Via libera al Jefta, Giappone più vicino per l’agroalimentare italiano

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Agrinsieme, il coordinamento fra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanze delle Cooperative, benedice l'accordo con il Giappone «che avrà immediati effetti positivi sull'export del Made in Italy»

Più Sol Levante per i prodotti agroalimentari italiani. La svolta arriva con il via libera all’accordo di partenariato tra l’Unione Europea e il Giappone, denominato Jefta ovvero Japan-EU Free Trade Agreement. «È una decisione attesa, che porterà benefici importanti e immediati al Made in Italy agroalimentare».

A ribadirlo, dopo l’ok della sessione plenaria del Parlamento europeo, è il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

Intesa già in vigore da febbraio 2019

«Grazie a questo accordo, siglato a luglio scorso e che a differenza del CETA non dovrà essere approvato dai Parlamenti dei singoli Stati Membri, le esportazioni agroalimentari comunitarie verso il Paese del Sol levante potrebbero aumentare sensibilmente per i cibi trasformati», ricorda Agrinsieme, spiegando che l’approvazione da parte del Parlamento Europeo porterà all’entrata in vigore dell’intesa bilaterale a partire da febbraio 2019.

Dazi zero per molte categorie

«Ci si avvia così all’eliminazione dei dazi sulle esportazioni di vino, che attualmente si attestano attorno al 15% in media, con un esborso a carico degli operatori comunitari pari a oltre 130 milioni di euro. Anche per molti formaggi le vigenti tariffe doganali, che arrivano fino al 30%, saranno soppresse. Per alcuni formaggi freschi, tra i quali la mozzarella, è giapponestata concordata una quota di esportazioni a dazio zero. Viene inoltre prevista l’esenzione dai dazi per le esportazioni comunitarie di carni suine trasformate», spiega il coordinamento, precisando che «le tariffe doganali saranno poi progressivamente eliminate per una serie di prodotti trasformati, tra i quali la pasta, le produzioni dell’industria dolciaria e alcuni derivati del pomodoro».

45 prodotti italiani interessati

«L’accordo garantirà, inoltre, la protezione sul mercato giapponese di una lunga lista di prodotti agricoli europei di qualità, di cui 45 italiani; 10 di questi, in particolare, costituiscono il 90% del valore dell’export agroalimentare nazionale verso il paese nipponico», aggiunge Agrinsieme, che si impegna a continuare a lavorare per ampliare il numero delle indicazioni geografiche riconosciute e ricorda che sull’intesa si era già pronunciata favorevolmente, insieme a tutte le sigle del settore vitivinicolo e agli industriali del settore lattiero-caseario e delle carni suine.

«Ricordiamo, infine, che si tratta del più grande accordo commerciale per dimensione economica mai siglato dall’Unione Europea. Secondo la Commissione Ue, infatti, l’export di settore potrebbe raddoppiare rispetto agli attuali 6,6 miliardi di euro l’anno circa», conclude Agrinsieme.

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