Fondo Agricat, ecco i primi dati della sperimentazione

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Tredici province coinvolte e dodici colture. Rilevati danni da gelo sulle albicocche e da siccità su grano e mais

Si definiscono gli snodi operativi del Fondo mutualistico nazionale AgriCat nella cornice dei primi dati della sperimentazione illustrati da Ismea il 10 novembre scorso a Bologna, in occasione di un workshop promosso dal ministero dell’Agricoltura a Eima International 2022, nell’ambito delle iniziative di comunicazione del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale 2014-2022.

Il Fondo AgriCat è la principale novità in materia di gestione dei rischi della nuova Pac. Uno strumento che per la prima volta in Italia offrirà a tutti gli agricoltori destinatari di aiuti diretti (si tratta di una platea di oltre 700.000 aziende agricole) una copertura mutualistica contro gli eventi meteoclimatici cosiddetti catastrofali, rappresentati da gelo e brina, siccità e alluvione, garantendo il diritto a un indennizzo economico in caso di perdite di produzione verificate da perizie campionarie.

Nel 2022, vale a dire con un anno di anticipo sull’entrata a regime del Fondo, il Piano di gestione dei rischi in agricoltura (Pgra), approvato dal ministero dell’Agricoltura d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, ha previst, in via sperimentale, un’attività finalizzata a simulare l’intero ciclo di funzionamento di questo nuovo strumento, dalle fasi di partecipazione, finanziamento e copertura dei rischi a quelle di monitoraggio degli eventi atmosferici e di accertamento delle perdite, fino all’erogazione degli indennizzi.

Le zone e le colture

L’attività di sperimentazione è stata svolta nelle 13 province test (Sondrio, Bolzano, Trento, Verona, Mantova, Ferrara, Ravenna, Latina, Chieti, Foggia, Bari, Catania, Caserta) e sui 12 prodotti (mele, pere, frumento duro, mais, mandorle, arance, albicocche, actinidia, uva da vino, olive da olio, pesche e pomodoro da industria), individuati dal Pgra, coinvolgendo – oltre alle aziende agricole selezionate per le perizie in campo – un team qualificato di esperti in valutazione dei danni alle coltivazioni vegetali.

Hanno collaborato attivamente i direttori e il personale tecnico degli organismi di difesa territoriali operativi nelle province individuate, supportati dai rispettivi coordinamenti nazionali, le compagnie assicurative che operano nel mercato assicurativo agricolo agevolato, coordinate dall’Ania, e altri esperti in materia di gestione dei rischi.

Fuori programma, le attività sono state estese ad alcuni comuni delle Marche colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre scorso, che ha coinvolto soprattutto le province di Ancona e Pesaro-Urbino.

A oggi le perizie campionarie sono state realizzate sulla quasi totalità dei territori e dei prodotti individuati dal Pgra. La sperimentazione si conclude a fine novembre con la stima dei danni da eventi catastrofali sulle arance nella provincia di Catania e con le valutazioni, ormai in fase avanzata, sulle perdite da alluvione nei comuni delle Marche.

In generale, per quanto attiene ai prodotti test, sono emersi prevalentemente danni da siccità a carico del frumento duro, del mais e in misura minore delle uve da vino. I danni da gelo hanno riguardato quest’anno poche circoscrizioni geografiche e solo alcune colture, in particolare le albicocche, per lo più della tipologia precoce, nel Ravennate e il mandorlo nella provincia di Bari.

La raccolta e la successiva elaborazione dei dati sulle perdite di raccolto è avvenuta attraverso l’informatizzazione sia delle perizie campionarie, effettuate dai tecnici coinvolti da Ismea nelle aziende selezionate, sia dei bollettini di campagna dei periti assicurativi che certificano i danni distinti per appezzamento e per eventi meteoclimatici. I bollettini sono stati trasmessi a Ismea dalle compagnie assicurative sulla base di un tracciato record concordato con l’Ania.

