Agricoltura italiana sicura e sostenibile. Male la gestione di acqua e suolo

fieragricola
Lo dice una ricerca dell'Osservatorio Nomisma-Fieragricola presentata in occasione del lancio della 114esima edizione della kermesse veronese in programma dal 29 gennaio al primo febbraio

L’Italia è il Paese con i cibi più sani e sicuri del vecchio continente, il più attento agli sprechi e alle emissioni di gas serra. Lo rivela il report presentato a Roma dall’Osservatorio Fieragricola-Nomisma in occasione della presentazione della rassegna di riferimento per il settore, in programma a Veronafiere dal 29 gennaio al 1° febbraio.

 

 

Obiettivi Green Deal europeo, l’Italia parte in pole

Secondo lo studio Nomisma, l’agricoltura italiana, in attesa del piano operativo sull’economia verde più importante della storia (il Green Deal Europeo), parte in vantaggio su uno dei paradigmi cardine: la salubrità e la sicurezza dei suoi alimenti, che presentano le percentuali più alte di prodotti che secondo i controlli dell’autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) risultano essere privi di residui (66%), meglio di quanto possano vantare Francia (56%), Germania (52%) e Spagna (43%).

 

 

Buone notizie anche sul fronte degli sprechi. con i rifiuti pro capite generati dalla filiera (126 kg annui) del 16% inferiori alla media europea e in forte calo nell’ultimo decennio.

Inoltre, lo Stivale detiene il record Ue di superficie e incidenza bio per seminativi e colture permanenti con 1,5 milioni di ettari, davanti a Francia, Spagna e Germania. Calano anche le emissioni di gas serra (-12,3% negli ultimi vent’anni -dati Eurostat), che incidono per il 7% sul totale delle emissioni contro il 10% della media europea.

La sensibilità green degli agricoltori e dei prodotti italiani è ancora più evidente alla prova di agrofarmaci e fertilizzanti. Infatti, secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nell’ultimo decennio sono stati meno utilizzati in campo e i consumi si sono dimezzati. È il caso degli insetticidi (da 1,2 kg di principi attivi ad ettaro a 0,6 kg), dei fungicidi (-30%), degli erbicidi (-20%). Ma anche di azoto (-25%), anidride fosforica (-36%), ossido di potassio (-50%).

Italia fanalino di coda su gestione acqua ed erosione del suolo

consorzi di bonifica inattiviSulla tutela del territorio e delle sue risorse il primario italiano paga alcune lacune strutturali su cui sarà fondamentale operare un salto di qualità. Secondo il report Nomisma il Belpaese è fanalino di coda nel rapporto prelievi/risorse idriche, dove l’agricoltura incide per la metà del proprio utilizzo complessivo.

Un’urgenza da mitigare attraverso l’incremento di sistemi intelligenti di gestione come l’irrigazione di precisione. Gravosi infine, e sempre più nemici della preservazione del territorio e dell’ambiente, i fenomeni di consumo del suolo, cresciuti del 50% solo negli ultimi 30 anni. Così come l’erosione da acqua, che vede il nostro Paese in cima alla classifica europea per i danni inferti al territorio dalle variazioni climatiche. In media in Italia si verifica un’erosione di quasi 9 tonnellate di suolo per ettaro all’anno, contro i 4 della Spagna e i 2 della Francia.

Bene, invece, la tutela della biodiversità e delle aree boschive che vede l’Italia stabilmente nella top 5 dei Paesi Ue.

Pantini «Sì alla sostenibilità ambientale, ma non senza quella economica»

Denis Pantini

«È evidente – ha affermato il responsabile agroalimentare di Nomisma e curatore dello studio, Denis Pantini - come dallo studio emergano gli enormi sforzi fatti negli anni dagli agricoltori italiani per rendere la propria attività più rispettosa dell’ambiente e come il loro operato sia fondamentale per la tutela dei nostri territori, soprattutto a fronte delle calamità prodotte dai cambiamenti climatici. Una sostenibilità ambientale che però non può essere scollegata da quella economica, senza la quale l’attività agricola stessa non può esistere. E da questo lato, purtroppo, negli ultimi cinque anni i redditi delle imprese agricole italiane non si sono mossi, a fronte invece di quelli degli agricoltori spagnoli e francesi».

La situazione relativa al reddito delle imprese italiane, evidenziata dalla ricerca, è critica: dal 2015 in calo dell’1% a fronte di una media Ue a +6%, con Spagna e Francia a +11%.

Fieragricola 2020, i numeri della kermesse

Fieragricola 2020 occuperà dieci padiglioni dell'expo scaligera. Di questi: 5 dedicati alla meccanica, 2 alle colture specializzate in vigneto e frutteto, 3 alla zootecnica; 900 espositori (+8,2% sull’edizione 2018); una superficie netta di 67.600 metri quadrati (+18,7%); due aree demo esterne di 9.500 metri quadrati allestite per gli «special show»; 800 capi di bestiame in esposizione (+14,3%); 130 mila operatori attesi; oltre 130 convegni, workshop e prove dinamiche in quattro giorni, per un evento che punta su innovazione, sostenibilità ed economia circolare.

Maurizio Danese

«Fieragricola 2020 accende i riflettori, in particolare, sulle grandi sfide alle quali l’agricoltura è chiamata a dare risposte, a partire dal Green Deal illustrato dalla Commissione Ue presieduta da Ursula von der Leyen e che coinvolge anche il sistema agricolo in maniera articolata – dichiara il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. Conseguire la neutralità climatica entro il 2050 richiede sforzi congiunti su scala mondiale e un impegno netto da parte di tutti gli attori della filiera agricola in termini di lotta ai cambiamenti climatici, biodiversità, agroecologia, sostegno alle energie rinnovabili e all’economis circolare, secondo il progetto Ue “Farm to Fork”. L’appuntamento di Verona vuole come sempre offrire spunti di riflessione e soluzioni pratiche per accompagnare il mondo imprenditoriale e le filiere agro-zootecniche verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale».

Tutti gli eventi organizzati da Edagricole a Fieragricola

Agricoltura italiana sicura e sostenibile. Male la gestione di acqua e suolo - Ultima modifica: 2020-01-22T17:43:49+01:00 da Laura Saggio

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