Farm to fork, rivoluzione per l’agroalimentare

Farm to Fork
Sistemi alimentari sostenibili, salute ed eticità. Finita l’era di agrofarmaci, azoto e fosforo. La Commissione europea cambia la propria strategia

Il 20 maggio 2020, la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione dal titolo “Una strategia 'Dal produttore al consumatore' per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente”, nota anche con la dizione inglese “A Farm to Fork Strategy”.

 

 

Articolo in primo piano di Terra e Vita n. 18

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È una rivoluzione per il sistema agroalimentare, non è un documento di facciata.

Questa Comunicazione è la base per tutte le politiche del futuro sull’agricoltura, sulla

Angelo Frascarelli, Università di Perugia e membro del Comitato scientifico di Terra e Vita

trasformazione, sulla distribuzione e sul consumo alimentare. L’obiettivo è costruire una filiera alimentare che funziona per i consumatori, i produttori, il clima e l’ambiente, con un forte orientamento alla sostenibilità ambientale.

Molti saranno contrari a questa impostazione, soprattutto i settori “bocciati” da questa strategia: agrofarmaci, fertilizzanti di sintesi, allevamenti intensivi, carni rosse, zuccheri, antibiotici, imballaggi, ecc. (tab. 1).

tab. 1 Settori e contenuti, bocciati e promossi
Bocciati Promossi
  • Agrofarmaci
  • Azoto
  • Fosforo
  • Allevamenti zootecnici
  • Antimicrobici e antibiotici
  • Medicinali
  • Imballaggi
  • Carni rosse
  • Zuccheri
  • Sale
  • Grassi
  • Obesità
  • Sprechi alimentari
  • Filiere lunghe
  • Sfruttamento del lavoro
  • Bassa remunerazione
    dei prodotti agricoli
  • Sequestro di carbonio nel suolo
  • Energia rinnovabile: biogas, fotovoltaico
  • Biofertilizzanti e bioraffinerie
  • Benessere degli animali
  • Agricoltura biologica
  • Sicurezza sementiera e diversità delle sementi
  • Bioeconomia circolare
  • Difesa integrata (rotazioni, diserbo meccanico)
  • Agricoltura di precisione e digitale
  • Cereali integrali
  • Frutta e verdura
  • Legumi
  • Frutta secca
  • Etichettatura nutrizionale
  • Obbligo delle indicazioni di origine o di provenienza
  • Filiere corte
  • Sicurezza sul lavoro
  • Commercio equo

Gli europei attribuiscono un grande valore alla sostenibilità alimentare. A tal fine, la strategia “A Farm to Fork” e le azioni conseguenti (tab. 2) costituiscono un’opportunità per migliorare gli stili di vita, la salute e l’ambiente.

L’agricoltura e l’agroalimentare dovranno cambiare radicalmente e si prospettano grandi convenienze per l’Italia, che già gode di una grande reputazione per il suo sistema agricolo-alimentare.

Regime agroalimentare sostenibile, sano, sociale, etico

La scelta di regimi alimentari sani e sostenibili andrà a vantaggio della salute e della qualità della vita dei consumatori e ridurrà i costi sanitari per la società.

Le parole chiave del cibo sono: sostenibile, sano, sociale, etico.

Già, oggi, le persone prestano un’attenzione sempre maggiore alle questioni ambientali, sanitarie, sociali ed etiche e, ora più che mai, ricercano valore negli alimenti. Proprio nel momento in cui le società diventano più urbanizzate, le persone vogliono sentirsi più “vicine” agli alimenti che consumano, vogliono che siano freschi e meno lavorati e che provengano da fonti sostenibili.

Infatti, le richieste di filiere più corte si sono intensificate durante la pandemia Covid 19.

Sostenibile

L’Ue si propone di ridurre l’impronta ambientale e climatica del suo sistema alimentare e rafforzarne la resilienza, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare di fronte ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, guidare la transizione globale verso la sostenibilità competitiva dal produttore al consumatore e sfruttare le nuove opportunità.

Questo significa:

  • fare in modo che la filiera alimentare, che abbraccia la produzione, il trasporto, la distribuzione, la commercializzazione e il consumo di prodotti alimentari, abbia un impatto ambientale neutro o positivo;
  • proteggere i terreni, il suolo, l’acqua, l’aria, la salute delle piante e la salute e il benessere degli animali e invertire la perdita di biodiversità.

