In Campania un terzo delle aziende è a rischio chiusura

Gennarino Masiello, vicepresidente Coldiretti
Concimi e gasolio alle stelle, un’impennata che mette a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole. La denuncia del presidente Coldiretti Campania Gennarino Masiello

«Un terzo delle aziende agricole in Campania sta lavorando sottocosto. E tra queste c’è addirittura chi preferisce non raccogliere per evitare ulteriori perdite di investimento per la trasformazione».

Il vice presidente nazionale di Coldiretti Gennaro Masiello e rappresentante dell’organizzazione campana denuncia la grave difficoltà in cui versano le aziende, indicando la contrattazione di filiera delle produzioni come argine ai continui contraccolpi che attraversano l’agricoltura.

I settori più a rischio

«La siccità, il rincaro dei concimi e dei mangimi, oltre che all’impennata del prezzo del gasolio ha fortemente destabilizzato le aziende agricole, che oggi fanno i conti con le speculazioni» spiega Masiello.

«Ortaggi, vino e carne non hanno lo scudo della contrattualistica, al contrario del latte che è cresciuto da 38 a 50 centesimi e tende ancora a salire. Il merito è di una contrattualistica chiara tra allevatori e trasformatori, che blinda il valore del prodotto, e lo sottrae ad ogni tipo di speculazione. Stabilire la durata e le condizioni economiche di una compravendita è il passo necessario che tutto il settore dovrà compiere per poter realmente conservare quel ruolo guida che ha conquistato durante la pandemia» continua il numero due di Coldiretti.

Sovranità alimentare ed energetica

L’imprevedibilità delle oscillazioni del mercato, così come il rischio di impresa attribuibile agli imprenditori agricoli può essere meglio fronteggiato se tutti gli addetti ai lavori e i portatori di interesse adottassero il criterio della “programmazione”. «Sono convinto che andremo incontro a nuove rigidità dei mercati, con contrazioni sull’obiettivo finale, che è quello di costruire sovranità alimentare ed energetica. L’agricoltura è l’unico settore che può offrire risposte in tale senso, e gli impianti di biogas che stanno nascendo soprattutto nel casertano sono un valido esempio».

Da scarto a risorsa

Dallo scarto alla risorsa è lo slogan adottato da Coldiretti, che sottolinea l’avanguardia di un gruppo di imprenditori “illuminati” che stanno realizzando impianti di grosse dimensioni, e che hanno scommesso sull’ottimizzazione della produzione che potrà spalmare benefici sull’intera collettività.

La necessità di contrattualizzare le filiere e definire i rapporti tra chi vende e chi compra mette a riparo da tutte le incertezze a cui oggi sono esposti i produttori. Il caso eclatante arriva dalla provincia di Avellino, dove 130 viticoltori hanno chiesto il supporto della Cia per fronteggiare l’assenza improvvisa di un compratore, e la necessità di collocare diversi quintali di uve sul mercato.

Non si può aspettare la vendemmia per vendere l’uva

«Non si può aspettare settembre per definire i prezzi e trovare un compratore: ritengo che bisogna spingere per l’apertura di contratti chiari e trasparenti che coinvolgano le filiere. I viticoltori devono formalizzare contratti prima della potatura, stabilire se debba essere lunga o corta, per strutturare l’organizzazione sulla produzione. In Coldiretti il nostro faro in tal senso è la contrattazione siglata con Philip Morris da oltre un decennio, in quanto stabiliamo le condizioni prima del trapianto, per arrivare alla raccolta del prodotto senza sorprese, per chi produce e per chi compra» conclude.

In Campania un terzo delle aziende è a rischio chiusura - Ultima modifica: 2022-09-06T00:46:47+02:00 da Lorenzo Tosi

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