Pronti a scattare i nuovi dazi Usa su vino olio e pasta, è allarme

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Se entrassero in vigore i nuovi dazi Usa una bottiglia di prosecco venduta in media oggi al dettaglio a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite

Sono pronti a scattare nuovi dazi Usa su prodotti base della dieta mediterranea con la conclusione della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (Ustr) sulla nuova lista allargata dei prodotti europei da colpire. Il rischio è che si allunghi tra l'altro a vino, olio e pasta Made in Italy oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffè esportati negli Stati Uniti, per un valore complessivo di circa 3 miliardi.

Dazi, la nuova black list di Trump

È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti in occasione della scadenza del termine fissato dal Federal Register, dopo che il Wto ha autorizzato un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue. «Con la nuova black list Trump - sottolinea la Coldiretti - minaccia di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, a quasi tre mesi dall'entrata in vigore il 18 ottobre 2019 dei dazi aggiuntivi del 25% che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti italiani come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello. La nuova lista - lamenta ancora Coldiretti - ora interessa i due terzi del valore dell'export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019».

Dazi Usa, mannaia sul vino italiano

Ad esempio, il vino, con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019, è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States, mentre le esportazioni di olio d'oliva sono state pari a 436 milioni, anch’esse in aumento del 5% nel 2019. Ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019. Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valorem sul vino italiano una bottiglia di prosecco venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite.

Dazi Usa, Coldiretti: sarebbe devastante

«Una eventualità devastante per il Made in Italy agroalimentare» commenta il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ricordando come l'organizzazione agricola si sia «immediatamente attivata all'indomani dell'avvio della procedura lo scorso 12 dicembre con un serrato confronto a livello nazionale, comunitario e internazionale per scongiurare una deriva dannosa per gli stessi consumatori americani per i quali sarebbe più caro garantirsi cibi di alta qualità importanti per la salute come dimostra con l'iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco il 16 novembre 2010».

In vista della missione della prossima settimana a Washington Prandini afferma di essere in costante contatto con il Commissario Ue al Commercio Phil Hogan per sensibilizzarlo sull'importanza della difesa di un settore strategico per l'Ue che sta pagando un conto elevatissimo per dispute commerciali che nulla dovrebbero avere a che vedere con il comparto agricolo.

«L'Unione europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l'embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l'Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa – conclude Prandini nel sottolineare che – per l'Italia al danno si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova a essere punito dai dazi Usa nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto franco-tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna».

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Teresa Bellanova e Ettore Prandini

Dazi Usa, anche Bellanova sollecita Ue

Un'azione forte dell'Europa contro i dazi Usa: la sollecita la ministra alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, nella lettera inviata al commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, in missione martedì a Washington. Lo rende noto il ministero.

«Non un minuto da perdere e un'azione forte dell'Europa – è l'appello di Bellanova, che invita – a costituire immediatamente un fondo ad hoc, senza assolutamente intaccare le risorse Pac, per affrontare questa e altre crisi commerciali e soprattutto, nell'immediato, sostenere le aziende dell'agroalimentare italiano ed europeo colpite ingiustificatamente dai dazi». Nella lettera c'è anche l'invito a mantenere l'unità d'azione europea e la coesione tra gli Stati membri che la strategia dell'amministrazione statunitense sta a colpi di dazi tentando di minare.

Dopo la prima lettera dell'ottobre scorso e gli incontri a Bruxelles, Bellanova torna a sollecitare Hogan affinché metta in campo «ogni sforzo negoziale per scongiurare la penalizzazione che rischia di colpire ulteriormente da subito, e con un peso che si annuncia infinitamente maggiore del precedente, l'agricoltura e l'agroalimentare europei».

Dopo il settore lattiero-caseario, per Bellanova l'ampliamento ipotizzato nella lista finirebbe per colpire in Italia filiere strategiche come quelle viti-vinicole, delle carni lavorate, dell'olio di uliva e degli agrumi. L'impatto non sarebbe sostenibile per le nostre imprese che hanno investito molto in questi anni e che, senza adeguate misure compensative, resterebbero di fatto escluse dal mercato americano.

Pronti a scattare i nuovi dazi Usa su vino olio e pasta, è allarme - Ultima modifica: 2020-01-13T14:10:02+01:00 da Terra e Vita

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