Agricoltura digitale ferma al 3-4% della superficie

transizione digitale
Lo mette in evidenza Coldiretti commentando i dati dell’Osservatorio SmartAgrifood. Ma le potenzialità sono enormi e il fatturato dell’agricoltura 4.0 vola a 540 milioni con innovazioni che vanno dai dss al gps, dai sensori ai droni.

«L'arrivo di robot e droni salverà i raccolti nei campi italiani rimasti senza lavoratori a causa dell'emergenza coronavirus».

Tra le pochissime conseguenze positive del Covid19 c’è infatti la spinta all'innovazione con la svolta tecnologica dell'agricoltura 4.0 che ha generato in Italia un fatturato intorno ai 540 milioni di euro nel 2020, con una crescita di circa il 20% rispetto all'anno precedente.

 

 

La spinta del Covid

Lo ricorda la Coldiretti sulla base dei dati dell'Osservatorio Smart Agrifood che evidenziano l'accelerazione impressa al cambiamento dalla pandemia, anche nelle campagne.

L'agricoltura 4.0, secondo l’organizzazione agricola, rappresenta il futuro dei campi con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall'ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell'uso di acqua e del consumo di carburanti.

«Le soluzioni di supporto alle attività in campo come le mietitrebbie con sistema di mappatura delle produzioni o i trattori con guida satellitare (global navigation satellite system) a sostegno dell'agricoltura di precisione sono le innovazioni più diffuse che rappresentano il 36% del mercato ma in crescita sono le iniziative per la valorizzazione dei dati in azienda o lungo tutta la filiera».

Necessità di crescere

«A oggi la superficie coltivata con strumenti di agricoltura 4.0, secondo le stime dell'osservatorio Smart Agrifood sostenuto dalla Coldiretti, è dell'ordine del 3-4% della superficie totale ma esiste un grande potenziale di crescita soprattutto con l'utilizzo dei big data analytics e del cosiddetto “internet delle cose”. dalla possibilità di seguire i propri pascoli in remoto alla stazione meteo nel frutteto per ottimizzare le operazioni colturali fino alla stalla a portata di smartphone sono alcune delle innovazioni entrate nelle aziende agricole italiane».

Un’evoluzione del lavoro nei campi che sul portale del socio della Coldiretti ha portato alla creazione di Demetra il primo sistema integrato per la gestione on line dell'azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico.

Un sistema per una gestione efficiente e sostenibile delle colture e affrontare le nuove sfide dei cambiamenti climatici.

Superare il digital divide

«Ma per cogliere le innovazioni tecnologiche offerte dall'agricoltura 4.0 – mette in evidenza

Ettore Prandini

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti - occorre colmare i ritardi nell'espansione della banda larga nelle zone interne e montane».

Quasi 1 famiglia su 3 (32%) che vive in campagna non dispone di una connessione a banda larga, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai comuni con meno di duemila abitanti nel 2019.

«Proprio per superare il digital divide tra città e campagne – ribadisce Prandini - portando la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del paese, accelerando la transizione digitale dell'agroalimentare made in Italy, Coldiretti, Tim e Bonifiche Ferraresi hanno firmato un accordo».

In questo senso secondo Prandini il Recovery plan assume un significato strategico per accompagnare la transizione economica dell'agroalimentare italiano che già oggi è il più green d'Europa.

Agricoltura digitale ferma al 3-4% della superficie - Ultima modifica: 2021-03-16T01:15:32+01:00 da Terra e Vita

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