Frumento, la concimazione fa la differenza se localizzata alla semina

concimazione frumento
La nutrizione per i cereali autunno vernini è sostanzialmente incentrata su due elementi: fosforo e azoto. In particolare, una concimazione a base di fosforo localizzata alla semina può portare diversi vantaggi

Se l’azoto è il re della fertilizzazione dei cereali autunno-vernini, fosforo e potassio sono i principi. Una valutazione attenta del prodotto da utilizzare e del momento in cui effettuarla possono fare la differenza sulla quantità e sulla qualità delle produzioni. L’importanza della concimazione del frumento localizzata alla semina, anche dal punto di vista ambientale, ce la spiegano Pierluigi Merigi, agronomo e presidente di Horta, e Massimo Andreotti, sales support Cifo.

La strategia di concimazione del frumento alla semina - Guarda il video ⇓

Ottimizzare la concimazione

Per chi si prepara alla semina del frumento e alla concimazione autunnale esistono diverse possibilità d’intervento: in pre semina con perfosfato triplo o minerale, in pre semina con perfosfato biammonico o concimi binari NP di diversa natura, oppure al momento della semina con fertilizzanti chimici o organo-minerali addizionati con microelementi. La localizzazione del fosforo in prossimità del seme, rispetto a quella tutto campo, ha alcuni vantaggi. Innanzitutto consente una riduzione delle quantità di prodotto da distribuire, è meno esposta al rischio di dilavamento dell’azoto (specialmente se si utilizzano prodotti binari) e rende disponibile gli elementi nutritivi già dalla fase di accestimento.

La concimazione localizzata alla semina

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Pierluigi Meriggi, Horta

«La nutrizione per i cereali autunno vernini è sostanzialmente incentrata su due elementi: fosforo e azoto. Nell’ambito delle prove che abitualmente conduciamo nella sede sperimentale di Horta per la valutazione degli indirizzi tecnico culturali di frumento e orzo, mettendo a confronto una concimazione con 18-46 e il Grinver NP di Cifo quest’ultimo ha dato dei riscontri positivi in linea con le aspettative che abbiamo quando facciamo una concimazione localizzata alla semina – spiega Meriggi. Ma perché è importante questa tecnica?

Nel frumento duro o si fa un intervento in pre semina con un binario come il classico 18-46 e però poi apportiamo anche dell’altro azoto in un secondo momento, oppure, specialmente in terreni carenti, si procede con una distribuzione di solo fosforo localizzata alla semina, riducendo anche il rischio di lisciviazione dell’azoto. Cosa che accade frequentemente, specialmente in inverni piovosi.

Questa fertilizzazione dà dei risultati interessanti dal punto di vista quantitativo: mediamente un buon apporto di fosforo alla semina porta a un 10-12% in più di resa. Un effetto che visivamente è percepibile a partire dalla fase di levata, dove sia il colore sia lo sviluppo delle piante sono significativamente diversi rispetto a una pianta concimata nell’altro sistema».

Un prodotto ideale per la concimazione autunnale

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Massimo Andreotti, Cifo

«Cifo ormai da anni propone prodotti che danno una risposta importante alle esigenze di rispetto e tutela dell’ambiente. Nel caso specifico della concimazione localizzata alla semina, per il frumento duro, Grinver 53 NP sta dando ottimi risultati – precisa Massimo Andreotti. È un formulato di ultima generazione a base di perfosfato d’ossa e arricchito di azoto prontamente disponibile e acidi umici. Questi elementi sono indispensabili per la coltura, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo per la formazione rapida di un apparato radicale ricco di radici secondarie.
Il prodotto agisce poi in due modalità: da un lato, la frazione di azoto, fosforo e zinco prontamente disponibili forma velocemente la pianta favorendo la radicazione (effetto starter); dall’altro, la restante frazione di azoto e fosforo a lento rilascio in sinergia con lo zolfo migliora l’accestimento e favorisce la ripresa vegetativa, incrementando al contempo il contenuto di proteine.
Gli acidi umici completano poi il prodotto con l’obiettivo di stimolare l’attività dei microrganismi del suolo, complessare e proteggere gli elementi nutritivi e quindi migliorare l’efficacia nutrizionale complessiva. Infine è importante sottolineare i vantaggi che il prodotto ha dal punto di vista ambientale. Mentre con un classico 18-46 si danno 3 quintali per ettaro, con il Grinver NP sono sufficienti 40-60 chili per ettaro per soddisfare le esigenze del frumento».

 

Frumento, la concimazione fa la differenza se localizzata alla semina - Ultima modifica: 2021-09-16T11:42:21+02:00 da Sara Vitali

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