La Regione Campania ha approvato il Piano di gestione e controllo del cinghiale

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L’adozione di una programmazione unica regionale consentirà di superare l’attuale frammentarietà degli interventi realizzati nelle singole zone

La Regione Campania ha approvato il Piano di gestione e controllo del cinghiale, redatto dal Centro di riferimento di igiene urbana veterinaria (Criuv), che avrà durata triennale, dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024. L’adozione di una programmazione unica regionale delle azioni di controllo sul cinghiale consentirà di superare l’attuale frammentarietà degli interventi realizzati nelle singole zone, garantendo l’applicazione di una strategia d’azione univoca e congruente sia con le caratteristiche ambientali sia con le finalità sociali e produttive dei singoli territori.

Rapido incremento dei cinghiali in Campania

Dalla fine degli anni 90 del secolo scorso si è assistito a un incremento in termini di distribuzione e numerico del cinghiale anche in Campania. Diverse sono le condizioni che hanno favorito l’esplosione numerica della specie, tra le quali: le mutate condizioni ambientali con l’aumento del bosco e la diminuzione delle superfici agricole utilizzate; la protezione assicurata da una rete di aree protette che interessano per lo più aree boscose; la scarsa presenza di predatori; un prelievo non adeguatamente programmato. Finora l’unica area protetta campana che disponeva di un piano di controllo del cinghiale è il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che dal 2018 utilizza il controllo selettivo.

Un problema per agricoltura, incidenti, biodiversità

Contestualmente in Campania il cinghiale è diventato un vero e proprio problema per il settore agricolo, per i sinistri stradali, ma anche per la conservazione della biodiversità (tale danno, sebbene di difficile valutazione, è spesso trascurato o sottovalutato, in particolare nelle aree protette). Sono centinaia le richieste di indennizzi per danni da cinghiale alle produzioni agricole, con una stima di costi che supera annualmente il milione di euro, ma soprattutto sono in continuo aumento i sinistri stradali con diversi feriti ogni anno. Inoltre la percezione “sociale” della specie e dei danni causati ha generato livelli di allarme e preoccupazione non tollerabili. Puntualmente ogni settimana si segnala la presenza di cinghiali dentro o a ridosso dei centri abitati, lungo le strade o nei campi.

Caccia e controllo

Il cinghiale è, di fatto, una specie cacciabile, anche se in forme diverse, tutto l’anno proprio per limitarne l’espansione. Attualmente l’unica modalità di prelievo del cinghiale in Campania è attraverso le squadre di caccia con l’ausilio di cani nel periodo ottobre-dicembre. Naturalmente, esistono profonde differenze tra caccia e controllo. La caccia è un’attività disciplinata dalla legge nazionale n. 157/92 “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” che ne fissa modalità, specie e tempi recepiti da leggi regionali, nel caso della Campania la legge regionale 26/2012 e s.m.i. Invece il controllo è un’azione straordinaria volta a limitare o a eradicare localmente la presenza di una specie per attutire il suo impatto su beni, attività economiche o sulle biocenosi; gli interventi devono essere selettivi e sottoposti al parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Piano di gestione e controllo cinghiale in Campania

Il Piano di gestione e controllo del cinghiale in Campania è suddiviso in due sezioni in funzione del territorio di applicazione: la prima sezione comprende il Piano di gestione e controllo del cinghiale in Campania nel territorio a caccia programmata (Piano TCP); la seconda sezione è una proposta per le aree protette regionali che possono recepirlo e formulare un piano di intervento e di cattura e/o abbattimento secondo le proprie esigenze e quanto indicato nella Legge nazionale n. 394/91. Pertanto il Piano TCP è finalizzato al controllo della specie nelle aree dove non è possibile esercitare il prelievo venatorio ed è complementare al “Piano di gestione e controllo del cinghiale nelle aree protette”. Il Piano TCP si applica quindi alle aree urbane e periurbane, fasce viarie, oasi, zone di ripopolamento e cattura, aziende faunistico-venatorie, aziende agrituristico-venatorie, foreste demaniali.

Le attività di controllo del Piano cinghiale in Campania

Per attività di controllo si intendono tutte le azioni attive mirate al controllo numerico del cinghiale per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche. Il controllo sarà attuato mediante catture, con abbattimenti selettivi o con la tecnica della girata. Tutte le azioni di controllo dovranno garantire la massima selettività e minimizzare l’impatto sulle altre specie. Qualora l'Ispra verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, la Regione Campania potrà autorizzare piani di abbattimenti avvalendosi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi o di altre persone, purché tutti muniti di licenza per l'esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali, delle guardie comunali e delle guardie venatorie volontarie delle associazioni, tutti muniti di licenza per l'esercizio venatorio.

La Regione Campania ha approvato il Piano di gestione e controllo del cinghiale - Ultima modifica: 2021-12-13T19:42:35+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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