La filiera ortofrutticola disperde valore

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Cia, nel corso del webinar “Il valore nell’ortofrutta, dalla filiera al sistema”, lancia un messaggio molto chiaro: su 100 euro spesi dal consumatore solo 6 in tasca al produttore. Serve riequilibrare la catena del valore e per farlo occorre maggiore aggregazione tra i produttori e relazioni innovative “di sistema”, anche con la distribuzione

Il valore della filiera ortofrutticola e la capacità di far fronte a crisi di varia natura, tra pandemia, avversità climatiche e fitosanitarie, sono indiscutibili. Eppure, nonostante l'ortofrutta rappresenti il 25,5% della produzione agricola nazionale per un valore di 15 miliardi, riuscire a garantire il giusto reddito ai produttori ortofrutticoli si conferma ancora una criticità: in Italia si stima che, per frutta e ortaggi freschi, su 100 euro spesi dal consumatore, al produttore rimangano in tasca solo tra i 6 e gli 8 euro netti. Ancora meno nel caso dei prodotti trasformati, dove il margine in campo all’imprenditore agricolo è inferiore ai 2 euro.
Lavorare sull'aggregazione dei produttori e rivedere le relazioni tra i vari attori della filiera è il messaggio lanciato da Cia-Agricoltori Italiani nel webinar “Il valore nell’ortofrutta, dalla filiera al sistema”, il primo di due appuntamenti dedicati al settore e che vedono Terra è Vita come Media Partner.

Le strategie per recuperare valore

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Antonio Dosi

«Le strategie attraverso cui la produzione agricola può recuperare o riuscire a trattenere una quota maggiore di valore aggiunto - ha detto il presidente del GIE Ortofrutta di Cia, Antonio Dosi - passano per l’aggregazione, le azioni di promozione unitarie, lo sviluppo dell’economia contrattuale, il contrasto alle pratiche commerciali sleali, l’operatività piena dell’interprofessione. Accanto a questo è necessario incoraggiare un patto fra gli attori della catena ortofrutticola e collaborare per eliminare inefficienze, aumentare la competitività del settore, ridurre gli squilibri».

 

 

Tre gli esempi virtuosi di aggregazione e concertazione delle politiche di filiera presenti all'incontro virtuale: Orogel, Apofruit e Ortofrutta Italia, che hanno sottolineato l'importanza dell'aggregazione per dare forza ai produttori. Significativo in tal senso  l'intervento di Nazario Battelli, legale rappresentante Ortofrutta Italia. «C'è bisogno di fare un salto di qualità a livello di Ocm e a livello di singole OP, perchè la maggior parte delle 300 realtà presenti sul territorio nazionale non hanno forza a sufficienza per presentare piani operativi e ricevere finanziamenti».

Si deve però lavorare su nuove relazioni di sistema anche a livello di distribuzione. Carlo Alberto Buttarelli, Direttore Ufficio Studi e Relazioni di Filiera Federdistribuzione, ha ricordato un aspetto molto importante: la grande distribuzione riesce a instaurare relazioni più stabili con le organizzazioni di produttori piuttosto che con i singoli. I contratti di produzione per i prodotti di marca del distributore sono un esempio.

La fotografia del settore

Rafforzare la posizione degli agricoltori e accrescere la competitività del comparto è una sfida importante anche per cogliere la crescente domanda di ortofrutta. Fabio Del Bravo, Responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea, ha illustrato nel dettaglio la situazione del settore. Di seguito i principali dati riportati durante l'incontro online.

Imprese ortofrutticole già in sofferenza

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Cristiano Fini

«Il settore ortofrutticolo è esposto a rischi enormi, legati agli eventi climatici come le terribili gelate di questi giorni -ha aggiunto il presidente di Cia Emilia-Romagna, Cristiano Fini- ma anche alle problematiche fitosanitarie e alla pressione competitiva globale. La ripartizione sbilanciata dei prezzi lungo la filiera rischia di indebolire in maniera irreversibile le aziende agricole, molte delle quali in grande sofferenza. Oggi il consumatore riconosce un valore aggiunto a italianità, territorialità, qualità e sostenibilità, ma con una marginalità del 6% è impossibile pensare che i frutticoltori riescano a garantire una produzione».

Assicurare la produzione in primis

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Dino Scanavino

La deperibilità, i costi esterni come energia, packaging e trasporti, la complessità delle relazioni tra gli attori, la frammentazione della filiera e la difficoltà ad attuare strategie condivise di sistema, sono tutti fattori che condizionano negativamente l’acquisizione del giusto reddito per i produttori ortofrutticoli. Per riequilibrare la ripartizione del valore a beneficio degli agricoltori è necessario stimolare processi di aggregazione tra i produttori e costruire relazioni più equilibrate tra tutti i soggetti del sistema ortofrutticolo, compresa la distribuzione. Sono quindi tre gli step da seguire secondo Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia: «prima di tutto si deve assicurare la produzione, non si può pensare di rimanere in balia degli eventi atmosferici. Investiamo sui diversi sistemi protettivi delle colture in campo. Il frutticoltore deve coltivare per produrre, non per ricorrere a indennizzi assicurativi. Solo così si può pensare di lavorare sulla programmazione produttiva e sulla filiera».

Il webinar

Le interviste

La filiera ortofrutticola disperde valore - Ultima modifica: 2021-04-14T20:15:25+02:00 da Sara Vitali

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