Apicoltura, «Con le arnie biologiche ci vuole passione»

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Flaminia Raggi
L'esperienza della ventottenne Flaminia Raggi che per incrementare la sostenibilità economica della sua azienda in provincia di Roma ha puntato su diversificazione e multifunzionalità

Alle pendici del monte Soratte (Rm) la società agricola “Apicoltura Monte Soratte” gestita dalla famiglia Raggi, composta da Gianni, Elisabetta e le figlie Flaminia e Flavia, si dedica da undici anni all'apicoltura biologica. L’azienda, gestita dal 2009 dalla signora Elisabetta, due anni fa ha cambiato titolare e la conduzione è passata alla nuova generazione.

La ventottenne Flaminia Raggi, prese in mano le redini, ha deciso di aumentare la produzione e puntare sulla diversificazione e multifunzionalità con l’obiettivo di incrementare la sostenibilità economica aziendale. Oltre alla già avviata produzione di miele e pappa reale, oggi l’azienda produce anche polline fresco e zafferano biologico.

 

 

Apicoltura, in due anni raddoppiate le arnie

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Sono 230 le arnie gestite dall'azienda agricola Apicoltura Monte Soratte.

«Con il mio ingresso in azienda – dichiara Flaminia – abbiamo più che raddoppiato le nostre famiglie di api. Fino a qualche anno fa allevavamo circa 100 famiglie, oggi siamo arrivati a 230 arnie e cinquanta sciami (famiglie più piccole). Controlliamo le nostre famiglie di api una ad una ogni sei/sette giorni. Per noi è fondamentale garantire il benessere delle api e dell’ambiente».

Flaminia in azienda si occupa principalmente della produzione di pappa reale, dell’allevamento delle api regine, del controllo, gestione e organizzazione degli apiari, della commercializzazione di tutti i prodotti aziendali e della parte amministrativa.

La passione per le api e l'apicoltura, racconta la giovane anghina Flaminia, «E’ cresciuta insieme a me. Volevo diventare apicoltrice fin da piccola. Vedendo lavorare i miei genitori e l’amore che mettevano nell'allevare questi piccoli utilissimi insetti, giorno dopo giorno la mia curiosità è diventata progettualità. Ho frequentato corsi sulla pappa reale, sull'allevamento delle api regine e sulle nuove tecniche apistiche. Dopo aver portato a termine anche un corso da imprenditore agricolo professionale, nel 2018 ho deciso di occuparmi dell’azienda a tempo pieno. E’ un grande sacrificio, a volte le condizioni climatiche sfavorevoli rendono la stagione poco produttiva. Ma le soddisfazioni alla fine prevalgono».

Qualità tracciata

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L’intero procedimento, dalla messa in posa dei melari alla raccolta degli stessi, fino all’invasettamento, avviene nel laboratorio aziendale.

Tutte le varie fasi della filiera produttiva e di processo vengono controllate direttamente in azienda. L’intero procedimento, dalla messa in posa dei melari alla raccolta degli stessi, fino all'invasettamento, avviene nel laboratorio aziendale certificato Icea e autorizzato dalla Asl che garantisce la qualità, genuinità e tracciabilità dei prodotti.

«Il procedimento – afferma Flaminia – è molto rigoroso. Dall'apiario si raccolgono i melari che vengono poi portati in laboratorio dove inizia il processo della smielatura. La prima fase è il disopercolamento dei telaini, che consiste nel togliere quella parte di cera che le api producono per sigillare il miele nelle celle quando lo ritengono maturo. I telaini vengono poi inseriti nello smielatore che sfruttando la forza centrifuga consente l’estrazione del miele, il quale viene filtrato e lasciato decantare nei maturatori finché non vengono a galla cera e piccole impurità. Infine il miele viene messo in vasetti sterilizzati ed etichettati. Per diversificare il miele millefiori e avere così varie tipologie con differenti prevalenze di nettare, dal castagno al tiglio alla rosa canina, facciamo varie smielature. La vendita è diretta in azienda, presso il nostro laboratorio».

La difesa delle api

Per la difesa dalla varroa si effettua un blocco di covata, ovvero si blocca la regina per circa 24 giorni in modo che tutte le api nascano e la varroa non riesca a riprodursi.

Allevare le api e produrre il miele attraverso il metodo biologico non è stata una scelta per convenzione, spiega Flaminia, ma «Per convinzione. Il nostro mantra è mettere in campo le migliori tecniche apistiche per rispettare il benessere degli animali e dell’ambiente. I nostri apiari sono immersi nel verde, lontani da fonti d’inquinamento e da colture intensive oltre che dai centri abitati. Abbiamo deciso di lavorare nel rispetto della natura e delle nostre api. I nostri prodotti provengono da terreni sani, non sfruttati né chimicamente alterati. Il nostro miele, la pappa reale e il polline provengono da piante e fiori sani».

L’azienda non utilizza alcun prodotto chimico per combattere le malattie delle api. «Certamente l’allevamento biologico richiede molta costanza nel lavoro – incalza Flaminia – specialmente per quanto riguarda la difesa. Faccio un esempio. Nell'allevamento convenzionale per la cura delle api contro la varroa (la zecca delle api) è molto utilizzato un antiparassitario appartenente al gruppo delle formamidine, la cui distribuzione nell'alveare avviene per contatto attraverso l’inserimento per alcuni giorni di due strisce pregne del principio attivo nell'arnia. Per il biologico è differente. Per impedire l’attacco parassitario si effettua un blocco di covata, ovvero si blocca la regina per circa 24 giorni in modo che tutte le api nascano e la varroa non riesca a riprodursi, dopo questi giorni si sblocca la regina e viene applicato l’acido ossalico considerato un principio attivo naturale».

Apicoltura, tra diversificazione e multifunzionalità

«Il miele è un prodotto straordinario e in questi anni ho pensato a come poterlo utilizzare oltre al consumo alimentare. Così, partendo dalle note proprietà del miele ho avviato un progetto imprenditoriale rivolto al mondo della cosmesi. A tal riguardo – spiega Flaminia – ho realizzato una linea di prodotti naturali ricchi dei principi benefici propri del miele e della pappa reale. Per due anni abbiamo studiato le formule più adatte, grazie anche al supporto di un chimico presente nella nostra azienda. E’ stata una sfida. Il risultato è molto soddisfacente attraverso questa nuova attività oggi riesco a incrementare la sostenibilità economica dell’azienda».

Le idee e le nuove spinte imprenditoriali di Flaminia non finiscono qui. Dallo scorso anno Flaminia collabora con progetti di apiterapia e di didattica per l’infanzia con l’intento di diffondere la cultura multidisciplinare del mondo apistico e spronare azioni di tutela verso le api, puntando sull'acquisizione di saperi ambientali, agro-alimentari e socio-culturali. «Le api – incalza Flaminia – sono importanti per il mantenimento della biodiversità e conservazione della natura; impollinano circa il 60% della vegetazione. Da qualche anno ci stiamo specializzando nella salvaguardia dell'ape ligustica in rischio di estinzione».

L’azienda sta progettando inoltre iniziative per il reinserimento occupazionale dei detenuti attraverso corsi formativi e attività pratiche, in aggiunta all'avvio di corsi per apicoltori.

Verso un migliaio di arnie e l'impiego di nuove tecnologie

«L’emergenza sanitaria ha rallentato la partenza di alcuni progetti – afferma Flaminia – ma stiamo lavorando per riuscire a concretizzarli quanto prima. Durante il lockdown, per non fermare le attività aziendali e mitigare il blocco delle vendite, ci siamo organizzati con le consegne a domicilio nel rispetto delle misure di sicurezza. Siamo un’azienda in continua evoluzione, in futuro c’è l’intenzione di arrivare ad avere almeno un migliaio di arnie, mettendo in campo le nuove tecnologie digitali utili per velocizzare il lavoro».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apicoltura, «Con le arnie biologiche ci vuole passione» - Ultima modifica: 2020-08-04T16:22:09+02:00 da Laura Saggio

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