Il consumatore moderno non è più disposto ad acquistare un prodotto senza garanzie, soprattutto quando si tratta di carne. Certificare il benessere animale, la biosicurezza e il rispetto dell’ambiente negli allevamenti è fondamentale. L’impegno dell’azienda marchigiana

«Un impegno ventennale quello di Fileni nel biologico che non ha mai smesso di credere in un metodo di allevamento in grado di offrire un prodotto migliore ma anche e soprattutto capace di rispettare e migliorare l’ambiente e il benessere dei propri animali» così Massimo Fileni, membro del consiglio di amministrazione Fileni, presenta la filiera bio di Fileni.

Una filiera organizzata nei minimi particolari che, oltre ai disciplinari di produzione obbligati dalle normative vigenti, segue un rigido manuale interno. Tutti i dettagli raccontati dagli esperti Maurizio Riginelli, responsabile settore agricoltura, Roberto Falconi, tecnico di allevamento, e Ilaria Mearelli, responsabile qualità per la filiera, i tre volti dello spot pubblicitario Fileni Bio.

Tutte le tappe della filiera

«Fileni Bio nasce come brand a sé stante solo nel 2014, ma negli anni precedenti abbiamo potuto affinare la nostra esperienza attraverso la partecipazione al consorzio Almaverde Bio per il quale siamo stati a lungo soci. La filiera Fileni Bio – spiega Massimo Fileni – comprende numerosi passaggi:

• Riproduttori: rappresentano il primo gradino della filiera. Il loro compito è quello di produrre uova fecondate. Per tale motivo maschi e femmine vengono allevati insieme rispettando le normali esigenze fisiologiche.

• Incubatoio: è il luogo deputato al trattamento delle uova per far nascere i pulcini. Dispone di camere di incubazione e di schiusa delle uova e di vari locali dove si svolgono le varie operazioni che precedono e seguono la nascita.

• Mangimificio: nel mangimificio di Jesi vengono preparati gli alimenti per assicurare il giusto apporto di costituenti per un sano sviluppo degli animali. I mangimi sono ottenuti da materie prime biologiche, no ogm e senza utilizzo di prodotti di sintesi. Fileni sottopone le materie prime e i prodotti finiti a un rigoroso programma di analisi multiresiduali per escludere la presenza di sostanze chimiche non ammesse dal disciplinare del biologico. Un aspetto al quale teniamo particolarmente – continua Massimo Fileni – è quello delle materie prime: negli ultimi anni, infatti, abbiamo esteso la nostra filiera anche in campo agricolo, iniziando a coltivare direttamente i cereali e i legumi che occorrono per i nostri mangimi. Grazie all’utilizzo di contratti di coltivazione, la nostra capacità di controllo arriva fino ai campi e al momento della semina: in questo modo conosciamo e siamo certi della qualità del nostro mangime un anno prima di somministrarlo agli animali.

• Centri di allevamento: i polli, che vengono allevati per almeno 81 giorni, sono liberi di razzolare su ampi terreni biologici. Per questo si mantengono sani e attivi per tutto il ciclo della loro vita.

• Trasformazione e confezionamento: al fine evitare ogni possibile contaminazione, i prodotti biologici vengono lavorati nello stabilimento di Castelplanio (An), dedicato esclusivamente a questa tipologia di produzione. Il personale, appositamente formato, utilizza una coltelleria dedicata esclusivamente alle produzioni biologiche. Inoltre, per mantenere i più alti standard qualitativi, le produzioni e tutti i semilavorati sono sottoposti a controlli periodici a campione per escludere eventuali contaminazioni. Tutte le produzioni sono suddivise in lotti tenendo separati gli allevamenti e le diverse giornate di lavorazione».

Fileni
Massimo Fileni

I prodotti lavorati nell’ambito della filiera

«I principali prodotti che vengono lavorati nell’ambito della nostra filiera – precisa Massimo Fileni – sono la carne di pollo e di tacchino. Tuttavia, essendo la nostra una filiera particolarmente articolata, lavoriamo anche le materie prime che occorrono alla realizzazione dei mangimi. Nel caso del biologico, parliamo principalmente di mais, grano, sorgo, favino bianco, pisello proteico e soia».

