Operai agricoli, rinnovato il contratto di lavoro: aumento del 4,7%

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Incrementi salariali spalmati in tre tranche. Coldiretti: buona notizia alla vigilia delle raccolte estive

Buone notizie per i lavoratori del settore primario. È stato rinnovato il contratto collettivo di lavoro degli operai agricoli che interessa 1,2 milioni di persone impegnate nelle campagne e prevede un aumento nei prossimi due anni del 4,7%, cioè 72 euro. Lo rende noto la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni datoriali e del sindacato Fai-Cisl, Uila-Uil e Flai-Cgil, lo ha siglato alla vigilia delle raccolte estive. Il precedente accordo era scaduto a dicembre 2021, questo rimarrà in vigore fino al 2025. La dinamica salariale concordata prevede una prima tranche di aumento al 1 giugno 2022 del 3%, una seconda al 1 gennaio 2023 dell'1,2% ed una terza al 1 giugno 2023 dello 0,5%. Le parti si sono impegnate a rivedersi nel settembre 2023 per verificare l'inflazione reale del biennio e rivalutare l'adeguamento
economico.

Coldiretti e sindacati soddisfatti

Per Coldiretti, "si tratta di un importante segnale di responsabilità di imprese e lavoratori del settore agricolo nazionale di fronte ad un'emergenza mondiale". Un riconoscimento è stato riservato al versante delle prestazioni di sostegno sociale ai lavoratori erogate dal
sistema nazionale della bilateralità, mantenendo comunque gli incrementi salariali nei limiti dell'inflazione reale.

Soddisfazione è stata espressa anche dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. "Si tratta di un compimento di un percorso durante il quale avevamo avanzato nella piattaforma unitaria proposte responsabili e aggiornate al contesto economico del comparto agricolo", precisano le tre sigle nell'apprezzare "disponibilità e buon senso dimostrato dalle controparti nel riconoscere le giuste tutele anche dal punto di vista economico, necessarie per rafforzare la capacità di acquisto dei lavoratori, di fronte alle tante sfide dovute anche alla crisi internazionale".

Tra i punti qualificanti del rinnovo, fanno sapere i sindacati, il modello contrattuale che si articola a livello nazionale e provinciale. Grande rilievo viene dato alla bilateralità con una serie di misure che rafforzano l'integrazione fra scuola e lavoro e l'accesso prioritario alla formazione e all'informazione sui temi della salute e della sicurezza. Tra le novità in tema di welfare, un'integrazione del 20% per i 5 mesi di maternità obbligatoria, un assegno di solidarietà per i lavoratori a tempo indeterminato anche per interventi chirurgici, l'istituzione della Cassa Rischio Vita e l'aumento da due a tre mesi dell'indennità per lavoratrici vittime di violenza di genere.

Una particolare attenzione è stata prevista per le attività di agriturismo, della vendita diretta e delle fattorie sociali e didattiche, creando le condizioni affinché alla contrattazione
provinciale sia data la possibilità di prevedere forme aggiuntive di flessibilità.
Rivisto anche il regime di classificazione degli operai florovivaisti, con l'inserimento di nuovi e profili professionali e l'integrazione di figure già esistenti che necessitavano di un aggiornamento.

Tra le altre novità si segnala l’introduzione di una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro ordinario, straordinario, festivo e notturno.

Il tavolo di contrattazione a Palazzo Della Valle, sede di Confagricoltura

Confagricoltura: segnale concreto in un momento difficile

«Nonostante le gravi difficoltà in cui versano molte aziende agricole a causa dell’aumento dei costi di produzione e delle difficoltà d’approvvigionamento delle materie indispensabili all’attività produttiva – commenta il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – abbiamo voluto dare un segnale concreto ai nostri collaboratori e dipendenti, consapevoli dell’importanza che il fattore umano riveste per le aziende agricole italiane, soprattutto in un momento come questo, in cui il contesto internazionale richiede uno sforzo produttivo ulteriore, anche attraverso l’introduzione di elementi di modernizzazione e innovazione tecnologica».

«Le imprese hanno fatto la loro parte, non senza importanti sacrifici pur in un momento di difficoltà – conclude Giansanti –. Ora ci aspettiamo misure significative da parte del Governo per il contenimento del costo degli oneri sociali e per favorire la stabilizzazione occupazionale in agricoltura».

Operai agricoli, rinnovato il contratto di lavoro: aumento del 4,7% - Ultima modifica: 2022-05-24T11:32:01+02:00 da Terra e Vita

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