Gruppo Acquisto Terreni

    Il gruppo di acquisto terreni contro la crisi di liquidità

    Insieme per dare vita ad una vera impresa agricola condotta con metodi moderni e sostenibili, autosufficiente dal punto di vista energetico ed alimentare. In genere gli ideatori del Gat sono anche i dipendenti stessi dell’azienda.

    La voglia di investire in
    agricoltura c'è, quello che manca è il credito per poterlo fare. La risposta
    allora potrebbe essere in questa sigla: GAT. E' l'acronimo di Gruppo di
    acquisto terreni e lo conosce bene Emanuele Carissimi che a Scansano, nel cuore
    della Maremma toscana, ha già inaugurato il primo, Le Piane, e sta per dare
    vita ad altre due realtà simili. «Sono partito con l'idea di cambiare vita e
    dalla città passare alla campagna - racconta Carissimi - il problema di
    investire è che ci vogliono molte risorse economiche che le banche in questo
    momento non danno così facilmente». Ecco allora il modello del gruppo di acquisto
    ideato dall'avvocato Rosanna Montecchi, dal commercialista Gianluca Marocci e
    appunto dall'agronomo Emanuele Carissimi. «Abbiamo trovato due coppie nella
    stessa nostra condizione - continua il presidente del Gat Le Piane - e così
    abbiamo deciso di provare questa forma di acquisto che a oggi, dopo quasi tre
    anni di lavoro, sta già dando notevoli frutti». Il risultato che nasce da
    questa iniziativa è una vera e propria impresa agricola che produce reddito e
    dà lavoro a persone (circa una decina in questo caso).

    Come funziona un GAT

    Il GAT, o Gruppo Acquisto Terreni, ha come
    obiettivo quello di costituire e sostenere gruppi di cittadini per l'acquisto
    condiviso di una tenuta agricola e la sua conduzione con metodi moderni e
    sostenibili. Si parte dall'individuazione
    di un podere con annessi agricoli, ma non necessariamente. Una volta
    individuato avviene la trattativa per il prezzo. Stabilito il prezzo scatta la
    creazione del gruppo di acquisto. Si propongono quote in base al costo
    dell'azienda da rilevare. Ogni quota, che può variare nel valore in base a
    quanti sottoscriventi si manifestino (in media tra i 50 e i 100 sottoscriventi
    per quote che oscillano tra i 10 e i 20 mila euro), dà diritto a una
    percentuale di acquisto e i soci del gruppo possono opzionare fino a un massimo
    di quattro quote (questo per evitare problemi di carattere decisionale a
    livello di consiglio di amministrazione dell'azienda). Una volta raggiunto il
    numero di quote necessario all'acquisto avviene la transazione con la creazione
    di una Società agricola a responsabilità limitata. In genere gli ideatori del
    Gat sono anche i dipendenti stessi dell'azienda, mentre chi investe nelle quote
    lo fa in parte per avere un ritorno economico (che si traduce nella
    ripartizione degli utili a fine anno), ma soprattutto per sposare la filosofia
    del gruppo di acquisto, che normalmente si basa su sette principi: difesa del
    valore dell'investimento, incremento patrimoniale (con l'acquisto di strumenti
    per il lavoro quotidiano per esempio), ricavo di eventuale reddito,
    condivisione di valori, incentivazione alla coltivazione biologica,
    avvicinamento all'agricoltura dei cittadini coinvolti nell'acquisto delle
    produzioni, attivazione di filiere corte.

    Il Gat Scansano

    Questa iniziativa è nata circa quattro anni fa da tre coppie che avevano
    l'obiettivo comune di trasferirsi in campagna e intraprendere un percorso che
    potesse avere la natura e l'ambiente al suo centro. Ecco che il Gat nasce con
    l'intento di mettere insieme, attraverso l'acquisto di quote di una Società
    agricola a responsabilità limitata, agricoltori e in genere persone che hanno
    voglia o necessità di investire sulla terra, per costituire in gruppo
    un'azienda agricola e renderla produttiva grazie a metodi biologici e naturali
    che permettono di ottenere prodotti qualitativamente migliori e soprattutto nel
    pieno rispetto dell'ambiente.

    L'obiettivo dei promotori di questo Gat era quello di creare un'azienda
    agricola autosufficiente dal punto di vista energetico ed alimentare, basata
    sull'agricoltura naturale, interpretando la terra secondo i principi della
    permacultura. «L'ispirazione è venuta dalla passione per la natura - continua Emanuele
    Carissimi - perché siamo convinti che per migliorare il nostro modo di vivere
    sia necessario creare una sinergia tra economia e natura: una sinergia che
    abbiamo perso con l'attuale sistema economico basato sullo sfruttamento
    intensivo delle risorse naturali». Fotovoltaico, solare termico, cucine solari,
    e non ultima la legna, derivante dai boschi di proprietà. Obiettivo raggiunto a
    quanto pare già con il primo step del progetto, l'azienda agricola Le Piane.
    «Siamo autosufficienti quasi da tutti i punti di vista - conclude Carissimi -
    solo per l'acqua da utilizzare per l'irrigazione ancora dobbiamo trovare una
    soluzione, anche se la parola d'ordine è sempre il risparmio».

    Le Piane

    E' il primo esempio di
    Gat toscano, uno dei primi modelli in Italia. Nello specifico una vera e
    propria azienda agricola tra Murci e Scansano. In tutto 60 ettari (di cui 20
    boschivi) attualmente investiti a oliveto, seminativo, frutteti, arboricoltura
    e produzione di ortaggi e frutta di stagione. L'azienda è coltivata secondo i
    principi dell'agricoltura naturale, senza l'utilizzo di concimi e fertilizzanti
    chimici. Compongono il Gat 87 soci, ma sono tre coppie a portare avanti il
    lavoro quotidiano dell'azienda che commercializza soprattutto tramite la
    vendita diretta a Gruppi di acquisto solidali o singoli privati che acquistano
    la cosiddetta “cassetta di verdura”. Oltre a questo esiste il progetto “adotta
    un'arnia” per ripristinare l'apicoltura locale e produrre miele, anche questo
    tra i prodotti venduti dall'azienda Le Piane.

    Il futuro del Gat Scansano

    Sono già due le ulteriori
    imprese agricole che stanno per nascere vicino a Le Piane: si tratta delle
    aziende Le Ginestraie e Selva piana che stanno per nascere (è in corso
    l'ultimazione della raccolta quote). Non è casuale la scelta di questi due
    poderi. «L'idea di ampliare il Gat Scansano è nata dalla grande richiesta da
    parte di altre persone con progetti simili al nostro - spiega Emanuele
    Carissimi - e per rispondere a questo abbiamo pensato che dare vita a due
    aziende oltre alla nostra che fossero limitrofe potesse sposare ancora meglio
    il concetto di permacultura». Terreni limitrofi significa infatti in parte
    continuare sul progetto de Le Piane, ma soprattutto abbattere costi come quello
    dell'acquisto di nuovi mezzi agricoli potendo già utilizzare quelli presenti, o
    viceversa far diminuire il costo di eventuali nuovi investimenti che saranno
    fatti, come per esempio la realizzazione di un laboratorio di trasformazione
    della frutta e della verdura. La raccolta soci è ancora aperta e sul sito www.gatscansano.it si potranno avanzare
    candidature. Tra giugno e settembre saranno organizzati anche dei corsi per
    “aspiranti Gattisti”, come vengono chiamati da Carissimi, al fine di avvicinare
    al tipo di realtà prima di decidere sull'acquisto di quote.

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