Il nuovo Piano anti-Xylella, un passo indietro nella lotta al batterio

    Le osservazioni critiche di Carmela Riccardi, presidente dell’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella, che da anni si batte per la salvaguardia dell’olivicoltura dell’Alto Salento

    Il nuovo Piano anti-Xylella per l’annualità 2020 è stato approvato con Deliberazione della Giunta Regionale 21 aprile 2020 n. 548, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 62 del 5-5-2020. Molte sono le domande che scaturiscono dalla lettura di tale nuovo Piano. Ne abbiamo proposte alcune a Carmela Riccardi, presidente dell’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella, che da anni si batte per la salvaguardia dell’olivicoltura dell’Alto Salento, e in particolare di quella della Piana dei Millenari, dall’attacco del pericoloso batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ST53.

    Il nuovo Piano in che cosa si differenzia dal precedente?

    Carmela Riccardi, presidente dell’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella.

    «Si differenza sostanzialmente per:

    ⁃ i monitoraggi: saranno più intensificati in una fascia di 2 km, a cavallo tra zona cuscinetto (1 km) e zona contenimento (1 km), che attraversa la Puglia dall’Adriatico allo Ionio. Nelle maglie da 100 m x 100 m (1 ha) di questa fascia saranno effettuati osservazioni visive e campionamenti di parti vegetali solamente in presenza di alberi con sintomi ascrivibili a Xylella; in assenza di sintomi si preleveranno comunque campioni vegetali da cinque piante rappresentative per un’analisi cumulativa. Nel resto delle due aree si effettueranno osservazioni visive e campionamenti di parti vegetali solo da piante con presenza di sintomi ascrivibili a Xylella, mentre in assenza di sintomi non sarano prelevati campioni. Per la zona della Piana dei Millenari (o Piana degli olivi monumentali), ricadente in zona cuscinetto e in zona contenimento, sono previste, invece, le stesse azioni descritte per la fascia di 2 km innanzi detta;

    ⁃ azioni di contrasto al vettore: in zona cuscinetto e in zona contenimento rimangono obbligatorie sia la pulizia dei terreni sia i trattamenti fitosanitari alle piante in maggio e giugno. Nella zona infetta, inspiegabilmente, non sono più obbligatorie le lavorazioni del terreno per eliminare le forme giovanili del vettore, nonostante il Decreto legislativo 4999 del 13/2/18 all’art. 11 lo preveda. Questo rappresenta un aspetto assolutamente peggiorativo e tecnicamente incomprensibile».

    A suo avviso il nuovo Piano migliora o peggiora l’attività di contenimento del batterio?

    Nella zona ex-contenimento la mancanza di obbligo delle lavorazioni del terreno entro il 30 aprile conserva e alimenta una popolazione impressionante di vettore infetto.

    «Lo peggiora. Perché il rischio di ulteriore contagio per la zona contenimento, è rappresentato non solo dai suoi focolai interni e dai tanti alberi sfuggiti al monitoraggio o infettatisi nel frattempo, ma anche dalla attigua zona infetta o “ex-contenimento”, in cui la mancanza di obbligatorietà delle lavorazioni del terreno entro il 30 aprile conserva e alimenta una popolazione impressionante di vettore infetto che facilmente si potrà spostare o potrà essere spostato passivamente nella zona contenimento infettando nuovi alberi. Almeno questo hanno sempre sostenuto i tecnici e i ricercatori. Se adesso le cose sono cambiate e lo stato delle conoscenze consente scelte diverse, sarebbe opportuno spiegarlo e divulgarlo!».

    Come valuta l’esclusione definitiva dell’obbligo di interventi nella zona ex contenimento e nella zona infetta?

    Per l’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella l’esclusione definitiva dell’obbligo di interventi nella zona ex contenimento e nella zona infetta è una scelta inopportuna.

    «Una scelta inopportuna. Le sorti della zona contenimento e di tutto il resto dalla Puglia olivicola non solo dipendono dalle operazioni che si fanno in queste aree, ma anche da quelle che si fanno in zona infetta ed “ex contenimento”. Non c’è un divisorio di plexiglass che isoli perfettamente le due zone al confine per il movimento del vettore. Sarebbe stato quanto mai opportuno lasciare l’obbligo, almeno nella zona ex contenimento, dove ricade buona parte della Piana dei Millenari. La Piana è una ed unica, non ne esiste una di serie A e una di serie B. Una linea immaginaria, che spesso coincide con il confine di un tratturo, un muretto a secco o una strada, non può essere il limite in cui da una parte si attuano alcune misure e dall’altra assolutamente nessuna. Le misure di contrasto dovrebbero avere un gradiente di sviluppo decrescente man mano che ci si allontana dalla zona contenimento».

    Quali scenari sono prefigurabili per il futuro dell'epidemia da Xylella in Puglia?

    Riccardi: «Dal 2013 a oggi le attività di controllo della Xylella hanno avuto una storia infelice».

    «Purtroppo dal 2013 a oggi le attività di controllo della Xylella hanno avuto una storia infelice. Credo si faccia il minimo sindacale solo per tenere a posto le carte con Bruxelles, evitare l’infrazione, per aspettare che il problema Xylella diventi anche il problema per qualche regione confinante».

     

    Qual è l’attuale situazione fitosanitaria della Piana degli olivi monumentali?

    «La situazione nella

    La situazione nella Piana dei Millenari inizia a essere critica perché le azioni di controllo della Xylella sono state lente e poco incisive, con tempistica di abbattimenti e bonifica dei siti infetti assolutamente inaccettabile.

    Piana dei Millenari inizia a essere critica perché purtroppo anche in una zona di così incommensurabile valore e importanza le azioni di controllo della Xylella sono state lente e poco incisive, con tempistica di abbattimenti e bonifica dei siti infetti assolutamente inaccettabile. Oltre un anno passato nella più totale ambiguità sulla possibilità di poter effettuare gli innesti senza concludere assolutamente nulla… perché non si poteva; ancora oggi quella ambiguità rimane, perché in questa nuova DGR non c’è nessun pronunciamento circa la possibilità di poter effettuare gli innesti su piante censite monumentali e con quale modalità. Una decisione pilatesca, senza alcun indirizzo chiaro».

    La nuova gestione della lotta al batterio aumenta le responsabilità delle amministrazioni locali?

    È irrazionale che in alcune aree della zona infetta le piante vengano abbattute, mentre in altre, poco distanti, giacciono tranquillamente centinaia di altre piante infette e con sintomi terminali.

    «La responsabilità delle amministrazioni locali non credo che cambi molto. I Comuni sono gestiti dalla politica e come al solito ci sono Comuni più attenti e sensibili e altri meno. Spetta a tutti i cittadini e agricoltori far sentire la propria voce perché anche essi si attivino. Rimangono alcune responsabilità di fondo. Riguardano le piante infette che sono rimaste in piedi e non sono state abbattute tempestivamente. A parte la continuità amministrativa, qualche tecnico dovrà spiegare quali sono il significato e l’utilità ai fini del contenimento, dell’abbattimento di piante in determinate aree della zona infetta… mentre in altre aree della stessa zona, a qualche km di distanza, giacciono tranquillamente centinaia di altre piante infette e con sintomi terminali … ma che non saranno abbattute perché non notificate. Irrazionale».

    Il nuovo Piano anti-Xylella, un passo indietro nella lotta al batterio - Ultima modifica: 2020-05-08T22:19:22+02:00 da Giuseppe Sportelli

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