Ecoschema 5, ecco l’elenco delle specie ammesse per i miscugli

ecoschema 5
Tutti i dettagli sull’impegno ambientale della nuova Pac. Per ricevere il premio non si potranno utilizzare diserbanti chimici né sfalciare le piante dal primo marzo al 30 settembre

Dopo l’approvazione del Piano Strategico italiano per la Pac (Psp), il 23 dicembre 2022 è stato emanato il Decreto ministeriale con cui vengono disciplinati i pagamenti diretti del I pilastro della Pac.

Nelle scelte nazionali del Psp, la decisione più complessa e dibattuta ha riguardato gli ecoschemi. In particolare, grande interesse ha suscitato l’ecoschema n. 5 Pagamento per misure specifiche per gli impollinatori. Vediamone i contenuti.

Gli ecoschemi

Il Reg. Ue 2021/2115 prevede che gli Stati membri attivino un sostegno a favore dei regimi volontari per il clima e l’ambiente (“regimi ecologici”) alle condizioni stabilite dal regolamento e come ulteriormente specificato nei loro piani strategici della Pac.

Agli ecoschemi l’Italia ha destinato il 25% delle risorse del Psp (percentuale minima obbligatoria, come sancisce il Reg. Ue 2021/2115), pari a 887,8 milioni di euro per l’Italia, suddiviso per ognuna delle cinque tipologie. Più precisamente, il 42,4% all’Eco 1, il 17,5% all’Eco 2, il 16,9% all’Eco 3, il 18,3% all’Eco 4 e il 4,9% all’Eco 5 (tab. 1).

Gli ecoschemi hanno una finalità ambientale, in linea con la Strategia Farm to Fork, e – secondo le scelte nazionali – si rivolgono alla zootecnia, alle colture arboree, agli oliveti paesaggistici, ai sistemi foraggeri estensivi e agli impollinatori, con pagamenti e impegni specifici (tab. 2).

Se possiedono i requisiti e rispettano i relativi impegni gli imprenditori agricoli possono cumulare i pagamenti di più ecoschemi, eccetto l’Eco 2 “inerbimento delle colture arboree” e l’Eco 5 “misure per gli impollinatori” che non sono cumulabili tra loro.

tab. 1 Gli ecoschemi disponibili per l’Italia
Tipologia di ecoschemi Plafond annuo %
Eco 1 – Riduzione dell’antimicrobico resistenza e benessere animale 376.424.142 42,4%
Eco 2 – Inerbimento delle colture arboree 155.325.576 17,5%
Eco 3 – Salvaguardia degli olivi di valore paesaggistico 150.021.388 16,9%
Eco 4 – Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento 162.662.918 18,3%
Eco 5 – Misure specifiche per gli impollinatori 43.359.550 4,9%
Totale 887.793.574 100%

La misura per gli impollinatori

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022, in linea con il Psp, prevede di destinare un budget di 43,4 milioni di euro l’anno per una misura specifica per gli impollinatori, l’ecoschema 5 (Eco 5).

Per poter beneficiare dell’Eco 5 l’agricoltore deve assicurare il mantenimento di una copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere) a perdere, spontanee o seminate, con impegni diversificati nelle superfici con colture arboree o a seminativo (tab. 2).

L’elenco delle piante di interesse apistico è riportata nell’allegato IX del Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 (tab. 3). Le colture devono essere presenti in miscugli, quindi non si possono coltivare piante di interesse apistico in purezza. Lo stesso decreto annuncia che saranno emanate apposite linee giuda con raccomandazioni sulla scelta delle piante, al fine di migliorare l’efficacia dell’ecoschema.

Le piante di interesse apistico, su tutta la superficie di impegno, non potranno essere oggetto di operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura per tutto il periodo che va dalla germinazione al completamento della fioritura, fissato dall’1 marzo al 30 settembre.

Articolo pubblicato su Terra e Vita n. 2/2023

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Gli importi del pagamento

L’adesione all’ecoschema “impollinatori” prevede un pagamento di 500 €/ha per le colture a seminativo e di 250 €/ha per le colture arboree, con maggiorazioni (+20%) nelle zone vulnerabili ai nitrati e nelle zone Natura 2000.

