Il mercato cinese apre all’importazione di carne bovina italiana

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Lo sblocco, arrivato dopo 16 anni, riguarda per ora gli alimenti per animali. Seguirà quello per le carni bovine destinate al consumo umano.

Era dal 2001 che il mercato cinese era chiuso all’importazione di carne bovina dall’Italia a seguito dei divieti sanitari imposti dalle autorità veterinarie cinese.

La rimozione del bando cinese per le carni italiane è avvenuto a Pechino il 18 dicembre con la firma di un accordo sottoscritto dal Direttore generale della sanità animale e farmaci veterinari, Silvio Borrello e con il quale è stato approvato l'elenco degli stabilimenti italiani del pet food autorizzati all'export. A questo primo passo di sblocco, raggiunto a conclusione dei lavori del Comitato governativo Italia-Cina, che riguarda quindi gli alimenti per animali, seguirà quello per le carni bovine destinate al consumo umano.

La Cina ha infatti confermato che, a seguito degli esiti favorevoli delle verifiche svolte in Italia a settembre, Autorità cinesi e il Ministero dell’Agricoltura procederanno presto a ufficializzare la rimozione dei bandi per l’Encefalopatia Spongiforme Bovina (Bse) e per il virus di Schmallenberg.

Nel settembre scorso una delegazione di esperti cinesi aveva compiuto una visita ispettiva in Italia per verificare le garanzie sanitarie offerte dal sistema produttivo italiano. Il bando sul seme bovino italiano per il virus di Schmallenberg era stato imposto nel 2012.

A seguito di questo sviluppo le Autorità dei due Paesi potranno concordare un protocollo sui requisiti sanitari per l’esportazione verso la Cina di carne disossata di bovini con meno di 30 mesi.

Questo risultato così importante per il nostro sistema produttivo è frutto dell'eccellente lavoro di squadra tra il ministero della Salute e l'Ambasciata a Pechino.

«Con l’aumento record del 17% delle esportazioni agroalimentari italiane in Cina del 2017 è positiva la decisione del governo di Pechino di rimuovere dopo 16 anni il bando sulla carne bovina tricolore, assicurando nuove opportunità agli allevamenti made in Italy» è stato il commento di Coldiretti. «Il via libera è una buona notizia per le stalle tricolori dove si producono carni più sane, perché magre, non trattate con ormoni (a differenza di quelle americane) e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali».

«Un risultato importante – ha commentato la presidente della Federazione nazionale di prodotto allevamenti bovini di Confagricoltura Elide Stancari – ottenuto innanzi tutto per l’impegno degli operatori della filiera che hanno messo a disposizione degli ispettori le loro aziende e stabilimenti ed anche grazie al lavoro del nostro governo e della nostra Ambasciata a Pechino, che apre interessanti prospettive per il settore bovino. Il risultato odierno è la riprova della qualità e della salubrità delle nostre carni e dell’alto standard di produzione dell’allevamento italiano».

Il presidente della Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, ha definito «positiva la decisione del governo di Pechino di rimuovere il bando sulla carne bovina italiana, aprendo a nuove possibilità di mercato per i nostri allevamenti. Adesso è importante che vengano rispettate le regola dalle Autorità cinesi».

E’ quanto dopo l'annuncio dato dal Ministero dell'Agricoltura cinese e dall'Amministrazione per il Controllo della Qualità, l'Ispezione e la Quarantena (AQSIQ)  Il via libera riguarderà la carne disossata di bovini con meno di 30 mesi.

 

 

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