Agricoltori professionali e hobbisti sanzionati, quali chance per un possibile ricorso

Un’applicazione troppo differenziata e arbitraria dei decreti #iorestoacasa ha determinato l’elevazione di numerose multe agli agricoltori impegnati in attività che l’Esecutivo aveva invece definito “essenziali”. Quali passi fare per i ricorsi e quali chance di successo per gli agricoltori professionali e per gli hobbisti

«Ho ricevuto una multa da 373 euro mentre mi recavo nei terreni di proprietà il giorno di Pasquetta per effettuare i necessari trattamenti fitosanitari. E dire che sono in linea con i dettami del decreto Chiudi Italia perché sono un imprenditore agricolo professionale con codice Ateco 01» (così un produttore calabrese in un commento ad un articolo di Terra e Vita).

 

 

«Sono stato fermato e denunciato dai carabinieri che mi hanno contestato la violazione degli attuali divieti di spostamento, mentre mi recavo nel mio fondo per svolgere pratiche agricole. Avevo le attrezzature agricole al seguito e sono un agricoltore professionale» (un produttore pugliese sulle pagine di Terra e Vita).

E poi tutti gli “hobbisti”, spesso agricoltori di fatto, che chiedono sui nostri siti delucidazioni sulla possibilità di raggiungere le proprietà, magari situate in un Comune diverso, per lavorare. O il numero elevato di agricoltori, a qualsiasi titolo, a cui è stata inibita la possibilità di lavorare, con o senza multa.

Controlli per l'osservanza del decreto "Chiudi Italia"

Procure intasate dai ricorsi?

Quesiti che evidenziano situazioni di necessità e che richiedono risposte chiare in un momento in cui non c’è la garanzia dell’uniformità nell’applicazione delle leggi.

Il lockdown  per l’emergenza coronavirus rischia infatti di avere conseguenze non solo sull’economia e sulla tenuta sociale del Paese, ma anche sull’attività delle Procure per gli strascichi di un’applicazione spesso arbitraria di una norma, il dpcm “Chiudi Italia” del 22 marzo, che prometteva di salvaguardare l’agricoltura come attività “essenziale”.

Le istanze di Copagri ai Prefetti

«Abbiamo attivato i nostri uffici legali – conferma a Terra e Vita Alfonso Guerra, direttore

Alfonso Guerra, direttore di Copagri Puglia

di Copagri Puglia - e ci siamo rivolti ai Prefetti e ai comandi delle Forze dell’Ordine per chiedere un’applicazione meno diversificata tra i territori e più conforme al Dpcm del 22 marzo. Abbiamo anche chiesto l’archiviazione delle contestazioni elevate agli agricoltori in questi giorni e palesemente non in linea con i dettami di legge. Un effetto che dovrebbe essere garantito per gli agricoltori professionali, mentre è molto più difficile da ottenere per i cosiddetti hobbisti».

Discriminazioni tra produttori impegnati nelle stesse attività

Già all’indomani della nota del 3 aprile inviata dal Dipartimento regionale Agricoltura che autorizzava anche gli hobbisti ad effettuare attività indifferibili come gli interventi per la lotta obbligatoria alla Xylella, Copagri si era rivolta alle Prefetture per ottenere un’applicazioni più ampia delle indicazioni regionali per evitare discriminazioni tra produttori vicini e impegnati in attività necessarie sia a nord che a sud della linea di contenimento del temibile batterio.

Hobbisti autorizzati solo in alcune Regioni

«Un’uniformità che è diventata possibile – continua Guerra – solo dopo l’ordinanza regionale del 17 aprile, firmata dal Governatore Michele Emiliano che ha raccolto una nostra precisa richiesta».

Una decisione che aggiunge la Puglia all'elenco delle Regioni che hanno già emanato specifiche ordinanze per consentire agli hobbisti di recarsi nei propri fondi anche se situati in Comuni diversi da quelli di residenza, ovvero Liguria, Toscana, Lazio, Basilicata e Sardegna.

Le Faq della Ministra Bellanova

E nel resto d’Italia? La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha rassicurato

Teresa Bellanova

dal suo profilo facebook  i produttori agricoli non professionali riguardo alla possibilità di effettuare senza limitazioni la propria attività su tutto il territorio nazionale.  Una rassicurazione che sarebbe avallata dalle risposte alle FAQ (domande frequenti) pubblicate sul sito della presidenza del consiglio dei ministri riguardo all’applicazione del decreto #iorestoacasa.

In base a quanto riportato sul sito sarebbe «consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ed è consentito spostarsi per raggiungerli, anche nel caso in cui siano in comuni diversi da quello di residenza, certificando la proprietà o il possesso, la produzione per autoconsumo e indicando il percorso».

Le chance di un ricorso secondo lo Studio AdLex

Nella gerarchia delle fonti giuridiche che valore di legge può avere una risposta, per quanto autorevole, pubblicata su un sito istituzionale? Difficile che possa avere valore nel caso di una sanzione comminata ad un agricoltore non professionale.

Lo studio AdLex di Bologna, contattato da Terra e Vita, conferma che le procedure per un eventuale ricorso contro sanzioni amministrative comminate ad agricoltori nello svolgimento delle proprie attività professionali sono quelle consuete:

  1. Non pagare la multa altrimenti il ricorso è nullo;
  2. inviare entro 30 giorni all’autorità competente uno scritto difensivo, magari rivolgendosi ad un Avvocato esperto, per contestare la legittimità dell’atto amministrativo;
  3. considerando che il termine per la presentazione degli scritti difensivi è sospesa fino al 15 maggio, il termine dei 30 giorni decorre a partire dal 16 maggio;
  4. gli scritti difensivi vanno inviati per raccomandata a/r o Pec, in carta libera;
  5. l’autorità interpellata ha 5 anni per rispondere accogliendo lo scritto difensivo (non si deve pagare nulla) oppure rigettandolo;
  6. in questo ultimo caso viene emessa un’Ordinanza di ingiunzione e l'importo della multa raddoppia;
  7. anche l'Ordinanza di ingiunzione può essere impugnata, facendo ricorso entro 30 giorni dalla notifica davanti al giudice di pace.

Più probabilità di successo dopo il 10 aprile

Occorre poi che il ricorso, oltre a rispettare la giusta procedura, sia centrato nel merito. Al riguardo gli esperti dello studio AdLex confermano «l’improbabilità di un esito positivo di eventuali ricorsi presentati da hobbisti, almeno per eventuali sanzioni elevate prima della data del 10 aprile perché solo i professionisti risultano esonerati dai vincoli fissati dal Dpcm del 22 marzo».

Una possibilità che diventa invece più concreta in seguito al Dpcm del 10 aprile che fa esplicito riferimento a deroghe ai vincoli di non mobilità per tutte le attività legate all’autoproduzione di generi alimentari.

Agricoltori professionali e hobbisti sanzionati, quali chance per un possibile ricorso - Ultima modifica: 2020-04-20T21:25:46+02:00 da Lorenzo Tosi

1 commento

  1. Ho la partita Iva agricola ma non sono professionale, il 11/04/2020 stavo andando in campagna in un altro comune per completare dei lavori e recuperare attrezzi e sono stato multato di 373€ , posso fare ricorso?

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