«Un giusto compromesso tra ambiente e reddito»

Gli interventi dei tre rapporteur Peter Jahr, Ulrike Muller e Eric Andrieu e del Commissario Janusz Wojciechowski in diretta dalla sessione plenaria dell'EuroParlamento a Strasburgo
Nella cronaca di Gilberto Santucci, che ha seguito per Terra e Vita il dibattito finale della Pac a Strasburgo, emergono le spaccature tra ambientalisti oltranzisti e realisti. La nuova Pac nasce così da un compromesso politico che consente di fare un deciso passo in avanti trovando un equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Il grande giorno è arrivato.

Dopo tre anni e mezzo dall'adozione della proposta della Commissione per la riforma della Pac, datata giugno 2018, lo step legislativo più importante si sta, finalmente, concludendo. Il Parlamento Europeo nella seduta plenaria del 23 novembre a Strasburgo ha proceduto alla ratifica dell'accordo, faticosamente raggiunto tra le tre istituzioni il 25 giugno scorso.

Quattro ore di confronti e poi il voto

Dalle 9 alle 12, un numero elevato di membri si sono alternati con i tre relatori - Peter Jahr, Ulrike Muller e Eric Andrieu - nel prendere la parola ed esprimere la propria opinione in merito al risultato raggiunto dai co-decisori alla fine del lungo negoziato.
Alle 13.15 la plenaria ha lanciato il voto sui 3 nuovi regolamenti che rappresenteranno la base della nuova Politica Agricola Comunitaria dal 2023 al 2027.

Sul multimedia center dell'EuroParlamento i filmati della sessione plenaria 

Verdi schierati contro

Il risultato raggiunto evidenzia un'ampia maggioranza a favore del compromesso, malgrado il gruppo dei Verdi europei si sia schierato contro, dichiarandosi insoddisfatto per l'obiettivo climatico ed ambientale poco ambizioso, per la riproduzione di schemi già visti e per uno scarso sostegno a favore delle piccole aziende.

All'ambiente una larga fetta di entrambi i pilastri

Un successo? Una delusione?

Questa nuova PAC prevede di sicuro una maggiore attenzione verso l'ambiente, con circa il 40% delle risorse del Primo pilastro ed il 35% del Secondo destinate all’architettura verde, di cui il 25% che dovrà essere impiegato nei cosiddetti ecoschemi, ovvero un elenco di pratiche agricole rispettose dell’ambiente e del clima.
Indubbiamente non è stato facile per i co-legislatori trovare un equilibrio per il ruolo dell'agricoltore, primo custode dell’ambiente, e la necessità di garantirgli il giusto reddito, oltre al giusto riconoscimento per la produzione, non solo di cibo di qualità ma anche di cultura, storia e tradizione del territorio europeo.

Un compromesso tra sostenibilità e redditività

Il Parlamento Europeo non appare pienamente soddisfatto del risultato raggiunto: molti membri hanno sottolineato che si poteva fare di più, ma il compromesso politico raggiunto ha permesso di fare un deciso passo in avanti trovando un equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Più equità negli aiuti

La nuova PAC dovrebbe in ogni caso migliorare l’efficenza della distribuzione degli aiuti, perché il sostegno al reddito sarà focalizzato laddove ci sono maggiori esigenze, con un rafforzamento della posizione degli agricoltori, una più equa distribuzione del valore lungo la catena alimentare e il sostegno alle forme di organizzazione degli agricoltori. Il settore vinicolo godrà di nuove attenzioni ed il commercio internazionale sarà rafforzato.

Il sentimento che è trapelato dagli interventi durante la plenaria, come detto, è stato quello "che resta comunque ancora molto da fare", ma l’accordo dovrebbe essere in grado di fornire gli strumenti utili per raggiungere i risultati fissati, con il budget destinato all’agricoltura europea, pari a circa 387 miliardi di euro, che si attesta al 33% del bilancio complessivo dell’Unione e che dovrà essere gestito sulla base di un criterio di performance dei risultati.

La ratifica da parte del Consiglio

Il Consiglio dei Ministri dell'Unione confermerà l'accordo il 2 dicembre dando il via libera alla pubblicazione della base giuridica della nuova PAC. Ora la palla passa nel campo degli Stati membri che, entro la fine dell'anno, dovranno presentare alla Commissione un piano strategico di qualità che contenga chiari obiettivi da raggiungere e mezzi a disposizione per farlo.

Lavori in corso sui Piani strategici

La qualità dei piani strategici è la condizione essenziale affinché la nuova PAC possa aprire la strada a un agricoltura europea più sostenibile.
La Commissione valuterà i piani, in particolare per quanto riguarda la loro strategia, la corrispondenza degli obiettivi e dei target specifici, chiedendone il miglioramento laddove alcuni aspetti fossero considerati carenti. Preoccupazione del Parlamento Europeo e di alcuni Stati membri è rappresentato da questo processo di valutazione e di perfezionamento, che rischia di appesantire il percorso verso la realizzazione delle misure dei piani stessi e di rendere la nuova PAC ancora distante dai suoi destinatari finali, gli agricoltori.

«Un giusto compromesso tra ambiente e reddito» - Ultima modifica: 2021-11-23T18:51:35+01:00 da Lorenzo Tosi

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