Mascherine introvabili. Ma il problema si può risolvere

A tutela dei lavoratori è stato firmato un protocollo, non specifico per l'agricoltura, che prevede anche l'uso di mascherine contro il coronavirus

Non si trovano le mascherine protettive contro la diffusione del coronavirus ma neppure quelle che si usano per i trattamenti fitosanitari. A tutela dei lavoratori le parti sociali hanno firmato un protocollo il 14 marzo scorso che definisce le linee guida per contenere la diffusione del coronvirus. Mancano però riferimenti specifici per l'agricoltura.

Capitolo mascherine: non ce ne sono a sufficienza, sia in dotazione ai lavoratori agricoli addetti alla raccolta dei prodotti per contrastare la diffusione del coronavirus, che per effettuare trattamenti antiparassitari in campo aperto e in serra, durante la movimentazione ed il trattamento di granaglie, nella pulizia e disinfestazione di stalle e pollai.

 

 

Un problema destinato a diventare enorme in estate, non solo con la raccolta della frutta e verdura di stagione, notoriamente più copiosa rispetto all’autunno, grazie alla quale l’Italia vanta leadership produttive a livello europeo, ma anche con la nuova vendemmia.

 

 

Il conto l’aveva fatto la Cia qualche giorno fa: servono 1,3 milioni di mascherine al giorno agli agricoltori nei campi (vedi qui). Cia aveva «chiesto al Governo e alla Protezione civile chiarezza sui canali di approvvigionamento dei dispositivi di protezione per le imprese agricole e la certezza che le modalità di distribuzione non fossero rallentate da pratiche burocratiche farraginose». Al momento in cui si scrive risultano spesso esaurite o con pochi pezzi disponibili, in base a una veloce ricerca, le mascherine per i trattamenti con i diserbanti o altri trattamenti fitosanitari in vendita sui siti di e-commerce.

Il Protocollo per il contenimento del virus Covid-19 firmato il 14 marzo

 Ancora oggi ci sono incertezze, innanzitutto sulla disponibilità, ma anche sulla tipologia, di fronte all’avanzare della bella stagione che porta anche alla maturazione dei frutti. Come ha spiegato Roberto Caponi, responabile welfare di Confagricoltura, lo scorso 14 marzo è stato firmato a livello confindustriale un “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” ( (Protocollo condiviso_Parti Sociali_Coronavirus_14-03-2020) su invito del premier, Giuseppe Conte, e dei ministri dello Sviluppo economico e della Salute, che avevano promosso l’incontro tra le parti sociali.

Il documento contiene alcune linee guida condivise per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, in modo da garantire adeguati livelli di protezione dei lavoratori. «Le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto – segnala sempre Confagricoltura - dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità». Sempre nel protocollo si legge anche che «in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria. E ancora: «Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine».

Mancano linee guida specifiche per l'agricoltura

In realtà, come fa sapere sempre Confagricoltura, sarebbe stato meglio un documento sulla sicurezza dei lavoratori declinato sulle esigenze del comparto agricolo. Occorreva tenere più conto in conto quelle che sono le specificità agricole e prevedere linee guida più mirate. «Questa – spiega sempre Confagricoltura - è stata la nostra richiesta, ma purtroppo non è stata accolta dalla organizzazioni sindacali dei lavoratori».

I produttori di mascherine in contatto con le aziende agricole

«La situazione per rispettare le condizioni di sicurezza e il reperimento dei dispositivi non è migliorata – sottolinea Danilo De Lellis, il responsabile delle relazioni sindacali di Cia -, a maggior ragione nel nostro settore. Durante le operazioni di raccolta della frutta i lavoratori stanno a 50-60 centimetri di distanza e quindi l’obbligo di una protezione individuale è fondamentale. Abbiamo contattato alcuni grandi produttori di mascherine, tra cui un’azienda olandese attraverso un intermediario italiano, per poterle mettere in contatto con le nostre aziende agricole e venire incontro alle loro necessità.  Purtroppo ad oggi, vista la ricerca di mascherine di tutti i tipi, sono quasi introvabili anche quelle di plastica usate come dispositivo di protezione nei trattamenti con i diserbanti. Le aziende agricole non vengono messe in condizione di operare al meglio per produrre.

Mascherine introvabili. Ma il problema si può risolvere - Ultima modifica: 2020-04-08T20:43:32+02:00 da Francesca Baccino

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