Attraverso la georeferenziazione delle perizie, sia campionarie sia assicurative, e la delimitazione su mappa degli eventi catastrofali, Ismea, servendosi di un sistema Gis di sovrapposizione mappale, ha sperimentato la metodologia di accertamento dell’evento sui singoli territori, ripartiti in ambiti omogenei, strumentale alla verifica del nesso di causalità effettuata direttamente in campo dai periti.

L’elaborazione dei dati delle perizie puntuali, sia sulle aziende campione sia su quelle assicurate, secondo una metodologia di valutazione del danno basata su ambiti geografici omogenei, ha consentito di effettuare la quantificazione della perdita d’area.

A tal fine, in base alla metodologia definita, la Regione Agraria costituisce l’ambito omogeneo di partenza per valutare il numero di perizie campionarie e l’ubicazione degli appezzamenti da periziare (a partire, quando il Fondo entrerà a regime, dalle denunce di sinistro presentate dagli agricoltori), a garanzia della rappresentatività a livello di ciascuna circoscrizione. La perimetrazione considera l’estensione territoriale dell’area, la copertura assicurativa (vale a dire la densità della presenza di aziende assicurate) e il gruppo colturale di appartenenza, tenendo conto, relativamente a quest’ultima informazione, della sensibilità all’avversità, della diffusione sul territorio e delle caratteristiche di coltivazione (intensiva o estensiva, irrigua o non irrigua ecc.).

Fonte: Ismea

Gelate sulle drupacee

Il caso-studio di “Ravenna-Albicocche” relativo all’evento gelo, presentato a Bologna, ha evidenziato, su 245 appezzamenti periziati (si tratta di dati provvisori), 130 situazioni di danno sotto la soglia del 20% – che non dà diritto a compensazioni in base alla normativa Ue – altre 13 situazioni sopra soglia ma sotto la franchigia del 30% (quindi non risarcibili in base alle condizioni contrattuali simulate) e 102 situazioni di danno oltre il 30%, di cui 61 oltre il 50%, tutte rientranti nell’area di indennizzo.

Le elaborazioni dei dati delle perizie campionarie e assicurative hanno mostrato diverse intensità di perdita di raccolto tra le albicocche precoci e le albicocche medie e medio-tardive. Per le prime si sono osservate, sulla base dei danni d’area calcolati con metodi statistici e ponderazioni, perdite di produzione del 44% nella Regione Agraria 1 “Collina del Senio e del Lamone”, del 51% nella Regione Agraria 2 “Pianura del Senio e del Lamone”, del 26% e del 27% rispettivamente nelle Regioni Agrarie 3 e 4 (“Pianura di Ravenna”; “Pianura del Lamone”). Gli stessi ambiti hanno evidenziato, nell’ordine, perdite del 21%, 28%, 24% e 7% per le albicocche medie e medio-tardive.

Il diritto all’indennizzo a favore degli agricoltori aderenti al Fondo AgriCat, non assicurati con polizze catastrofali, è maturato, nell’ambito di questa simulazione, nelle Regioni Agrarie 1 e 2 e per la tipologia delle albicocche precoci.

Da evidenziare che per gli agricoltori coperti da polizze agevolate catastrofali, i risarcimenti, anche per la quota parte del Fondo AgriCat, saranno erogati sulla base della perizia assicurativa aziendale e quindi sulla perdita di produzione individuale, anziché sul danno d’area calcolato a partire dalle perizie campionarie, secondo una policy orientata a favorire la diffusione delle polizze agricole agevolate sui rischi catastrofali. Gli elementi contrattuali saranno definiti con il Pgra 2023, di prossima emanazione, e con il Regolamento del Fondo.

Fondo Agricat, ecco i primi dati della sperimentazione - Ultima modifica: 2022-11-28T11:27:32+01:00 da K4

1 commento

  1. Per correttezza e trasparenza perchè non scrivete anche che saranno gli stessi agricoltori obbligati a finanziare il fondo di ISMEA? E che il fondo tratterà il 3 % di tutti i pagamenti loro spettanti?

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