Cinghiali, Regione Puglia consente agli agricoltori l’abbattimento sui propri terreni

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In Puglia i branchi di cinghiali, oltre a infestare i terreni agricoli, si spingono sempre più frequentemente nelle periferie cittadine
Approvato dalla Giunta regionale pugliese il “Disciplinare attuativo per il controllo numerico della popolazione di cinghiale in regione Puglia”

I proprietari e i conduttori di fondi agricoli ubicati nella regione Puglia, in possesso di regolare porto d'armi ad uso caccia sui propri terreni, sono abilitati a cacciare, e quindi abbattere, i cinghiali all’interno del perimetro aziendale.

È quanto dispone la delibera sul “Disciplinare attuativo per il controllo numerico della popolazione di cinghiale in regione Puglia” approvata dalla Giunta della Regione Puglia. Tale delibera va attuata anche nelle aree del Parco nazionale dell’Alta Murgia, del Parco nazionale del Gargano e di tutte le aree naturali protette.

Cinghiali, per Coldiretti Puglia storico “via libera”

Pietro Piccioni
Pietro Piccioni

Per Coldiretti Puglia si tratta di uno storico “via libera” anche ad agricoltori e allevatori proprietari dei fondi all’abbattimento dei cinghiali che si sono moltiplicati in Puglia raggiungendo i 250mila esemplari e spadroneggiano in città e campagne, mettono a rischio la sicurezza delle persone, causano incidenti stradali con morti e feriti, devastano i raccolti e sono pericolosi diffusori di malattie come la peste dei cinghiali. «Chiediamo che il provvedimento sia recepito integralmente all’interno delle Aree naturali protette e che sia data immediata attuazione, da parte della Regione Puglia, al “Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica” anche all’interno delle Aree naturali protette – dichiara Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia –.

Ciò al fine di non concedere più “spazi sicuri” ai cinghiali che, oggi, utilizzano dette aree come “dormitori e zone di riproduzione”, visto che l’alimentazione è garantita dalle produzioni agricole appena fuori i confini dei parchi.

In Puglia allarme cinghiali per situazione insostenibile

Danni causati da cinghiali in un agrumeto a Castellaneta (Ta)

Con la Puglia invasa da 250mila cinghiali è allarme, per Coldiretti Puglia, non solo per la peste di cui possono essere portatori, ma anche per la sicurezza delle persone in campagna e città.

«I branchi dei cinghiali si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute pubblica.

La situazione è diventata insostenibile in città e nelle campagne, con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole. Ma viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale sia vegetale.

I danni denunciati – conclude Piccioni – sono soltanto la punta dell’iceberg perché molti agricoltori e comuni cittadini non denunciano poiché scoraggiati dalle lungaggini burocratiche e dalle condizioni poste dalle assicurazioni, come ad esempio, oltre alle tracce sulla vettura e sull’asfalto, anche il rinvenimento della carcassa del cinghiale con il quale ci si è scontrati».

Cinghiali, Regione Puglia consente agli agricoltori l’abbattimento sui propri terreni - Ultima modifica: 2023-07-07T18:06:01+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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