In altre parole, l’agroalimentare deve competere con la sostenibilità, non con i prezzi bassi.

Sano

L’’Ue mira a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, la nutrizione e la salute pubblica, assicurandosi che tutti abbiano accesso ad alimenti nutrienti e sostenibili in quantità sufficienti che rispettino standard elevati in materia di sicurezza e qualità.

In altre parole, gli alimenti devono essere disponibili a tutti in quantità e qualità.

Il benessere degli animali crescerà in modo esponenziale, perché entra nel concetto qualità, salute e preferenze dei consumatori. Le riluttanze degli allevatori sul benessere degli animali saranno sconfitte dalle pressioni dei cittadini nei confronti della politica e dalle scelte dei consumatori.

Sociale ed etico

L’Ue vuole preservare l’accessibilità economica degli alimenti a tutti i consumatori, ma ciò non vuol dire un cibo a prezzi bassissimi.

Occorre garantire rendimenti economici più equi nella catena di approvvigionamento e promuovere il commercio equo; in altre parole, la catena del valore dovrà mostrare con chiarezza la remunerazione nei vari stadi della filiera. Questa è una grande opportunità per gli agricoltori, che sono i soggetti più deboli della filiera e potranno avvantaggiarsi di una maggiore trasparenza ed equità.

Contestualmente, i lavoratori della filiera dovranno avere adeguate garanzie in tema di salute e sicurezza sul lavoro.

Per gli agricoltori

La Commissione europea afferma che i produttori primari sono ancora svantaggiati in termini di reddito. Un sistema alimentare sostenibile dovrà conseguire gli obiettivi climatici e ambientali e nel contempo incrementare il reddito dei produttori primari.

In sintesi, la strategia “A Farm to Fork” porterà a migliorare il reddito degli agricoltori e ad aumentare la sostenibilità della produzione agricola. Ciò implica un grande cambiamento, secondo la Commissione europea:

  • impellente necessità di ridurre la dipendenza da agrofarmaci e antimicrobici;
  • ridurre il ricorso eccessivo ai fertilizzanti;
  • potenziare l’agricoltura biologica;
  • migliorare il benessere degli animali;
  • invertire la perdita di biodiversità.

Gli agricoltori devono trasformare i loro metodi di produzione e sfruttare al meglio le soluzioni basate sulla natura, sulle tecnologie, sul digitale e sullo spazio per conseguire migliori risultati climatici e ambientali, aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e ridurre e ottimizzare l’uso di fattori di produzione (ad esempio agrofarmaci e fertilizzanti).

In altre parole, la sostenibilità deve essere raggiunta con la tecnologia, non con un ritorno all’agricoltura del passato.

Nuovi modelli di business verde

La Commissione Ue prefigura nuovi modelli di business verde.

Un esempio di nuovo modello di business verde è il sequestro del carbonio da parte di agricoltori e silvicoltori. Le pratiche agricole che eliminano la CO2 dall’atmosfera contribuiscono all’obiettivo della neutralità climatica e – dice la Commissione Ue –dovrebbero essere ricompensate attraverso la Pac o altre iniziative pubbliche o private (mercato del carbonio).

Ci sarà una nuova iniziativa dell’Ue per il sequestro del carbonio nei suoli agrari (carbon farming); questo nuovo modello di business offre agli agricoltori una nuova fonte di reddito. Come annunciato nel piano d’azione per l’economia circolare (CEAP), la Commissione elaborerà un quadro normativo per la certificazione degli assorbimenti di carbonio basato su una contabilizzazione del carbonio.

La bioeconomia circolare presenta ancora un potenziale largamente non sfruttato per gli agricoltori. Ad esempio, le bioraffinerie avanzate che producono biofertilizzanti, mangimi proteici, bioenergia e sostanze biochimiche offrono opportunità per la transizione verso un’economia europea a impatto climatico zero e la creazione di nuovi posti di lavoro nella produzione primaria.

Gli agricoltori dovrebbero sfruttare le possibilità di ridurre le emissioni di metano provenienti dall’allevamento del bestiame, sviluppando la produzione di energia rinnovabile e investendo in digestori anaerobici per la produzione di biogas da rifiuti e residui agricoli, come il letame. Le aziende agricole sono inoltre potenzialmente in grado di produrre biogas da altre fonti di rifiuti e residui, come l’industria alimentare e delle bevande, le acque nere, le acque reflue e i rifiuti urbani.

