Sviluppo rurale 2023-2027, l’Emilia-Romagna punta sulla sostenibilità ambientale

sviluppo rurale
Alessio Mammi , assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna
Quasi la metà dei fondi destinati ad agricoltura biologica, tutela del paesaggio e delle foreste e al minor impatto dei processi produttivi

Agricoltura biologica, investimenti per la competitività delle imprese, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, sostegno alle aziende con sede in zone montane o soggette a vincoli. Questi i principali settori a cui saranno destinati i 913,2 milioni di euro che l'Emilia-Romagna ha a disposizione per lo sviluppo rurale nel periodo 2021-2027. Si tratta di 132 milioni in più rispetto alla programmazione 2014-2020, grazie alla modifica dei criteri di riparto dei fondi Feasr, approvata dalla Conferenza Stato-Regioni dopo un lungo braccio di ferro tra Regioni del Nord e del Sud.

Le linee guida che porteranno alla scrittura dei bandi per il periodo 2023-2027 (2021 e 2022 sono stati due anni di transizione nei quali sono rimaste in vigore le vecchie regole), sono state presentate dall'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi che ha promesso anche meno oneri burocratici rispetto al passato.

Al biologico la fetta più grossa della torta

In sintonia con la strategia Farm to Fork che prevede di avere il 25% di Sau continentale coltivata in biologico entro il 2030, l'Emilia-Romagna ha deciso di stanziare ben 188 milioni di euro a questo settore. Si tratta della voce di spesa principale. Se si sommano tutti i fondi stanziati per la sostenibilità ambientale si raggiunge la cifra di 404 milioni di euro, quasi la metà della disponibilità totale (44,25%). L'Ue chiedeva di destinare a queste misure almeno il 35% delle risorse.

Al secondo posto con 103 milioni di euro gli investimenti per aumentare la competitività delle imprese. Sessantatré milioni saranno messi a disposizione per favorire la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. I giovani imprenditori potranno contare su 60 milioni per il primo insediamento, 70 andranno al sostegno delle imprese che si trovano in zone di montagna o soggette a vincoli, 50 a ricerca e formazione. La cooperazione per l'innovazione attraverso i gruppi Pei sarà incentivata con 23 milioni di euro. Le aziende zootecniche potranno contare su 22,4 milioni per aumentare il benessere degli animali, 20 saranno spesi per la realizzazione di bacini irrigui gestiti dai consorzi di bonifica.

La bozza del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale passerà ora in Commissione Agricoltura e poi approderà in aula per l’esame definitivo. Sarà poi trasmesso al ministero delle Politiche agricole e successivamente inviato alla Commissione europea per l’approvazione finale, possibile già entro l’anno.

Confagricoltura: bene, ma non benissimo

«Il nuovo Psr dell'Emilia-Romagna stanzia risorse indispensabili per far ripartire gli investimenti aziendali e garantire i posti di lavoro – dichiara il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Marcello Bonvicini – in questo momento gli agricoltori vanno sostenuti come non mai contro i rincari dell’energia e dei mezzi di produzione: mangimi, fertilizzanti e sementi. Con i fondi stanziati fino al 2027 – sottolinea – le aziende potranno efficientare i sistemi di produzione, favorendo anche il mantenimento e la diffusione dell’agricoltura integrata; potranno innovare attrezzature e macchinari; aumentare la competitività e migliorare la protezione delle colture dai danni da fauna selvatica; bene l’attenzione rivolta alle nuove generazioni, confermando altresì il sostegno agli investimenti promossi dai giovani agricoltori».

Bonvicini esprime un giudizio sul Psr nel suo complesso positivo, non mancano alcune riflessioni critiche: «Dispiace infatti constatare che sia rimasta inascoltata la nostra richiesta di finanziare maggiormente l’area dedicata alla ricerca, formazione e divulgazione, al trasferimento di tecnologie e conoscenze, al centro del nuovo modello Akis (Agricultural Knowledge and Innovation Systems), che è stato inserito nella programmazione della Pac post 2021 proprio per rendere l’agricoltura europea più smart e sostenibile». E malgrado l’impegno della Regione volto a ridurre gli interventi, «preoccupa – conclude il presidente dell’organizzazione agricola la ripartizione troppo frammentata delle risorse e l’eccessivo numero dei bandi, che potrebbero frenare la programmazione e la gestione anche amministrativa».

 Coldiretti: ok fondi a giovani, montagna e investimenti

Coldiretti Emilia-Romagna invece commenta in maniera del tutto positiva il piano di ripartizione delle risorse. «In un momento così delicato per le imprese è fondamentale il sostegno garantito dalla Regione ai giovani, alla montagna e agli investimenti un passo importante questo per assicurare competitività e reddito alle imprese, ma anche per migliorare i processi produttivi e favorire lo sviluppo dei territori, a partire dalle aree più svantaggiate, come quelle montane e interne» ha sottolineato il direttore di Coldiretti Emilia-Romagna Marco Allaria Olivieri.

«Abbiamo accolto con soddisfazione il nuovo Piano di Sviluppo Rurale regionale – aggiunge il presidente Nicola Bertinelli – garantisce alle imprese agricole di tutti i comparti produttivi nuove opportunità per rispondere alle sfide che stiamo vivendo, dal cambiamento climatico alla siccità fino ai rincari delle materie prime e dell’energia. Auspichiamo ora – conclude – che la programmazione prosegua spedita nel suo iter per la definitiva approvazione già entro la fine del 2022».

 

Sviluppo rurale 2023-2027, l’Emilia-Romagna punta sulla sostenibilità ambientale - Ultima modifica: 2022-09-07T16:03:06+02:00 da Simone Martarello

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