Va però tenuto conto che gli importi unitari effettivi che verranno erogati, per ciascun anno di domanda, sono determinati da Agea in relazione al numero di domande e degli ettari ammissibili al sostegno nell’anno considerato, nel rispetto degli importi previsti dal massimale concesso all’ecoschema. Per tale ragione se le domande o gli ettari ammissibili al sostegno nell’anno di domanda fossero maggiori rispetto alle disponibilità del plafond, il sostegno massimo (500 o 250 €/ha) sarà riproporzionato in base alle risorse massime disponibili. Il plafond dell’Eco 5 di 43,4 milioni di euro è stato suddiviso in due sottoplafond di 33,4 milioni di euro per i seminativi e di 10 milioni di euro per le colture arboree.

Il pagamento annuale concesso si aggiunge a quello di base, quindi, per accedere alle misure per gli impollinatori, l’agricoltore deve possedere i titoli su tutta la superficie oggetto di impegno.

tab. 2 Ecoschema 5: misure specifiche per gli impollinatori
SEMINATIVI
IMPEGNO IM01: Nei seminativi, mantenimento nell’anno di impegno di una copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere) spontanee o seminate su una superficie minima di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri, e una distanza da 3 a 5 metri da colture limitrofe (fascia di rispetto) non soggette a limitazione dell’uso di prodotti fitosanitari. Il mantenimento viene assicurato tramite la possibilità di effettuare la semina delle suddette piante.
IM02: Non eseguire operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura.
IM03: Fino al completamento della fioritura non utilizzare i diserbanti chimici e gli altri prodotti fitosanitari sulla superficie oggetto di impegno ed eseguire il controllo esclusivamente meccanico o manuale di piante infestanti non di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno.
SPECIFICHE Dopo il completamento della fioritura sulla superficie oggetto di impegno è possibile effettuare la semina di una coltura principale.
PAGAMENTO 500 €/ha (plafond 33,4 milioni di euro)
ARBOREE
IMPEGNO IM01: Nelle coltivazioni arboree, superficie minima di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri, mantenimento nell’anno di impegno, di una copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanee o seminate nell’interfila o, per le colture non in filare, all’esterno della proiezione verticale della chioma. Il mantenimento viene assicurato tramite la possibilità di effettuare la semina delle suddette piante. La copertura vegetale deve essere assicurata su almeno il 70% della superficie oggetto di impegno.
IM02: Non eseguire operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura.
IM03: Non utilizzare diserbanti chimici ed eseguire il controllo esclusivamente meccanico o manuale di piante infestanti non di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree oggetto di impegno
IM04: Non utilizzare gli altri prodotti fitosanitari durante la fioritura sia della coltura arborea sia della coltura di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree oggetto di impegno; durante il resto dell’anno applicare le tecniche della difesa integrata.
SPECIFICHE Sono fatte salve diverse disposizioni previste dai Servizi fitosanitari finalizzate al contenimento o eradicazione di fitopatie o parassiti (ad esempio Xylella fastidiosa).
PAGAMENTO 250 €/ha (plafond 10 milioni di euro)

 

Gli impegni nei seminativi

Nelle superfici a seminativo, l’Eco 5 prevede i seguenti tre impegni:

a) mantenimento, nell’anno di domanda, della copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanea o seminata;

b) non esecuzione di operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico su tutta la superficie oggetto di impegno, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura (dall’1 marzo al 30 settembre);

c) fino al completamento della fioritura non utilizzo di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari sulla superficie oggetto di impegno ed esecuzione di controllo esclusivamente meccanico o manuale di piante infestanti non di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno.

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 fissa le dimensioni minime e le fasce di rispetto:

- una superficie minima di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri;

- una fascia di rispetto costituita da una distanza da 3 a 5 metri da colture limitrofe non soggette a limitazione dell’uso di prodotti fitosanitari;

- i 3 metri sono da intendersi come distanza minima e i 5 metri come distanza massima pagabile (su questa fascia di rispetto si applicano gli impegni di non utilizzo di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari.

Dopo il completamento della fioritura, dal 1° ottobre, sulla superficie oggetto di impegno è possibile effettuare la semina di una coltura principale.

Gli impegni nelle colture arboree

Nelle colture arboree, l’Eco 5 prevede i seguenti quattro impegni:

a) mantenimento su almeno il 70% della superficie oggetto di impegno, nell’anno di domanda, della copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanea o seminata;

b) non esecuzione di operazioni di sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura (dall’1 marzo al 30 settembre);

c) non utilizzare diserbanti chimici ed eseguire il controllo esclusivamente meccanico o manuale di infestanti non di interesse apistico su tutta la superficie delle coltivazioni arboree oggetto di impegno;

d) non utilizzare gli altri prodotti fitosanitari durante la fioritura sia della coltura arborea sia della coltura di interesse apistico su tutta la superficie della coltivazione arborea oggetto di impegno e durante il resto dell’anno applicare le tecniche della difesa integrata.

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 fissa le dimensioni minime: almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri (compresa la fila o, per le colture non in filare, la proiezione verticale della chioma).

Il 70% della superficie oggetto di impegno si calcola come “rapporto tra la Sau ammissibile inerbita della coltura permanente e la Sau totale ammissibile della coltura permanente”, come misurata nel Sipa (Sistema di identificazione delle parcelle agricole).

Cumulabilità

È possibile combinare sulla medesima superficie l’adesione ad Eco 5 con altri interventi (ecoschemi, interventi settoriali e interventi agro-climatico-ambientali) complementari e compatibili, posto che in ogni caso venga assicurata la non duplicazione dei pagamenti per gli impegni che si sovrappongono.

Il pagamento dell’Eco 5 è cumulabile con:

- pagamento per la salvaguardia di olivi di valore paesaggistico (Eco 3);

- pagamento per sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento (Eco 4).

Invece, non è cumulabile con quello per l’inerbimento delle colture arboree (Eco 2).

Vincoli e valutazioni economiche

Il Decreto ministeriale 23 dicembre 2022 fissa tre paletti precisi:

- colture in miscugli;

- colture a perdere;

- periodo dall’1 marzo al 30 settembre, in cui le piante di interesse apistico devono rimanere in campo, senza possibilità di essere eliminate anche se hanno completato la fioritura.

Molti agricoltori hanno interpretato l’adesione all’Eco 5 come compatibile con l’ordinaria coltivazione produttiva di erba medica, favino, sulla, trifoglio ecc., in quanto tali specie sono inserite nell’elenco della piante di interesse apistico: ma non è così.

Le superfici impegnate ad Eco 5 devono prevedere colture in miscugli a perdere. Quindi, hanno una sola finalità: la diffusione di colture di interesse apistico, creando le condizioni favorevoli allo sviluppo degli insetti impollinatori selvatici, concorrendo pertanto all’obiettivo di invertire la tendenza alla diminuzione degli impollinatori. La convenienza economica dell’adesione all’Eco 5 va valutata attentamente.

