Grano duro, chi sale e chi scende nelle previsioni sotto trebbia

    Nonostante il calo delle superfici, produrremo 4,2 milioni di tonnellate di grano duro, in linea con l’ultimo anno. Lo rileva Aidepi, che registra la crescita del +4,3% a livello mondiale

    Cresce la produzione mondiale di grano duro, ma non supera il muro dei 40 milioni di tonnellate. Si stimano infatti 38,6 milioni tonnellate di cui 4,2 in Italia.

    Lo comunica l'associazione delle industrie del dolce e della paste Italiane (Aidepi) all'avvio delle prime operazioni di mietitura. Dati alla mano Aidepi segnala a livello mondiale  una ripresa del +4,3%, mentre in Europa si prevede una riduzione del 3,2%, per arrivare circa a 9 milioni di tonnellate.

    In Italia, la superficie a grano duro,  è di 1,28 milioni di ettari (-1,8% dovuto al calo di investimenti nel Sud e nelle Isole) ma la produzione attesa rimane stabile rispetto alla campagna 2017.

    Cresce la domanda di panificabile

    Si rileva inoltre un aumento  della domanda da parte dell'industria nazionale per il grano duro pastificabile italiano di alta qualità e si registra una riduzione delle importazioni di grano estero, già evidenziata-spiegano dall'Aidepi- nella campagna 2017-2018 con  un rallentamento degli scambi internazionali pari a -1,4%. Gli stock 2018-2019 - viene specificato-  ammontano a 9,2 milioni di tonnellate.

    La quotazione di grano duro italiano non supera i 20 euro al quintale. L'Italia è il  primo produttore mondiale di pasta (1 piatto di pasta su 4 in Europa è prodotta in Italia), il primo produttore europeo di grano duro ed è al primo posto anche nella classifica dell'export (con 1,9 milioni di tonnellate), «Produciamo – ricorda Aidepi - 3,36 milioni di tonnellate di pasta  (anno 2017), ma la  produzione media annua italiana copre solo il 70% del necessario costringendo il settore a importare dall'estero il 30% o il 40% del totale».

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome