Pesca e acquacoltura, per valorizzarle nasce Pescagri Emilia-Romagna

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In regione il settore può contare su oltre 580 imbarcazioni e nelle aree del Delta del Po l’allevamento di vongole impegna più di 1.500 pescatori e oltre 60 cooperative

Sviluppo, valorizzazione, la tutela di pesca e acquacoltura: sono le finalità per cui è stata costituita Pescagri Emilia-Romagna, la neonata associazione di pescatori di Cia Agricoltori Italiani che è stata presentata ufficialmente a Comacchio. Un debutto che è avvenuto all’interno della Manifattura dei Marinati e a cui hanno partecipato, tra gli altri, Marilena Fusco, direttrice di Pescagri nazionale, Alessio Mammi, assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna e Pier Salvador, presidente di Api (Associazione Piccole Medie Industrie).

Dopo i saluti del sindaco di Comacchio Pierluigi Negri, la direttrice nazionale di Pescagri ha spiegato gli obiettivi primari dell’associazione. «Pescagri nasce per valorizzare pesca e acquacoltura, ma anche per d’informare formare gli operatori del settore, che lamentano la mancanza d’informazioni sul comparto. Anche questa è un’importante forma di valorizzazione e tutela. Un obiettivo che va anche verso i consumatori che devono ricevere informazioni adeguate su tracciabilità ed etichettatura».

 

 

Alleanza tra agricoltura e pesca

A seguire è intervenuto il presidente di Cia Ferrara, Stefano Calderoni che ha presentato Pescagri come «Un’alleanza “storica” tra agricoltura e pesca per tutelare assieme i produttori, la prima a livello nazionale. La pesca naturalmente, così come l’agricoltura, devono essere sostenibili dal punto di vista ambientale ma anche economico perché le famiglie del settore devono avere un reddito dignitoso e anche attraverso Pescagri vogliamo dare più garanzie in questo senso. Viviamo in un contesto in cui i consumatori ci chiedono di più, e noi siamo disposti a farlo ma anche chi va a comprare nei supermercati deve sostenerci: smettendo di acquistare i prodotti agricoli e della pesca “sottocosto”. Anche in questo modo potremo dare un futuro a un settore che è asse portante della nostra economia territoriale».

L’assessore regionale Alessio Mammi ha ribadito l’importanza di: «Sostenere pesca e vallicoltura come attività strategiche della nostra regione. Cia riesce a fare rappresentanza con professionalità e competenza e lo sta facendo anche con i pescatori. Sono contento che sia nata Pescagri perché non saremmo l’Emilia-Romagna se facessimo a meno della cultura della pesca e delle sue tradizioni, sulle quali vivono imprese attive che rappresentano posti di lavoro, quindi un settore rilevantissimo per agganciare la sfida come Paese in Europa nel mondo, anche per soddisfare la richiesta di cibo. Per questo la nostra Regione sosterrà pesca e acquacoltura per conciliare produttività e sostenibilità, due facce della stessa medaglia».

Sinergie per rilanciare il comparto

In chiusura è intervenuto il presidente di Cia Emilia-Romagna Cristiano Fini: «Pescagri è una sfida per rilanciare il comparto della pesca e dell’acquacoltura, oltre la pandemia e sul filone della transizione green Ue. Pescagri-Cia Emilia Romagna non è un semplice sportello per intercettare i bisogni e le necessità dei pescatori e degli imprenditori del comparto, ma un punto di riferimento per le politiche di valorizzazione e crescita, a tutela di oltre 580 unità produttive censite su base regionale. Il ruolo dell’associazione si rafforza con la nascita di declinazioni regionali dove le marinerie sono concreto volano di crescita. Diamo voce alle istanze di chi crede e investe nella diversificazione e nella multifunzionalità. Facciamo appello alle istituzioni perché le risorse importanti, anche per il settore della pesca e dell’acquacoltura, vengano incanalate sulle reali esigenze delle imprese, degli allevatori e dei pescatori».

Pesca e acquacoltura, per valorizzarle nasce Pescagri Emilia-Romagna - Ultima modifica: 2021-06-06T09:16:26+02:00 da Terra e Vita

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