Per la prima volta, l’Unione europea attribuisce un ruolo importante alla digestione anaerobica per la produzione di biogas e al fotovoltaico. Dice la Commissione europea: le case rurali e i capannoni sono spesso ideali per il collocamento di pannelli solari e i futuri piani strategici della Pac dovrebbero dare priorità a investimenti di questo tipo.

Agrofarmaci

Gli agrofarmaci sono i veri sconfitti della strategia “A Farm to Fork”. L’uso di prodotti chimici in agricoltura – dice la Commissione – contribuisce all’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria, nonché alla perdita di biodiversità, e può danneggiare piante, insetti, uccelli, mammiferi e anfibi non bersaglio. La Commissione intraprenderà azioni per ridurre, entro il 2030, l’uso e il rischio complessivi degli agrofarmac del 50%.

Per preparare la strada alle alternative e mantenere i redditi degli agricoltori, la Commissione adotterà una serie di misure:

  • revisione della direttiva sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi;
  • rafforzamento delle disposizioni in materia di difesa integrata;
  • promozione di un maggiore utilizzo di metodi alternativi sicuri per proteggere i raccolti da organismi nocivi e malattie.

La difesa integrata incoraggerà l’uso di tecniche di controllo alternative, quali la rotazione delle colture e il diserbo meccanico, e sarà uno dei principali strumenti per ridurre l’uso dei pesticidi chimici. Tali pratiche saranno sostenute nell’ambito della Pac. La Commissione agevolerà, inoltre, l’immissione sul mercato di agrofarmaci contenenti sostanze attive biologiche, rafforzerà la valutazione del rischio ambientale e interverrà per accorciare la durata del processo di autorizzazione degli agrofarmaci da parte degli Stati membri.

Fertilizzanti

L’eccesso di nutrienti (in particolare azoto e fosforo) nell’ambiente, dovuto a un uso eccessivo e al fatto che non tutti i nutrienti utilizzati in agricoltura sono efficacemente assorbiti dalle piante, costituisce un’altra importante causa di inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua e ha provocato la diminuzione della biodiversità nei fiumi, nei laghi, nelle zone umide e nei mari.

La Commissione interverrà per ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50% garantendo che non si verifichi un deterioramento della fertilità del suolo. Ciò porterà a una riduzione dell’uso dei fertilizzanti di almeno il 20% entro il 2030.

Zootecnia

Il settore agricolo è responsabile del 10,3% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Ue. Quasi il 70% di esse proviene dal settore dell’allevamento e consiste di gas a effetto serra diversi dalla CO2 (metano e protossido di azoto).

Per contribuire a ridurre l’impatto ambientale e climatico della produzione animale e sostenere la transizione verso un allevamento del bestiame più sostenibile, la Commissione agevolerà l’immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi, promuovendo le proteine vegetali coltivate nell’Ue e materie prime per mangimi alternativi.

La Commissione intraprenderà inoltre azioni per ridurre del 50% le vendite complessive nell’Ue di antimicrobici per gli animali da allevamento entro il 2030.

Il miglioramento del benessere degli animali si traduce nel miglioramento della salute degli animali e della qualità degli alimenti. Si tratta peraltro di un aspetto molto desiderato dai cittadini.

Agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è la vera vincitrice della strategia “A Farm to Fork”.

Il mercato degli alimenti biologici è destinato a continuare a crescere e l’agricoltura biologica deve essere promossa ulteriormente, in quanto ha effetti positivi sulla biodiversità, crea posti di lavoro e attrae giovani agricoltori, e i consumatori ne riconoscono il valore.

L’attuale quadro giuridico sostiene il passaggio a questo tipo di agricoltura, ma occorre fare di più. Oltre alle misure della Pac, quali i regimi ecologici, gli investimenti e i servizi di consulenza, la Commissione presenterà un piano d’azione sull’agricoltura biologica per stimolare la domanda e l’offerta di prodotti biologici e per garantire la fiducia dei consumatori.

La filiera agroalimentare

La strategia “A Farm to Fork” si occupa di tutta la filiera agroalimentare. Vi è la necessità di mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere alimenti sostenibili: tutti gli attori della filiera alimentare dovrebbero considerarla una loro responsabilità e un’opportunità.

I trasformatori alimentari, gli operatori dei servizi di ristorazione e i dettaglianti influenzano le scelte alimentari dei consumatori attraverso la tipologia e la composizione nutrizionale degli alimenti, le loro scelte in materia di fornitori, i loro metodi di produzione e le loro pratiche di imballaggio, trasporto e marketing.

La Commissione chiederà alle imprese del settore alimentare di impegnarsi a realizzare azioni concrete in materia di salute e sostenibilità: ridurre la propria impronta ambientale e il proprio consumo energetico, adattare le strategie di marketing per non pregiudicare la percezione del valore degli alimenti da parte dei cittadini, ridurre gli imballaggi, ecc. Ad esempio, le campagne di marketing che pubblicizzano la carne a prezzi molto bassi devono essere evitate.

Consumatori responsabili

È chiaro che la transizione non potrà avvenire senza un cambiamento nei regimi alimentari delle persone. Anche i consumatori dovranno essere più responsabili e sostenibili.

Il consumo alimentare nell’Ue è caratterizzato da molte contraddizioni:

  • 33 milioni di persone non possono permettersi un pasto di qualità ogni due giorni;
  • il 20% circa degli alimenti prodotti viene sprecato;
  • l’obesità è in aumento; oltre la metà della popolazione adulta è attualmente in sovrappeso, il che contribuisce a un’elevata prevalenza di patologie legate all’alimentazione (tra cui vari tipi di cancro) e ai relativi costi sanitari;
  • i regimi alimentari europei non sono in linea con le raccomandazioni nutrizionali.

Gli attuali modelli di consumo alimentare sono insostenibili sia dal punto di vista della salute sia dal punto di vista ambientale.

Nell’Ue l’assunzione media di energia e il consumo medio di carni rosse, zuccheri, sale e grassi continuano ad eccedere i livelli raccomandati, mentre il consumo di cereali integrali, frutta e verdura, legumi e frutta secca è insufficiente.

Obbligo dell’origine in etichetta

Un’etichettatura chiara e trasparente dei prodotti alimentari è una condizione essenziale della strategia “A Farm to Fork” e, in questo ambito, trova risposta una richiesta italiana: l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti.

Per dare ai consumatori gli strumenti necessari per compiere scelte alimentari consapevoli, sane e sostenibili, la Commissione proporrà:

  • un’etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell’imballaggio obbligatoria e armonizzata;
  • l’estensione a determinati prodotti dell’obbligo delle indicazioni di origine o di provenienza;
  • l’armonizzazione delle dichiarazioni ambientali volontarie e per la creazione di un quadro per l’etichettatura di sostenibilità.

Fornire ai consumatori chiare informazioni, che renda più semplice la scelta di regimi alimentari sani e sostenibili, andrà a vantaggio della salute e della qualità della vita e ridurrà i costi sanitari.

Con il resto del mondo

Non possiamo realizzare un cambiamento se non facciamo in modo che il resto del mondo cambi insieme a noi. La strategia “A Farm to Fork” prevede anche un’azione con i paesi terzi. Già oggi i prodotti alimentari europei costituiscono uno standard a livello globale, sinonimo di sicurezza, abbondanza, nutrimento e qualità elevata. I prodotti alimentari europei dovrebbero diventare lo standard globale anche in materia di sostenibilità.

Gli sforzi interni, volti a inasprire i requisiti di sostenibilità nel sistema alimentare dell’Ue, devono essere accompagnati da politiche che contribuiscano a innalzare gli standard a livello mondiale.

L’Ue perseguirà lo sviluppo di alleanze verdi sui sistemi alimentari sostenibili con tutti i suoi partner nel contesto di forum bilaterali, regionali e multilaterali.

tab. 2 Piano d’azione della strategia “Dal produttore al consumatore”

