Stop all’Horeca mette in crisi quasi il 20% delle aziende agricole

aziende agricole
Ma ci sono settori in ginocchio come gli agriturismi. Le proposte di modifica al Dl Sostegni avanzate dalle professionali

Il prolungato stop di bar, ristoranti, pizzerie, mense e la mancanza di molte occasioni di consumo di cibo e bevande ha avuto un impatto negativo sulle aziende del settore primario italiano.

Su alcune ma non su tutte.

 

 

Infatti, secondo un'indagine di Coldiretti su dati Istat relativi al periodo compreso tra il 2020 e il 2021, solo meno di un'azienda agricola su cinque (18%) dichiara di aver risentito della riduzione della domanda di prodotti provocata soprattutto dal crollo del turismo e dal taglio degli acquisti da parte dei bar, ristoranti e pizzerie costretti alla chiusura.

Tra le preoccupazioni segnalate l'impatto dell'aumento dei costi di produzione (7,5%) che riguarda le materie prime, dai prodotti energetici agli alimenti per il bestiame, mentre il 6,9% segnala la mancanza di liquidità per fare fronte alle spese correnti. Uno scenario definito preoccupate solo dal 9,5% delle aziende agricole, che ritiene non sia possibile tornare alla situazione antecedente all'emergenza Covid.

A dimostrazione che il settore primario ha continuato a lavorare e produrre anche in questo anno estremamente difficile, c'è il dato delle aziende che non hanno ricevuto sostegni economici (40,8%). Significa il loro fatturato non ha subito tracolli, ma anche che c'è qualcosa da correggere nei requisiti per ottenere i ristori. Soprattutto per gli agriturismi, l'attività agricola che di certo ha subito danni ingenti dalle restrizioni imposte a partire da marzo 2020 e tutt'ora in corso. Di questo si è parlato all'audizione in Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato nell'ambito dell'esame del Decreto Sostegni, alla quale hanno partecipato le principali organizzazioni agricole, portando le loro proposte.

Confagricoltura propone correzioni al Dl Sostegni

Confagricoltura propone alcune correzioni al decreto-legge Sostegni, ma anche alcune nuove disposizioni che, con misure di semplificazione e interventi per l’accesso al credito, sostengano il sistema delle imprese agricole in una chiave di rilancio e non solo di ristoro. La professionale ha segnalato quindi la necessità di chiarire che per le attività connesse la perdita di fatturato sia calcolata sul fatturato dell’attività collegata, al fine di una corretta valutazione delle perdite degli agriturismi, particolarmente impattati dalle misure restrittive in corso.

Importante per il sostegno alla tenuta occupazionale delle imprese agricole è poi la concessione di ulteriori periodi di trattamento di integrazione salariale per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (Cisoa) e l’esonero, anche per il mese di gennaio 2021, dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail), per la quota a carico dei datori di lavoro, per le aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per gli imprenditori agricoli professionali e ai coltivatori diretti.

Ritenuta necessaria anche una profonda semplificazione burocratica, che alleggerisca il più possibile imprese e cittadini da oneri documentali e identifichino meccanismi di sostegno rapidi e, ove possibile, automatici. Analogamente, Confagricoltura propone di prevedere la bancabilità per i crediti d’imposta, in particolare quelli derivanti da investimenti nell’ambito delle misure Transizione 4.0, per dare liquidità alle imprese agricole che coraggiosamente hanno investito in beni strumentali innovativi.

Coldiretti: fondi per le filiere più colpite dalla crisi

Coldiretti ritiene importante aver ottenuto il taglio del costo del lavoro ma ha fatto notare come occorra rafforzare le misure di sostegno all’agricoltura nei settori che hanno avuto perdite più rilevanti come quello dell’allevamento, dell’agriturismo, del vino e della birra ma anche promuovere l’economia circolare a favore del biogas. La Coldiretti ha chiesto anche la proroga della sospensione delle rate di mutui bancari e ha formulato al Ministero delle Politiche Agricole una proposta per il riparto del fondo filiere, a favore dei settori più danneggiati.

Cia, attenzione a zootecnia e frutticoltura

Sulla stessa linea Cia agricoltori italiani, secondo la quale alcune misure incluse nel Dl Sostegni sono positive, in particolare l’inserimento, a pieno titolo, del settore agricolo nel ristoro a fondo perduto, come anche il finanziamento, destinato a tutte le aziende agricole, di 300 milioni di euro per la decontribuzione previdenziale del mese di gennaio e, ancora, l’aggiunta di 150 milioni per le filiere in crisi. Rispetto alle filiere, Cia chiede più spazio per il settore zootecnico, incrementando la compensazione Iva. Per il settore ortofrutticolo che oltre ai disagi per il Covid, ha sofferto gli eventi atmosferici e per i comparti di qualità che trovano sbocco nell’Horeca, primo fra tutti il vino. Non può più aspettare, con l’alta stagione alle porte, neanche il comparto agrituristico che per Cia necessità di promozione ampia coinvolgendo anche il turismo.

Stop all’Horeca mette in crisi quasi il 20% delle aziende agricole - Ultima modifica: 2021-04-06T17:21:15+02:00 da Simone Martarello

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