Regolarizzazione, record di richieste

Teresa Bellanova
32mila domande presentate per l’emersione del lavoro irregolare, un decimo riguarda l’agricoltura. Esce il primo rapporto del Ministero dell’Interno sulla misura prevista dal Decreto Rilancio. La ministra Bellanova: «migliaia di donne e uomini sottratti all’invisibilità. questo paese ha bisogno di sconfiggere il lavoro nero»”

Trentaduemila domande presentate. Ventiquattromila già perfezionate.  In costante crescita l'andamento giornaliero delle istanze. Esce il primo report digitale sulla regolarizzazione dei rapporti di lavoro redatto dal Ministero dell’Interno e le cifre riportate sono sopra ogni più rosea previsione.

 

 

Il grosso riguarda però i rapporti di lavoro domestico mentre la quota dei lavoratori per l’agricoltura è di circa il 10% del totale.

 

 

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2.100 domande al giorno

Ogni giorno, dal 1° giugno, sono state presentate dai datori di lavoro al portale del

Manodopera stagionale al lavoro sulle patate del Fucino

ministero dell’Interno oltre 2.100 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell’ambito della procedura di emersione prevista dall’articolo 103, comma 1, del decreto legge n.34 del 19 maggio 2020 per i settori dell’agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona.

Nella distribuzione delle domande per regioni, la Lombardia è al primo posto per le richieste presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona e la Campania per quello agricolo.

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Nella distribuzione delle domande per Paese di provenienza del lavoratore, ai primi posti risultano il Marocco, l’Egitto e il Bangladesh per il lavoro domestico e di assistenza alla persona; l’India, l’Albania e il Marocco per l’agricoltura e l’allevamento.

Su 23.950 datori di lavoro che hanno perfezionato la domanda di regolarizzazione 17.294 sono italiani (il 72% del totale).

I permessi di soggiorno scaduti

Dal 1° giugno  al 13 giugno, sono 1.208 le richieste di permesso di soggiorno temporaneo presentate agli sportelli postali da cittadini stranieri ai sensi dell’articolo 103, comma 2, del decreto rilancio che riguarda i titolari di permessi di soggiorno scaduti dal 31 ottobre 2019.

La soddisfazione della ministra Bellanova

«Già oggi possiamo dire che, a distanza di 15 giorni dall’entrata in vigore della norma, circa 24mila donne e uomini, fino a ieri invisibili, avranno diritto al permesso di soggiorno e di lavoro. Migliaia di lavoratrici e lavoratori».

«Chi afferma che non serve, vuol dire che non ha mai visto cos’è un ghetto dove i lavoratori irregolari sono costretti a vivere in condizioni disumane, e che ha tutto l’interesse a lasciare nella clandestinità e alla mercé della criminalità e del caporalato i lavoratori, italiani e stranieri».

Crescita esponenziale

I primi dati ufficiali diffusi oggi dal Ministero dell’Interno evidenziano con sufficiente chiarezza una crescita esponenziale significativa nelle domande che stanno giungendo.

«E dimostrano con nettezza che per funzionare come si deve la norma deve essere conosciuta dall’intera platea di lavoratrici e lavoratori a cui si rivolge e devono essere messi in campo tutti gli strumenti necessari, incluse mirate campagne di informazione. La sua riuscita è in capo al Governo che l’ha voluta, allo Stato e alle sue strutture»”.

I ritardi della piattaforma

«Viceversa- prosegue la Ministra Teresa Bellanova - siamo costretti a registrare ritardi inammissibili e totali incertezze su quella piattaforma mirata all’incrocio domanda e offerta di lavoro per le politiche attive che avrebbe già da tempo dovuto funzionare. E in ogni caso qualsiasi strumento tecnologico produce risultati importanti solo se viene fatto conoscere e funzionare adeguatamente».

«Se uno strumento esiste, ma nessuno lo sa e lo utilizza, evidentemente c’è più di un problema che va affrontato e risolto».

«Indipendentemente dal numero delle domande di regolarizzazione e dalla distribuzione sui vari segmenti”, conclude la Ministra, “questo Paese ha bisogno di legalità e di sconfiggere il lavoro nero e clandestino. E questi lavoratori devono essere informati delle possibilità che lo Stato mette a disposizione con questo obiettivo e a salvaguardia della salute di tutti, loro e nostra. Attuare correttamente la norma è responsabilità di tutti».

Regolarizzazione, record di richieste - Ultima modifica: 2020-06-16T03:07:55+02:00 da Lorenzo Tosi

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