I tre fronti aperti dall’assessore Simona Caselli contro l’emergenza cimice

Simona Caselli
«Non è vero che la mancata classificazione di Halyomorpha halys come organismo nocivo da quarantena da parte della Commissione Europea ostacola lo stanziamento di aiuti specifici per gli agricoltori colpiti da questo flagello, tutt’altro». E un’altra buona notizia è il rinvenimento della vespa Samurai e  T. mitsukurii al di sotto del Po

Due buone notizie per la lotta contro la cimice asiatica. Continuano infatti gli avvistamenti dei parassitoidi specializzati Trissolcus japonicus (la vespa samurai) e T. mitsukurii. Le ultime segnalazioni li posizionano già al di sotto del Po con i recenti rinvenimenti in Emilia Romagna. Lo conferma Simona Caselli, assessore all’agricoltura e il Servizio fitosanitario regionale “geolocalizza” la loro presenza tra Modena e Bologna.

Trissolcus sulle uova di H. halys

Meglio che non sia “da quarantena”

La seconda buona notizia riguarda gli stanziamenti per gli agricoltori colpiti. «Non è vero – chiarisce Simona Caselli – che la mancata classificazione di Halyomorpha halys come organismo nocivo da quarantena da parte della Commissione Europea possa ostacolare lo stanziamento di aiuti specifici per gli agricoltori colpiti da questo flagello, tutt’altro».

cimice esotica e cimice asiatica
Halyomorpha halys su pera.

Le assicurazioni di Bruxelles

Bruxelles vive una prolungata fase di transizione. Il nuovo esecutivo guidato da Ursula Von Der Leyen è ancora in alto mare e non entrerà in carica prima di dicembre, ma l’assessore ha ottenuto rassicurazioni dall’attuale Commissario della direzione generale per la Salute e la sicurezza dei consumatori Vytenis Andriukaitis. «La classificazione della cimice asiatica – spiega l’assessore Caselli – come organismo nocivo da quarantena avrebbe complicato, e non poco, sia le strategie per i risarcimenti sia la vita dei frutticoltori, obbligandoli a vasti espianti nelle zone colpite».

L'assessore Caselli visita le aziende pericole colpite dalla cimice

La strada dei rimborsi

Invece la strategia per fare fronte a questa emergenza fa fronte sulla constatazione dell’impossibilità di inserire un’avversità aliena ormai diffusa, ma i cui danni sono imprevedibili, tra le avversità assicurabili, in modo da proseguire sulla strada dei rimborsi. Almeno fino a quando i parassitoidi e le misure di contenimento studiate assieme ai Servizi fitosanitari e al mondo della ricerca producano gli effetti attesi.

Nell’attesa degli 80 milioni di euro promessi dal ministro Teresa Bellanova ed inseriti nella manovra 2020, l’Emilia-Romagna è infatti la prima Regione ad essersi mossa su questo fronte.

13 milioni di euro per le reti anti-insetto

«Non esistono ricette miracolose – ribadisce Caselli-, abbiamo capito da subito che nei confronti di un flagello come la cimice asiatica è necessario agire su tre fronti: aiuti economici, ricerca e assistenza tecnica». La Regione non si sveglia oggi. «Fin da quando si è manifestato il problema – ricorda Caselli-, abbiamo finanziato, con i contributi più alti in Italia, studi e ricerche e sollecitato più volte il ministero Ambiente a recepire la direttiva Habitat per l’introduzione e la sperimentazione della vespa samurai ed aiutato gli agricoltori con assistenza fitosanitario e contributi sulle reti antinsetto per 13 milioni di euro».

L’intervento d’emergenza per le aziende colpite

E per far fronte all’emergenza che si è manifestata quest’anno, soprattutto sulle coltivazioni di pero ma anche su altre frutticole e su colture erbacee come la soia, la Regione Emilia-Romagna si è attivata con tempestività con una modifica alla legge regionale 43/1997, che disciplina gli interventi di sostegno finanziario alle aziende agricole, attuati attraverso i consorzi fidi e le cooperative di garanzia, ampliandone le possibilità anche su prestiti a lungo periodo. «Con questa modifica, si potrà prevedere il concorso al pagamento di interessi anche sui prestiti destinati a sostenere le imprese agricole per danni alle produzioni causati da calamità naturali, avversità atmosferiche, fitopatie e organismi nocivi ai vegetali». Il bando regionale, tempestivamente attivato dopo l’incontro con i rappresentanti degli agricoltori poco più di un mese fa, prevede, come volano finanziario per le aziende che a causa delle gravi perdite di prodotto dovranno affrontare un bilancio 2019 in forte sofferenza, circa 250 mila euro per abbattere i tassi di interesse dell’1,5% attivato grazie alle garanzie degli Agrifidi.

A Bruxelles per sbloccare fondi Ocm e Psr

L’impegno dell’assessore Caselli non si esaurisce però nell’ambito regionale. A Bruxelles, nel recente incontro con l’Unità Ortofrutta della DG Agri, ha richiesto ufficialmente di permettere una maggiorazione della dotazione dell’Ocm per la creazione di fondi mutualistici per compensare i danni della cimice e del crescente numero di patologie che affliggono l’ortofrutta. Ma anche di intervenire su fronte Psr, concedendo la possibilità di aumentare la quota di cofinanziamento pubblico per l’installazione delle reti anti-insetto (dal 50 all’80%). E, sul fronte della ricerca, ha richiesto l’attivazione di progetti dedicati alle strategie di contrasto e di coesistenza con la cimice, in forte collegamento con le altre esperienze internazionali, soprattutto americane, che si stanno cimentando con la stessa emergenza.

Pressing sul ministero dell’Ambiente per accellerare sui lanci dei parassitoidi

Sul fronte nazionale invece, dopo l’incontro  con il ministro Bellanova che ha portato agli stanziamenti anti-cimice in manovra, Caselli punta a stimolare il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ad accelerare le procedure per lautorizazione dei lanci dei parassitoidi di origine asiatica (vespa Samurai e simili), tenendo conto del Dpr 102 dello scorso luglio, provvedimento sollecitato dalla Regione Emilia-Romagna fin dal 2015, che modifica il recepimento della direttiva comunitaria Habitat da parte del nostro Paese e introduce una deroga al divieto di introduzione in natura di specie non autoctone.

Una calda primavera

L’obiettivo si Simona Caselli è infatti quello di intervenire per ridurre al massimo i tempi e arrivare il prima possibile ad un impatto significativo dei lanci della vespa samurai, non appena autorizzati, con la delimitazione territoriale dei comuni colpiti. Ma anche di attivare le procedure previste per autorizzare gli sgravi contributivi, con l’attivazione di un confronto con il sistema bancario per una dilazione sui pagamenti delle rate dei mutui in scadenza per le aziende danneggiate e con un’iniezione di 2 milioni di euro del Piano di sviluppo rurale per un nuovo bando per le reti di protezione.

 

I tre fronti aperti dall’assessore Simona Caselli contro l’emergenza cimice - Ultima modifica: 2019-11-09T16:39:04+00:00 da Lorenzo Tosi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome