Agricoltori denunciati dalle forze dell’ordine mentre si recano nei propri fondi

Controlli per l'osservanza del decreto "Chiudi Italia"
Oltre al danno dell’emergenza Covid19, la beffa di un’applicazione difforme del decreto “Chiudi Italia”. Dopo il caso registrato a Grumo Appula (Ba), la denuncia di Tommaso Battista  di Copagri Puglia: «Se l’agricoltura è attività essenziale non ci può essere questa arbitrarietà nell’applicazione della legge». Inviata una denuncia al Prefetto di Bari Antonia Bellomo

«Agricoltura attività essenziale».

«Agricoltori liberi di muoversi».

«Agricoltori esclusi dalle limitazioni del decreto “Chiudi Italia”».

«Settore primario decisivo per far ripartire l’economia del Belpaese».

C’è molta enfasi sul ruolo del nostro settore ai tempi del coronavius, ma la situazione reale nei campi è ben diversa, soprattutto dopo l’applicazione del nuovo decreto legge del 24 marzo 2020, che introduce “misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19” e che ha sdoganato l’emanazione di misure più restrittive da parte delle autorità locali.

Un diritto diventato arbitrario

Di fatto il diritto degli agricoltori di potersi muovere liberamente per esercitare questa professione essenziale è diventato molto arbitrario, con differenze paradossali anche tra comuni vicini. Dopo altri casi segnalati, una conferma arriva anche dalla Puglia, nonostante le indicazioni dell'autorità regionale.

 

 

Il caso di Grumo Appula (Ba)

«Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di nostri associati, ad esempio dal

Tommaso Battista, presidente della Copagri Puglia.

Comune di Grumo (Bari), i quali lamentavano di essere stati fermati dai carabinieri, che hanno loro contestato le violazioni previste dal dpcm attualmente in vigore». È la denuncia di Tommaso Battista presidente della Copagri Puglia. «Un agricoltore, in particolare – continua Battista -, mentre si recava nei propri fondi per svolgere le pratiche agricole veniva fermato e denunciato dai carabinieri che gli contestavano la violazione in ordine agli attuali divieti di spostamento».

Il compito gravoso dell’agricoltore

Un caso che spinge Battista a ricordare che «se è assolutamente vero che restare a casa è un dovere di tutti i cittadini, svolgere un’attività essenziale quale quella agricola, è allo stesso modo un dovere, anche e soprattutto in ragione del fatto che il settore agricolo è impegnato in prima linea per assicurare i prodotti alimentari a tutte le famiglie del Paese».

«Se le forze dell’ordine – prosegue il presidente - sanzionano gli agricoltori mentre si recano nei propri fondi per svolgere le pratiche colturali, probabilmente c’è qualche difetto di comunicazione rispetto alle norme recentemente emanate, in base alle quali non vige la sospensione dell’attività produttiva».

La sede della Prefettura di Bari

 Denuncia inviata in Prefettura

Copagri Puglia ha quindi inviato una nota ad Antonia Bellomo, Prefetto di Bari «perché chiarisca questi episodi che riteniamo gravi e che allarmano i nostri associati, oltre a ingenerare ulteriore confusione in una fase già particolarmente delicata per il Paese, quale quella in cui stiamo vivendo a causa dell’emergenza legata alla pandemia del Covid-19».

«Noi stessi avevamo spiegato ai nostri associati che il lavoro agricolo è un’attività fondamentale per il nostro Paese soprattutto in questa situazione di grave emergenza e che non vi sono limitazioni di alcun genere».

Campi e oliveti nei intorni di Grumo Appula
Agricoltori denunciati dalle forze dell’ordine mentre si recano nei propri fondi - Ultima modifica: 2020-04-06T19:13:37+02:00 da Lorenzo Tosi

7 Commenti

  1. l’agricoltore non può essere denunciato. se non produce lui, alla fine cosa mangeremo. nei supermercati oramai alcuni prodotti provenienti dalla produzione agricola non si trovano. farina, uova, sono merce rara. più che denunciare, i controllori farebbero bene a verificare i veri agricoltori, i quali lavorando in campagna (isolati), non hanno contatti e non contribuiscono al contagio.

  2. Condivido pienamente, tutti coloro che mangiamo del proprio orto una volta finito quello che c é nei supermercati poi dovremo mangiare prodotti importati da dove? E perché le nostre semine devono a questo punto seccare? Spero vivamente che qualcuno rifletta velocemente..

  3. Se gli agricoltori possono svolgere la loro attività e sono sanzionati per i loro spostamenti per le necessità correlate, le cose sono due: o il DPCM (all. 1) è poco chiaro o le forze dell’ordine non sono state ben informate. Cosa dovrei fare se necessito di concimi o antiparassitari o ricambi degli attrezzi? Sandro Barbarossa

  4. Il virus preferisce attaccare le persone in assembramenti e non il povero contadino che lavora da solo in campagna. Se non lavora lui cosa mangeremo alla fine???

  5. Io vorrei sollevare il problema che riguarda chi possiedo un piccolo appezzamento di terreno e produce orticole per uso familiare. Secondo le disposizioni attualmente in vigore chi non possiede una partita IVA non può recarsi nel proprio terreno, ( situato nei confini del proprio comune) per eseguire quei lavori che la stagionalità richiede: Solo la regione Sardegna ha dato questa possibilità, che sarebbe opportuno estenderla a tutte le altre regioni.

  6. Per tutti i gentili lettori alle prese con l’applicazione difforme dei decreti #IoRestoaCasa, che hanno ricevuto sanzioni o la cui attività lavorativa sia stata inibita dalle Forze dell’Ordine nonostante l’agricoltura sia considerata attività essenziale dall’Esecutivo, segnalo i numerosi successivi articoli con cui Terra e Vita si è occupata di questo tema e in particolare, nell’eventualità di dover ricorrere contro le sanzioni, l’articolo raggiungibile da questo link https://terraevita.edagricole.it/leggi-e-fisco/agricoltori-professionali-e-hobbisti-sanzionati-quali-chance-per-un-possibile-ricorso/

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