapa: «Contributi Regione Puglia su canapa insufficienti»

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    Rachele Invernizzi, vicepresidente di Federcanapa

    «L’intento è in apparenza buono, ma i contributi concedibili sono insufficienti – commenta Rachele Invernizzi, vicepresidente di Federcanapa, la Federazione della canapa italiana, che unisce, tutelandone gli interessi, i coltivatori e i primi trasformatori di canapa coltivata in Italia nelle sedi istituzionali e nei confronti degli altri settori economici –. In realtà un avviso pubblico del genere è, più che altro, fumo negli occhi. La Puglia vanta grosse potenzialità nella coltivazione e trasformazione della canapa, ma attualmente tutti gli operatori sono fermi. Come Federcanapa abbiamo partecipato a diversi progetti di ricerca, che ci hanno confermato come la Puglia abbia numerosi territori vocati per coltivare canapa. Ma non esistono filiere realmente operanti, perché richiedono investimenti consistenti, che gli enti pubblici non possono o non vogliono contribuire a finanziare e i privati italiani fanno fatica a considerare! Con 20-60mila euro non si va da nessuna parte, non sono sufficienti per implementare un’attività di ricerca, figuriamoci se bastano per avviare un’attività imprenditoriale seria».

    «In Puglia unica produzione le infiorescenze di canapa»

    infiorescenze canapa
    Attualmente in Puglia l’unica produzione reale è quella della cosiddetta “cannabis light”, cioè delle infiorescenze ricavate dalla canapa industriale

    Attualmente in Puglia, nota Rachele, l’unica produzione reale è quella della cosiddetta “cannabis light”, cioè delle infiorescenze ricavate dalla canapa industriale.

    «In una situazione difficile a causa del vuoto normativo nella legge sulla canapa industriale, che poco dice sull’uso delle infiorescenze, i produttori cercano di commercializzarle nei modi più variopinti, dato che non si può dichiararle “prodotti da inalazione”. Da anni Federcanapa chiede di porre fine a questo mercato grigio e poco trasparente, riconoscendo la canapa tra i succedanei del tabacco, come avviene in altri stati europei tra cui Belgio e Lussemburgo, e imponendo accise e regole chiare al suo uso come prodotto da inalazione. Purtroppo un disegno di legge presentato in Senato il 22 dicembre scorso da un gruppo di senatori di Fratelli d’Italia vuole mettere al bando la cannabis light a uso ricreativo. Una mole crescente di studi, tra cui quelli del Cnr e di varie università italiane, ha confermato le numerose proprietà terapeutiche, analgesiche e antibatteriche del cannabidiolo (CBD) e degli altri principi attivi non psicotropi contenuti nel fiore della canapa industriale. E l’inalazione, per quanto dannosa (ma in questo caso molto meno dannosa dell’inspirazione della nicotina), resta di fatto il metodo più semplice e immediato di assimilazione di determinate sostanze. Non a caso lo stesso ministero della Salute suggerisce l’inalazione tra le possibili modalità di somministrazione della cannabis terapeutica nelle raccomandazioni per il medico prescrittore».

    «Avviso pubblico Regione Puglia non al passo con esigenze vere»

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    Rotoballe di paglia di canapa industriale

    Ma la pianta della canapa, aggiunge Rachele, non è fatta solo di fiori.

    «La fibra esterna può essere utilizzata nell’industria tessile. La parte legnosa interna, il canapulo, può essere impiegata, mischiato con calce e acqua, nella bio-edilizia, tal quale per la produzione di filtri, di lettiere e per numerosi altri usi. Ma la linea di decorticazione per lavorare la paglia di canapa e impostare una filiera industriale che darebbe reddito e occupazione, solo per fare un esempio, costa oltre tre milioni di euro. Una somma della quale tanti privati, pur volenterosi, non dispongono e che il pubblico non è disposto a finanziare neanche in parte. Ecco perché l’avviso pubblico della Regione Puglia non è al passo con le esigenze vere di chi è intenzionato ad aprire una filiera basata sulla coltivazione della canapa industriale. Federcanapa ha comunque buone speranze che la Regione Puglia inizi a puntare seriamente sull’“oro verde” che rappresenta la filiera canapa, partecipando con somme interessanti e non con briciole».

    Canapa, Regione Puglia ha avviato avviso pubblico per interventi pilota - Ultima modifica: 2023-07-27T21:39:50+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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