tab. 3 Elenco delle piante di interesse apistico
Nome comune Nome scientifico Nettare (N) Polline (P)
Nome comune Nome scientifico Nettare (N) Polline (P)
Altea Althea officinalis N / P
Anethum graveolens Anethum graveolens N / P
Achillea Achillea millefolium N / P
Ambretta comune Knautia arvensis N / P
Asfodelo Asphodelus luteus N
Basilico Ocimum basilicum N
Barba di becco orientale Tragopogon orientalis N
Brugo Calluna vulgaris N / P
Buglossa Anchusa azurea / Anchusa italica N
Bugola Ajuga reptans NP
Calendula officinalis Calendula officinalis N / P
Calendula Calendula arvensis P
Camelina Camelina sativa N/P
Camomilla bastarda Anthemis arvensis P
Camomilla dei tintori Cota tinctoria P
Campanula agglomerata Campanula glomerata
Campanula raponzolo Campanula rapunculus N / P
Carota "Open Pollinated" (OP) Daucus carota "Open Pollinated" (OP) N / P
Cardo Cynara cardunculus N / P
Cardo da lanaioli Dipsacus fullonum
Carciofo Cynara cardunculus var. scolymus N / P
(Syn. Cynara scolymus)
Cardo mariano Silybum marianum N / P
Calcatreppola Eryngium campestre N
Celidonia Chelidonium majus
Cicoria "Open Pollinated" (OP) Cichorium intybus "Open Pollinated" (OP) N / P
Colza "Open Pollinated" (OP) Brassica napus "Open Pollinated" (OP) N / P
Damigella Nigella damascena N / P
Dente di leone Leontodon hispidus N / P
Erba medica Medicago sativa N / P
Enula ceppitoni Inula viscosa P
Erica Erica spp. N / P
Falsa ortica purpurea Lamium purpureum N
Favino Vicia faba var. minor N / P
Fieno greco Trigonella foenum-graecum N / P
Fior di cuculo Lychnis flos-cuculi P
Fiordaliso Centaurea cyanus N / P
Fiordaliso nerastro Centaurea nigrescens NP
Fiordaliso vedovino Centaurea scabiosa N / P
Galega Galenga officinalis N / P
Ginestra minore Genista tinctoria
Ginestrino Lotus corniculatus N / P
Girasole Elena Helianthus annuus var. Elena N / P
Girasole Peredovick Helianthus annuus var. Peredovick N / P
Girasole "Open Pollinated" (OP) Helianthus annuus var. Peredovick N / P
Gittaione Agrostemma githago P
Grano saraceno Fagopyrum esculentum N / P
Lavanda officinale Lavandula angustifolia N / P
Lavanda selvatica Lavandula stoechas N
Lupinella Onobrychis viciifolia N / P
Lupino Lupinus angustifolium N / P
Malva Malva sylvestris N
Malva alcea Malva alcea NP
Malva canapina Althea cannabina
Margherita diploide Leucanthemum vulgare P
Medica lupolina Medicago lupulina N / P
Meliloto bianco Melilotus albus / Trigonella alba N /P
Meliloto comune Melilotus officinalis / Trigonella officinalis N / P
Melissa Melissa officinalis N
Menta selvatica Mentha longifolia N
Mentastro verde Mentha spicata N
Mentuccia comune Calamintha nepeta (Syn. Satureja calamintha) N
Millefoglie Achillea millefolium (gruppo di specie)
Origano Origanum vulgare N
Papavero Papaver rhoeas P
Piombaggine europea Plumbago europaea
Potentilla recta Potentilla recta
Pratolina Bellis perennis P
Pratolina autunnale Bellis sylvestris
Radicchiella di Terrasanta Crepis sancta P
Radichiella dei prati Crepis biennis
Rafano Armoracia rusticana N / P
Ranunculus acris Ranunculus acris
Ranuncolo bulboso Ranunculus bulbosus
Ravanello selvatico Raphanus raphanistrum
Ravizzone Brassica rapa N / P
Reseda bianca Reseda alba
Rosmarino Rosmarinus officinalis N
Rucola selvatica Diplotaxis tenuifolia N / P
Santoreggia Satureja montana N
Salvia dei prati Salvia pratensis N
Scarlina Galactites tomentosus
Sedano selvatico Apium graveolens
Senape bianca Sinapis alba P
Senape bruna Brassica juncea P
Silene Silene (es.: S.alba, S.vulgaris, S.nutans)
Specchio di Venere Legousia speculum-veneris
Stregonia siciliana Stachys italica (Syn. Sideritis italica )
Sulla Hedysarum coronarium N / P
Tarassaco Taraxacum officinale N / P
Timo Thymus vulgaris N
Timo a fascetti Thymus longicaulis
Timo selvatico Thymus serpyllum N
Trifoglio incarnato Trifolium incarnatum N / P
Trifoglio ladino/bianco Trifolium repens N / P
Trifoglio resupinato/persico Trifolium resupinatum N / P
Trifoglio rosso Trifolium pratense N / P
Trifoglio sotterraneo Trifolium subterraneum N / P
Veccia comune Vicia sativa N / P
Veccia velutata Vicia villosa N / P
Vedovina Scabiosa triandra NP
Vedovina maggiore Cephalaria transsylvanica N / P
Verbena Verbena officinalis N
Veronica comune Veronica persica P
Visnaga comune Ammi visnaga N
Ecoschema 5, ecco l’elenco delle specie ammesse per i miscugli - Ultima modifica: 2023-01-20T12:01:27+01:00 da K4

2 Commenti

  1. Grazie dell’articolo.
    Nel decreto si parla anche di “…mantenimento, nell’anno di domanda, della copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanea o seminata” quindi varrebbe anche una nascita spontanea, e considerando che nell’elenco delle specie ci sono anche molte spontanee, un maggese potrebbe essere adottato da molti.
    Purtroppo siamo lontani dalla valenza di servizio ecosistemico e praticabile che è adottata ad esempio dalla Svizzera, da 30 anni: strisce pluriannuali solo seminate larghe da 3 a 5 metri che si allineano nei campi a seminativo di tutto il plateau svizzero.
    Comunque proveremo ad usare anche questa misura per come è stata scritta: sempre meglio che nulla.

  2. Quello che non capisco è se è possibile seminarle dopo una coltura principale tipo orzo o frumento e lasciarle come dicono fino al 30 Settembre, mi viene in mente il grano saraceno in miscuglio con altre specie. Spero che qualcuno possa avere risposta. Perchè se cosi fosse potrebbe essere una bella alternativa per tenere coperto anche d’estate senza perdere però il raccolto principale. E SOPRATUTTO VISTO CHE SI DICE DI SPINGERE TANTO IL BIOLOGICO ma leggendo il psp chi fa bio non prende le sovvenzioni per niente altro, neanche per le cover. Almeno in Lombardia

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