AZIONI Calendario indicativo N.
Proposta di quadro legislativo per sistemi alimentari sostenibili 2023 1
Sviluppo di un piano di emergenza per garantire l’approvvigionamento alimentare e la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare 4° trimestre 2021 2
Garantire la sostenibilità della produzione alimentare
Adozione di raccomandazioni per ciascuno Stato membro riguardanti i nove obiettivi specifici della politica agricola comune (Pac), prima che le proposte di piani strategici della Pac siano formalmente presentate 4° trimestre 2020 3
Proposta di revisione della direttiva sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi per ridurre significativamente l’uso dei pesticidi, i rischi ad essi legati e la dipendenza dagli stessi e migliorare la difesa integrata 1° trimestre 2022 4
Revisione dei pertinenti regolamenti di esecuzione in materia di prodotti fitosanitari per agevolare l’immissione sul mercato di prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive biologiche 4° trimestre 2021 5
Proposta di revisione del regolamento relativo alle statistiche sui pesticidi al fine di sopperire alle carenze di dati e promuovere l’elaborazione di politiche fondate su elementi concreti 2023 6
Valutazione e revisione della normativa in vigore in materia di benessere degli animali, compresa quella sul trasporto e sulla macellazione degli animali 4° trimestre 2023 7
Proposta di revisione del regolamento sugli additivi per mangimi al fine di ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento del bestiame 4° trimestre 2021 8
Proposta di revisione del regolamento relativo alla rete d’informazione contabile agricola al fine di trasformare quest’ultima in una rete d’informazione sulla sostenibilità agricola per favorire un’ampia diffusione delle pratiche agricole sostenibili 2° trimestre 2022 9
Precisazione dell’ambito di applicazione delle regole di concorrenza del TFUE per quanto concerne la sostenibilità nelle azioni collettive 3° trimestre 2022 10
Iniziative legislative per potenziare la cooperazione tra i produttori primari al fine di rafforzarne la posizione nella filiera alimentare e iniziative non legislative per migliorare la trasparenza 2021-2022 11
Iniziativa dell’Ue sul sequestro del carbonio nei suoli agrari 3° trimestre 2021 12
Stimolare pratiche sostenibili nei settori della trasformazione alimentare, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, alberghiero e dei servizi di ristorazione
Iniziativa per migliorare il quadro del governo societario con l’introduzione dell’obbligo, per l’industria alimentare, di integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali 1° trimestre 2021 13
Elaborazione di un codice di condotta e di un quadro di monitoraggio dell’Ue per pratiche commerciali e di marketing responsabili nella filiera alimentare 2° trimestre 2021 14
Avvio di iniziative per promuovere la riformulazione degli alimenti trasformati, compresa la definizione di livelli massimi per determinate sostanze nutritive 4° trimestre 2021 15
Creazione di profili nutrizionali per limitare la promozione di alimenti ricchi di sale, zuccheri e/o grassi 4° trimestre 2022 16
Proposta di revisione della normativa dell’Ue sui materiali a contatto con gli alimenti per migliorare la sicurezza degli alimenti, proteggere la salute dei cittadini e ridurre l’impronta ambientale del settore 4° trimestre 2022 17
Proposta di revisione delle norme di commercializzazione dell’Ue al fine di assicurare la diffusione e la fornitura di prodotti dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura sostenibili 2021-2022 18
Migliore coordinamento per far rispettare le norme del mercato unico e affrontare le frodi alimentari, anche valutando un maggiore ricorso alle capacità investigative dell’OLAF 2021-2022 19
Promuovere un consumo alimentare sostenibile e agevolare il passaggio a regimi alimentari sani e sostenibili
Proposta per un’etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell’imballaggio obbligatoria e armonizzata, per consentire ai consumatori di compiere scelte alimentari salutari 4° trimestre 2022 20
Proposta intesa a rendere obbligatoria l’indicazione di origine per determinati prodotti 4° trimestre 2022 21
Definizione delle migliori modalità per stabilire criteri minimi obbligatori per gli appalti sostenibili nel settore alimentare per promuovere regimi alimentari sani e sostenibili, comprendenti prodotti biologici, nelle scuole e nelle istituzioni pubbliche 3° trimestre 2021 22
Proposta relativa a un quadro per l’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari per dotare i consumatori degli strumenti necessari per compiere scelte alimentari sostenibili 2024 23
Riesame del programma dell’Ue di promozione dei prodotti agricoli e alimentari al fine di rafforzarne il contributo alla produzione e al consumo sostenibili 4° trimestre 2020 24
Riesame del quadro giuridico del programma dell’Ue per le scuole per riorientarlo verso gli alimenti sani e sostenibili 2023 25
Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari
Proposta di obiettivi a livello dell’Ue per la riduzione degli sprechi alimentari 2023 26
Proposta di revisione delle norme dell’Ue sull’indicazione della data (le date indicate con le diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”) 4° trimestre 2022 27
Farm to fork, rivoluzione per l’agroalimentare - Ultima modifica: 2020-06-18T01:25:24+02:00 da K4

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