Xylella, parte da 30 ettari di Favolosa la rinascita dell’olivicoltura salentina

Raffaele Fitto, Pantaleo Greco e Paolo De Castro durante l'iniziativa per l'impianto del nuovo oliveto resistente a Caprarica (Le)
Via al primo impianto di olivi resistenti a Xylella in piena zona infetta. Un'iniziativa collettiva di Aprol Lecce per far ripartire l'economia e dare un segnale di speranza agli olivicoltori

«Un segnale di speranza, un po' di ottimismo per un territorio pesantemente segnato dall'avanzata del batterio Xylella». Mentre stringe in pugno una piantina di olivo FS17, la cultivar ribattezzata "Favolosa", messa a punto dal Cnr e risultata la più resistente al terribile batterio killer che in sei anni ha cancellato quasi totalmente l'olivicoltura salentina, Paolo De Castro commenta la portata dell'iniziativa voluta da Aprol (associazione produttori olivicoli) di Lecce.

Piantumazione "bipartisan" di una piantina di cultivar FS17

«C'è voluto più di un anno - stigmatizza il collega europarlamentare Raffaele Fitto - per ottenere l'autorizzazione per questo impianto e anche di questo occorre tenere conto: per rilanciare l'economia salentina occorre meno burocrazia e più scienza».

In piena zona infetta

è iniziata il 3 agosto la piantumazione di 30 ettari di olivi FS17 in un fondo del comune di Caprarica (Le), in piena area infetta, un tempo destinato a varietà locali come Ogliarola e Cellina, compromesse dalla Xylella.  «Un'iniziativa collettiva, fortemente voluta da Aprol Lecce - sottolinea il presidente Pantaleo Greco che è anche Presidente della Sezione Nazionale Olivicola di Confagricoltura- che rappresenta il primo passo della rinascita dell’olivicoltura salentina che può e deve coincidere con la rinascita dell’olivicoltura italiana».

L'area destinata all'impianto

Precisione e sostenibilità

Per la piantumazione del nuovo impianto sono state infatti applicate le più moderne tecnologie di olivicoltura di precisione: trapiantatrice a guida satellitare, pacciamatura e sub-irrigazione per risparmiare la risorsa idrica, sesti di impianto da oliveto intensivo (600 piante a ettaro), oltre ovviamente al ricorso alle nuove cultivar resistenti messe a punto dalla ricerca. La raccolta sarà eseguita con macchine a guida automatica.
«Devono essere questi - sottolinea Greco - i capisaldi della nuova filiera olivicola e olearia italiana. Fa piacere sottolineare come questa rinascita parta dalla Provincia di Lecce, così duramente segnata dalla Xylella».

Lavoro "benedetto" per fare partire il nuovo impianto sotto i migliori auspici

Più solidarietà per le aziende colpite

La presenza di De Castro e Fitto è stata molto più che simbolica. I due Europarlamentari sono infatti gli artefici di un complesso lavoro di coordinamento a livello regionale, nazionale ed europeo finalizzato alla presentazione di un Piano di contrasto post Xylella. Un'iniziativa che mira a trovare, all'interno dei Piani di Sviluppo rurale, le risorse per sostenere la ristrutturazione e il rilancio delle aree olivicole colpite dall'epidemia, e per riuscire ad evitare con maggiore efficacia l'avanzata della Xylella verso altre aree olivicole (leggi qui e qui ). Finora infatti la mancanza di solidarietà e condivisione ha penalizzato la costituzione di un consistente fondo per indennizzare le aziende colpite e per incentivare la sostituzione delle piante infette con varietà di olivo resistenti.

«L'olivicoltura pugliese e italiana - chiosa Greco- deve trovare la forza per superare  polemiche come quelle relative alla tipicità o no delle varietà resistenti: l'obiettivo comune deve essere quello di fare ripartire l'economia locale e dare speranza alle nuove generazioni di olivicoltori.

clicca per accedere al servizio di TeleNorba sull'iniziativa dell'Aprol di Lecce

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