«Queste – puntualizza Maurizio Riginelli – sono derrate che vengono coltivate sui terreni di proprietà Fileni e in aziende esterne con contratti di coltivazione, il che ci consente di controllarle e analizzarle sin dalla semina».

I disciplinari di produzione

«Esistono diversi disciplinari di produzione – risponde Massimo Fileni – imposti da normativa e da filiere particolari ma in aggiunta abbiamo un manuale tecnico interno dove abbiamo ampliato e approfondito tematiche tecniche e gestionali atte a garantire approfondimento su biosicurezza e benessere animale».

«Per quanto riguarda il disciplinare bio – sottolinea Roberto Falconi – dobbiamo seguire regole abbastanza restrittive:

• bassa densità all’interno dei capannoni;

• garanzia di accesso ad ampi spazi esterni;

• rispetto del ciclo naturale giorno/notte;

• limitata estensione dei capannoni con gruppi di animali poco numerosi;

• età di macellazione doppia rispetto al convenzionale».

«Inoltre – aggiunge Falconi – per quanto riguarda la gestione del benessere animale ci basiamo sulle indicazioni del disciplinare che determina le caratteristiche dell’aria e parametri quali umidità, temperatura, ecc…Parlando di medicinali invece, il nostro must è l’”antibiotic free”, che applichiamo con successo sia nel bio che nel convenzionale, seppure il disciplinare consenta l’uso di una cura farmacologica a ciclo (previsto dalla normativa del benessere animale) con tempi di sospensione raddoppiati. A oggi abbiamo ottenuto ottimi risultati. Infine per la disinfezione e la pulizia dei capannoni possiamo usare solo l’ipoclorito e poco altro, per la pulizia delle acque, acqua ossigenata ma senza sequestranti/nitrati argento. Anche i fitofarmaci devono essere approvati dalla normativa bio. Il manuale tecnico interno che abbiamo creato noi invece ha l’obiettivo di uniformare il lavoro e garantire una modalità di approccio univoca, tranquillità, serietà gestionale e consapevolezza interna elevata».

Fileni
Roberto Falconi

Tecnologia, agricoltura e zootecnia di precisione

«Il disciplinare di produzione del biologico – risponde Massimo Fileni – non fa specifico riferimento all’agricoltura di precisione, tuttavia noi di Fileni la utilizziamo ogni giorno, convinti come siamo che unire tecnologia e tradizione sia la strada vincente. Per quanto riguarda la zootecnia, la tecnologia ci consente di tenere sempre sotto controllo la salubrità dell’aria all’interno degli allevamenti, attraverso un complesso sistema di sonde e sensori che rilevano decine di dati in tempo reale e che adattano di conseguenza i parametri».

«Oltre alle telecamere e alla possibilità di avere un controllo remoto – precisa Falconi –, siamo in grado di archiviare tutti i dati giorno per giorno con frequenza elevata. Abbiamo così l’accessibilità in continuo dei dati e la possibilità di riparametrare in base a quello che vediamo e che osserviamo».

«Nei terreni – puntualizza Riginelli – effettuiamo analisi di precisione per conoscere il livello di sostanza organica. L’anno scorso abbiamo iniziato a fare la mappatura dei terreni. Abbiamo effettuato una scansione, con apposita attrezzatura, per analizzare la tessitura, la porosità, la capillarità, ecc.. In seguito, abbiamo fatto sovrapporre a questa mappa un’analisi del terreno come sostanza organica e sviluppato delle mappe di prescrizione. Molti degli imprenditori che collaborano con noi hanno scelto di applicare sulle trebbie un sistema di rilevazione (software) al fine di rilevare zona per zona il livello di produzione e le mancate rese.

In questo modo – conclude Riginelli – riusciamo a distribuire nell’annata successiva le corrette quantità di seme e di concime organico bio nelle diverse zone. Questo è molto importante per evitare sprechi e ottimizzare gli apporti».

