ProfAgri di Salerno, l’unica scuola esclusivamente agraria della Campania

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Oltre a formare i giovani, l'istituto diretto da Alessandro Turchi offre servizi di consulenza tecnica alle aziende del territorio. Al concorso “Bacco e Minerva” ha vinto il primo premio per un lavoro sulla mozzarella

Preparare i giovani ad affrontare le sfide del mondo del lavoro in agraria. È la mission dell’istituto professionale per l’agricoltura ProfAgri di Salerno, unica scuola campana che ha un indirizzo esclusivamente agrario. Lo spiega il dirigente scolastico Alessandro Turchi: «ll ProfAgri di Salerno vuole porsi come struttura formativa essenziale per la realizzazione di professionalità coerenti con le nuove scelte di competizione alle quali l’impresa agricola campana è chiamata».

 

 

Turchi, sociologo e giornalista, è anche presidente nazionale di Solo Dirigenti, associazione che riunisce i dirigenti scolastici di sedici regioni italiane. «Le politiche agricole spingono verso scelte che diano risalto alle produzioni alimentari di qualità, alla gestione sostenibile delle risorse, allo sviluppo territoriale equilibrato. Ecco allora la necessità di formare capitale umano esperto delle complesse problematiche pluridisciplinari: agricoltura, tecniche agroalimentari, valorizzazione dei prodotti, gestione aziendale, ecologia, ambiente, tipicità, alimentazione ed enogastronomia».

 

 

Per raggiungere questi obiettivi il ProfAgri ha instaurato rapporti di collaborazione con associazioni, organizzazioni formative esterne alla scuola, enti locali, organismi intermedi.

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Alessandro Turchi

Collaborazione con imprese del settore agricolo

«La nostra scuola – aggiunge il dirigente – vuole poter offrire consulenza diretta alle imprese, con particolare attenzione alle piccole, dall’avvio della produzione fino al momento della commercializzazione. Vuole quindi offrire servizi di consulenza tecnica alle aziende del territorio, con un sistema capillare di diffusione dell’informazione e con l’obiettivo di ridurre l’impiego delle sostanze chimiche, razionalizzando le risorse ambientali. Servizi che vogliono garantire un supporto alla ricerca della qualità del prodotto come bene pubblico rintracciabile e certificato, stabilendo una sorta di alleanza con i consumatori». L’Istituto è dislocato su sette sedi, Salerno, Angri, Castel San Giorgio, Battipaglia, Capaccio, Fisciano e Sarno, con alunni provenienti da un vasto e diversificato comprensorio. «Da qua l’esigenza, da noi molto sentita, di una apertura a tutto tondo al territorio, con accordi con istituzioni, associazioni e aziende dei nostri bacini di utenza».

In particolare, il ProfAgri ha avviato attività di collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Salerno, con Legambiente, con centinaia di aziende, con altre scuole, con enti e istituzioni, compreso il Fondo Nappo di Scafati, che gestisce con Lìbera un vasto terreno sottratto alla Camorra.

«Da rimarcare – aggiunge Turchi – che il ProfAgri è l’unico Istituto che, in Regione Campania, si occupa unicamente di questo settore formativo. Solo questa scuola, infatti, prevede obiettivi e attività concentrate su Agricoltura e ambiente».

Oltre alle aule ed ai laboratori classici, dislocati nelle sette sedi, e a un'azienda agraria di 17 ettari di cui 2 a vigneto, l’Istituto dispone anche di diversi opifici (la cantina, il frantoio, il caseificio e un laboratorio per la produzione di succhi) e di due punti vendita. «Per quanto riguarda la produzione di vino la scuola produce circa 12 mila bottiglie l’anno, distribuite fra Aglianico e Fiano, presto anche Rosato. Abbiamo partecipato al concorso Bacco e Minerva, che ogni anno premia le scuole agrarie d’Italia, vincendo il primo premio per un lavoro sulla mozzarella e il terzo premio con il nostro vino Capoclasse».

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Allievi alle prese con gli ortaggi

Rafforzata la comunicazione

Il dirigente inoltre sta puntando molto sul potenziamento della comunicazione: «Al ProfAgri pensiamo che la qualità di un servizio scolastico passi per la qualità della comunicazione, intesa non solo come formale e burocratizzata ma come una fitta rete di interazioni interne ed esterne basate su processi significativi e funzionali. Comunicare a scuola significa “mettere in comune” un’idea, un’esperienza, un progetto, un obiettivo, una strategia portando alla compartecipazione».

Fra l’altro in una scuola complessa come questa, articolata su sette sedi distanti fra loro, «è necessario saper impostare bene i flussi comunicativi interni, elaborando un vero e proprio piano della comunicazione curato dal Dirigente scolastico a cui collabora lo staff, basato soprattutto su modalità veloci e sicure di trasmissione di circolari, verbali, lettere in un’ottica di dematerializzazione grazie all’utilizzo delle Itc».

Da dire poi che un istituto così interagisce con molti soggetti interni ed esterni: studenti famiglie, utenti principali, docenti ma anche tutti gli altri stakeholder.

«Per quanto riguarda la comunicazione esterna il ProfAgri, in un’ottica di maggiore visibilità, ha previsto la figura di un responsabile comunicazione, che sovrintenda a tutte le attività di comunicazione della scuola verso l’esterno, dalle manifestazioni ai rapporti con le istituzioni, con gli organi di stampa, con interlocutori privati come clienti, fornitori etc. E’ stato poi istituito un ufficio di identità visiva per veicolare in modo ufficiale i loghi della scuola, rafforzare il brand ProfAgri, creare una corporate identity sempre più marcata».

ProfAgri di Salerno, l’unica scuola esclusivamente agraria della Campania - Ultima modifica: 2020-02-24T17:57:18+01:00 da K4

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