Si avvicinano i tagli al bilancio Ue: per la Pac circa il 5% in meno

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Presentate le proposte per il periodo 2021-2027 da parte della Commissione europea. Il cosiddetto “capping”, sempre minacciato nelle precedenti riforme ma poi sempre limitato, è oggi proposto per tutti gli aiuti superiori a 60.000 €. E l'agricoltore diventa "genuino".

La Commissione europea ha presentato oggi le proposte per il bilancio di lungo termine dell'Ue per il periodo 2021-2027, che prevede - si legge in un comunicato stampa dell'esecutivo comunitario «impegni per 1,135 miliardi che sono paragonabili, considerando l'inflazione, al budget 2014-2020, incluso il fondo europeo di sviluppo».

Si tratta di un taglio ai fondi della Pac di almeno 5%. Nel frattempo iniziano a circolare le prime indiscrezioni sulla bozza di riforma della Pac. Molti aspetti rimangono ancora da chiarire e da determinare, anche in attesa dei commenti delle altre direzioni generali della Commissione, ma le idee del Commissario Hogan iniziano ad essere più chiare.

Partendo dalla struttura, le proposte si articoleranno su tre testi regolamentari: il più corposo sarà quello relativo ai piani strategici nazionali che conterranno le misure di sostegno sia per quanto riguarda i pagamenti diretti che lo sviluppo rurale. In pratica si tratta di un regolamento che unirà in un unico testo le regole del primo e del secondo pilastro, nonché alcuni aspetti del quadro legislativo che regge le organizzazioni comuni di mercato. Un secondo testo modificherà le norme dell’ocm attuale (il Reg.1308/2013) e lo ridurrà a regolamento relativo alle norme di qualità ed agli aspetti di etichettatura, designazione, presentazione dei prodotti vitivinicoli. Il terzo regolamento riguarderà le norme orizzontali.

La proposta che sta facendo più rumore è sicuramente quella legata al taglio lineare dei pagamenti diretti al di sopra di una certa soglia. Il cosiddetto “capping”, sempre minacciato nelle precedenti riforme ma poi sempre limitato, è oggi proposto per tutti gli aiuti superiori a 60.000 euro. E, a leggere i testi attuali, sarà obbligatorio. L’importo totale sarà calcolato dopo aver sottratto dall'importo dei pagamenti diretti da concedere a un agricoltore i salari legati a un'attività agricola dichiarata dall'agricoltore e il costo equivalente del lavoro regolare e non retribuito legato ad un'attività agricola praticata da persone che lavorano nell'azienda che non percepiscono uno stipendio, ma sono ricompensati mediante il risultato economico dell'azienda agricola.

Le novità riguardano anche la definizione di agricoltore attivo, che diventa “genuino”. Ad ogni Stato membro l’obbligo di definirlo, per garantire che nessun sostegno al reddito sia concesso a coloro la cui attività agricola costituisce solo una parte insignificante dell’attività economica complessiva, pur non escludendo dal sostegno di agricoltori che svolgono altre attività.

I pagamenti diretti sono strutturati con diverse “voci”: oltre all’aiuto disaccoppiato classico, che diventa sostegno al reddito di base per la sostenibilità, saranno disciplinati ed attribuiti, in base alle scelte dei singoli Stati membri il sostegno complementare al reddito redistributivo per la sostenibilità, quello per i giovani agricoltori, ed il regime volontario per il clima e per l’ambiente (il cosiddetto “eco-scheme”). Rimane ancora il sostegno accoppiato ed un pagamento specifico per il raccolto del cotone.

La Commissione ha l’intenzione di proporre anche che gli Stati membri possano decidere di differenziare l’importo del sostegno al reddito di base per ettaro in diversi territori con condizioni socioeconomiche o agronomiche simili. Una regionalizzazione i cui contorni sono ancora oscuri, oscuri essendo nelle prime bozze i riferimenti a tali articoli.

Altre idee riguardano il sistema dei titoli Pac. Sempre nell’ambito della flessibilità concessa agli Stati membri, si prevede che ogni paese possa decidere anche di eliminare il sistema dei titoli.

Per approfondire i sostegni per gli impegni volontari in campo ambientale, Bruxelles propone che gli Stati membri possano concedere pagamenti per la gestione di impegni definiti nei rispettivi piani di sostegno della Pac, erogando pagamenti agli agricoltori e agli altri gestori del territorio che intraprendono, su base volontaria, impegni di gestione ritenuti utili per conseguire gli obiettivi specifici della Pac. In tal caso, gli Stati membri compensano gli agricoltori per i costi sostenuti e il mancato guadagno risultanti dagli impegni assunti.

Commento a caldo

«Ribadisco con forza la mia contrarietà a tagliare le risorse della Politica agricola comune nel bilancio Ue 2020-2027 proposto oggi dalla Commissione europea. Quanto agli interventi a gamba tesa sulla gestione della Pac, compreso un eventuale tetto agli aiuti diretti ai produttori, tengo a precisare che si tratta di una competenza della Commissione agricoltura del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri agricoli dell'Ue». Molto negativo il commento di Paolo De Castro, vicepresidente della ComAgri dell'Europarlamento. In particolare, ha aggiunto De Castro, il documento finanziario europeo «è poco ambizioso per quanto riguarda l'incremento delle risorse, che come chiedeva il Parlamento europeo avrebbero dovuto raggiungere l'1,3% del Pil della Ue, mentre si ferma a poco più dell'1,1%. Senza contare che l'annunciato taglio del 5% del bilancio agricolo significherebbe togliere più di 20 miliardi di euro alla Pac in sette anni. Un calo inaccettabile, considerando anche che viene chiesto a i Paesi della vecchia Europa, tra cui l'Italia, di proseguire nella convergenza degli aiuti diretti, ora più elevati rispetto a quelli dei nuovi Partner europei».

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