Gli accordi che Fileni sigla con le aziende

«Per quanto riguarda gli allevamenti – spiega Massimo Fileni – moltissimi sono gestiti con contratti di soccida il che ci consente di avere a che fare con piccole aziende agricole gestite – spesso a carattere famigliare – con grande passione e competenza da parte dei singoli allevatori».

«L’allevatore – approfondisce Falconi – è di fatto un imprenditore, proprietario delle strutture e responsabile per l’animale, impiega il proprio lavoro in azienda e provvede alle spese di riscaldamento, energia elettrica, gas, mezzi e personale. Fileni è invece proprietaria dei pulcini e fornisce assistenza tecnico veterinaria. Fornisce mangime, garanzia del ritiro ed eventuali altre spese per farmaci e fitofarmaci».

«Per quanto riguarda la parte agricola – spiega Riginelli – il nostro modello produttivo è basato principalmente sull’utilizzo di contratti di coltivazione. Tali contratti, dedicati ad aziende bio che nel loro piano colturale prevedono grano tenero, pisello, sorgo, mais, favino o soia, riconoscono un prezzo minimo garantito che copre i costi di produzione. I contratti non definiscono la quantità di merce da ritirare ma gli appezzamenti dedicati alla produzione degli alimenti per i nostri animali. Conosciamo e controlliamo direttamente l’origine, sin dalla semina, delle derrate alla base dei nostri mangimi e ci accertiamo che non solo siano sani per gli animali, ma anche benefici per il territorio, per chi ci vive, per chi ci lavora e – più in generale – per l’ambiente. Quello che instauriamo con le aziende non è un puro rapporto commerciale ma un percorso che crea valore».

Maurizio Riginelli

Le competenze dei tecnici che lavorano nella filiera

«Devono innanzitutto conoscere etologia e caratteristiche biologiche dell’animale allevato – risponde Fileni – conoscere le tecniche di allevamento e conseguentemente le strutture dove vengono allevati gli animali, le normative su biosicurezza e benessere animale, i disciplinari di produzioni, gli obiettivi zootecnici e il potenziale genetico degli animali, le centraline di controllo e i parametri di interesse, oltre ovviamente a tutto quel contorno gestionale ed esperienziale che fa parte del corredo di ognuno di noi e che dobbiamo saper trasferire come competenza».

Il sistema dei controlli

«Oltre ai consueti controlli di legge, ai quali veniamo costantemente sottoposti dalle Asl – spiega Ilaria Mearelli – il controllo principale sul nostro operato in fatto di biologico è demandato a un certificatore esterno (nel nostro caso il Ccpb di Bologna) che si occupa di verificare e garantire che le nostre attività siano conformi a quanto stabilito dal disciplinare del biologico. In aggiunta a questo, va ricordato che abbiamo un rigoroso piano di autocontrollo interno che parte dai terreni di coltivazione dalle derrate necessarie alla produzione dei mangimi e arriva fino al prodotto finito. Nello specifico:

• Sui terreni e sulle derrate alimentari viene effettuato un approfondito programma di analisi multiresiduali, in grado di individuare oltre 300 molecole. Questo ci consente un controllo scrupoloso sulla conformità delle materie prime usate per il mangime.

• Negli allevamenti, tecnici e veterinari lavorano fianco a fianco per garantire il benessere animale e l’applicazione di tutte le norme di autodisciplina e biosicurezza di cui l’azienda si è dotata per garantire il massimo della qualità.

Nei laboratori interni vengono controllati i prodotti finiti, per garantire il rispetto di tutti gli standard qualitativi che impone la legge».

Ilaria Mearelli

Il riscontro da parte del consumatore

«Rispetto agli anni scorsi – precisa Massimo Fileni – il riscontro è sempre più entusiastico: da un lato perché il brand Fileni Bio è sempre più conosciuto e si sta affermando come il leader di mercato, dall’altro perché la sensibilità verso i temi ambientali ed etici sta finalmente prendendo piede in tutta la popolazione. Per noi, che crediamo fortemente in questo progetto e nei valori che veicola, è una grande soddisfazione sapere che i consumatori riconoscono il nostro impegno».

Fileni Bio, qualità senza compromessi - Ultima modifica: 2019-09-24T11:39:01+02:00 da Mary Mattiaccio

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