Anve, Brexit: what comes next? Brexit: che cosa verrà dopo?

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L’Associazione nazionale vivaisti esportatori presenta i nuovi adempimenti per esportare prodotti florovivaistici nel Regno Unito a partire dal 1° gennaio 2021

Tre fasi di transizione (1° gennaio, 1° aprile e 1° luglio), l’abolizione del passaporto europeo per l’esportazione nel Regno Unito a favore dell’uso esclusivo del certificato fitosanitario, la lista delle prime “High risk plants” e dei sistemi di pre-notifica dell’importazione. Sono queste le novità per gli esportatori italiani di prodotti florovivaistici nel Regno Unito di Gran Bretagna a partire dal 1° gennaio 2021.

 

 

Le ha presentate Victoria Clarke, rappresentante del Dipartimento per l’ambiente, politiche alimentari e rurali (Defra), l’agenzia governativa responsabile per la protezione dell’ambiente, l’agricoltura, la pesca e le comunità rurali nel Regno Unito, in occasione del webinar “Brexit: what comes next? Nuovi adempimenti per esportare prodotti florovivaistici nel Regno Unito dal 1° Gennaio 2021”, organizzato dall’Associazione nazionale vivaisti esportatori (Anve) (primo incontro del format “Growing in Anve”, ha inaugurato una serie di eventi formativi che saranno promossi e organizzati dall’Anve e proposti durante il 2021).

Anve, Brexit: informare le aziende esportatrici in UK

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Leonardo Capitanio, presidente dell'Anve

“Brexit: what comes next?”, ha introdotto il presidente Anve, Leonardo Capitanio, è una domanda a cui Anve ha voluto rispondere coinvolgendo direttamente i protagonisti del cambiamento: le autorità ministeriali italiane, il Servizio fitosanitario centrale, le autorità britanniche per la protezione e la salute delle piante, gli stakeholders e le aziende esportatrici.

«Questo incontro è frutto di una fitta rete di relazioni che Anve coltiva ormai da 14 anni. L’intento è informare per facilitare la diffusione di informazioni utili per tutte le aziende che esportano prodotti florovivaistici nel Regno Unito, ponendo al centro del dibattito gli esponenti del Servizio di protezione delle piante britannico. Per poter commercializzare con la Gran Bretagna occorre avere una conoscenza dettagliata sui nuovi adempimenti normativi che dovranno essere messi in atto a partire dal 1° gennaio 2021».

Riforma del Servizio fitosanitario nazionale

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Giuseppe L'Abbate, sottosegretario del Mipaaf

Per l’Italia è importante mantenere la presenza delle proprie aziende, e non solo quelle florovivaistiche, sul mercato britannico, ha concordato il sottosegretario del Mipaaf Giuseppe L’Abbate.

«Cadranno i regolamenti comunitari che attualmente normano gli scambi commerciali e si faranno accordi diversi. Non vedo tuttavia grosse difficoltà per il comparto vivaistico, poiché le imprese vivaistiche saranno sicuramente ben coperte col certificato fitosanitario.

Intanto il Mipaaf sta approntando una riforma complessa e ambiziosa del Servizio fitosanitario nazionale: un riordino che assume particolare importanza in un momento storico in cui i cambiamenti climatici e la globalizzazione degli scambi commerciali impongono un’armonizzazione nazionale del livello di protezione fitosanitaria».

L’adeguamento dell’impianto normativo

Il Servizio fitosanitario nazionale sta portando avanti da mesi il lavoro di adeguamento dell’impianto normativo che regolerà l’esportazione dei prodotti florovivaistici verso il Regno Unito

Il Servizio fitosanitario nazionale sta portando avanti da mesi il lavoro di adeguamento dell’impianto normativo che regolerà l’esportazione dei prodotti florovivaistici verso il Regno Unito, ha informato Carlo Francesco Cesaroni, rappresentante del Servizio fitosanitario centrale e membro del Comitato fitosanitario permanente Ue, il quale ha sottolineato «l’importanza di una giornata di confronto tra istituzioni italiane, britanniche e stakeholders in vista dell’imminente transizione a paese terzo del Regno Unito, mentre si stanno definendo gli ultimi dettagli. È importante mantenere i flussi commerciali in entrambe le direzioni, per i prodotti florovivaistici e quelli agricoli e agroalimentari in generale. Nel 2020, visto come anno di transizione, il Regno Unito è stato considerato ancora Paese membro dell’Ue, ma dal 1° gennaio, con la sua uscita dal mercato unico, scatteranno gradualmente i controlli alle frontiere in entrambe le direzioni».

Dal passaporto delle piante al certificato fitosanitario

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Dal passaporto delle piante al certificato fitosanitario
Le merci che prima si muovevano con il passaporto delle piante ora avranno bisogno di un certificato fitosanitario

Le merci che prima si muovevano con il passaporto delle piante ora avranno bisogno di un certificato fitosanitario, ha puntualizzato Cesaroni.

«Ma il Nord Irlanda sarà ancora considerato facente parte dell’Ue, per cui per le merci là dirette basterà il passaporto delle piante. La nuova gestione dei commerci e dei controlli ai punti di ingresso frontalieri verrà gestita con tre diverse scadenze: 1° gennaio, 1° aprile e 1° luglio, quando entrerà a regime.

Per quanto riguarda, invece, le merci che importiamo dal Regno Unito, stiamo lavorando a modificare tutti gli allegati tecnici della nostra legislazione. Il Regno Unito sarà considerato come un Paese terzo europeo, alla stregua della Svizzera e della Norvegia. Perciò scatteranno divieti all’importazione di alcune merci, ma vogliamo altresì garantire l’importazione di beni come le patate da seme e il riconoscimento al Regno Unito di indennità da alcuni patogeni, come il Clavibacter michiganensis».

La registrazione del seminario è presente sulla pagina facebook dell’Anve: https://fb.watch/2sxdTVm7kg/

 

 

Anve, Brexit: what comes next? Brexit: che cosa verrà dopo? - Ultima modifica: 2020-12-20T11:39:05+01:00 da Giuseppe Sportelli

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