Insetti del ciliegio, Drosophyla suzukii è la più impegnativa

Adulti di mosca delle ciliegie in accoppiamento
Il moscerino Drosophyla suzukii, arrivato in Italia solo nel 2009, si è velocemente esteso a tutte le aree coltivate a ciliegio anche nel Sud sostituendosi alla mosca del ciliegio (Rhagoletis cerasi) nella posizione di insetto chiave di questa coltura, facendo crescere la necessità di una difesa efficace. Le tecniche di monitoraggio e la strategia di intervento

Drosophyla suzukii, l'avanzata sul ciliegio è inarrestabile.

Fino a pochi anni la mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi) era l’insetto chiave del ciliegio e, nonostante l’eliminazione di diversi insetticidi “penetranti”, il suo controllo integrato non presentava particolari difficoltà.

Purtroppo, anche nel Sud Italia, alla mosca si è aggiunto il moscerino Drosophyla suzukii che ha la cattiva abitudine di preferire i frutti prossimi alla maturazione per ovideporre, con seri problemi per il rispetto dei tempi di carenza e per il rischio di avere frutti apparentemente integri ma infestati, i quali possono compromettere intere partite in fase di commercializzazione.

 

 

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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Il monitoraggio della mosca…

Il monitoraggio della mosca delle ciliegie con le apposite trappole attrattive è alla base di un razionale programma di difesa. Il monitoraggio va iniziato prima del raggiungimento della fase suscettibile dei frutti (preinvaiatura).

Sono disponibili trappole di tipo diverso per il monitoraggio: dalle cromotropiche gialle a quelle innescate con un attrattivo alimentare, anche se le più utilizzate prevedono l’uso di entrambi i sistemi. Si ricorda che le trappole, più che a valutare la densità di popolazione, servono a individuare precocemente i primi voli degli adulti per decidere eventuali trattamenti di copertura se lo stadio fenologico dei frutti è suscettibile (da pre-invaiatura a maturazione).

Adulti di D. suzukii. Da notare il robusto ovopositore seghettato delle femmine (individui senza macchie sulle ali) e le tipiche le macchie nere alle punte delle ali dei maschi

Alle prime catture degli adulti, quindi, occorrerà valutare se trattare scegliendo il prodotto in funzione del tempo di carenza e della strategia di controllo che si intende adottare. Per la lotta adulticida si ricorrerà alla somministrazione di esche proteiche attivate con un estere fosforico (fosmet) da applicare alla prima comparsa degli adulti sulle fasce più soleggiate della chioma, a filari alterni. I trattamenti andranno ripetuti a intervalli regolari o dopo una pioggia dilavante e interrotti prima della raccolta in funzione del periodo di carenza dell’insetticida utilizzato per attivare l’esca.

Anche l’etofenprox (7 giorni di carenza) ha un’azione prevalentemente adulticida e deve essere adoperato con criteri preventivi, per mantenere bassa la popolazione degli adulti. Per la lotta biologica è disponibile anche l’esca già pronta attivata con spinosad.

Se si opta per la lotta prevalentemente contro le larve, i trattamenti andranno effettuati a partire dalla fase di pre-invaiatura (inizio della fase di suscettibilità dei frutti) con l’unico neonicotinoide ancora utilizzabile (acetamiprid a sistemia ascendente, con 14 giorni di carenza), fosmet (citotropico con 14 giorni di carenza).

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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…e del moscerino

Come accennato sopra il polifago moscerino Drosophyla suzukii, parente stretto del comune moscerino dell’aceto (D. melanogaster), va necessariamente monitorato perché la femmina è dotata di un robusto ovopositore seghettato che le consente di lacerare la superfice dei frutti maturi nei quali inserisce le uova.

Sono disponibili in commercio efficaci trappole attrattive per rilevare precocemente la presenza di questo insetto ma il monitoraggio non è semplice, perché le stesse trappole possono attrarre altre specie di Drosophyla non fitofaghe la cui distinzione richiede l’osservazione a forte ingrandimento e un occhio esperto.

Accertata la presenza di D. suzukii, si dovranno difendere i frutti a partire dalla preinvaiatura con i prodotti larvicidi (quindi dotati di sistemia o buona citotropicità) citati per combattere la mosca delle ciliegie o con prodotti di contatto con basso periodo di carenza come la deltametrina. Di recente, ai prodotti citati si è aggiunto lo spinetoram, specificamente registrato su ciliegio contro la Drosophila suzukii con solo tre giorni di carenza.

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Insetti del ciliegio, Drosophyla suzukii è la più impegnativa - Ultima modifica: 2021-05-24T08:42:54+02:00 da K4

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