Valorizzare gli usi food e feed: doppia sfida per Mais in Italy

La premiazione di Combi mais a Roma, da destra: Francesco Scrano, Mario Vigo e il premier Giuseppe Conte
Confagricoltura premia la società agricola Folli, partner di Syngenta nell'impegno per il rilancio di una coltura chiave come il mais. E al sesto anno di attività l'applicazione della strategia Combi Mais punta anche a valorizzare gli utilizzi zootecnici oltre alla filiera food

Un mais da applausi. Confagricoltura premia la società agricola Folli «per aver rivoluzionato l’intera agrotecnica del mais da granella secondo i criteri dell’agricoltura 4.0». L’occasione è arrivata con la recente manifestazione per il conferimento dei premi innovazione a Palazzo della Valle a Roma (clicca per accedere all'articolo con videointervista a Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura).

Il premio di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti premia Mario Vigo

Un vero riscatto per il mais nazionale (privo di premi dai tempi dell’”ettaro lanciato”) e per Mario Vigo, titolare dell’azienda Folli situata vicino a Milano e animatore del progetto Combi Mais Idrotechnologies giunto al sesto anno di applicazione. Partito nel 2014 e lanciato in occasione dell’Expo 2015 Combi Mais si basa su un protocollo di produzione che interviene in tutte le fasi - dalla lavorazione del terreno fino alla vendita delle farine in filiere ad alto valore aggiunto per favorire - attraverso le nuove tecniche e la digitalizzazione, minori costi, minori impatti ambientali, maggiore sicurezza e qualità del prodotto, maggiori rese e minore consumo di acqua.

Grande soddisfazione anche per Syngenta, attivo protagonista della messa a punto di

Francesco Scrano, Marketing Head Syngenta Italia

questa iniziativa tecnica fin dalle origini. «Combi Mais – spiega Francesco Scrano, Head of Marketing di Syngenta Italia – è un progetto di Mais in Italy, l’umbrella brand presente a tutti i tavoli istituzionali che puntano al rilancio di questa coltura e che prescrive l’adozione di un insieme di buone pratiche di campo, basate su un protocollo di produzione modulabile in base all'obiettivo produttivo».

Una ritirata da fermare

Una coltura che dovrebbe essere uno dei motori dell'agroalimentare italiano, il "carburante" che alimenta e sostiene tutte le nostre migliori produzioni tipiche. Le superfici sono invece in picchiata (-40% in 15 anni) e, nonostante il lieve recupero (+4-5%) delle semine 2019, l’import è decollato fino ad arrivare alla metà del fabbisogno nazionale (e pensare che nel 2000 eravamo autosufficienti).

«Sanità e stabilità delle rese – spiega Scrano -: i problemi maggiori da risolvere per la nostra filiera maidicola sono essenzialmente tecnici. Il rilancio del mais italiano non può che basarsi su produttività, sostenibilità e innovazione». Per questo Syngenta, per fermare l’emorragia della coltura, punta alla diffusione delle competenze tecniche acquisite grazie all’implementazione del programma Mais in Italy, basato su anni di esperienza in campo, studi e ricerche per la valorizzazione della produzione maidicola in Italia. Un impegno rafforzato dalla necessità di far fronte alle sfide del climate change. Un obiettivo che ha spinto a raddoppiare quest’anno gli ambiti di applicazione di Mais in Italy.

Combi Mais è un progetto di Mais in Italy, l’umbrella brand presente a tutti i tavoli istituzionali che puntano al rilancio di questa coltura

Il protocollo tecnico

Accanto alla filiera food (utilizzi alimentari) basata sull’ibrido SY Brabus, fa infatti il suo esordio la filiera feed (utilizzi mangimistici) che fa perno sul nuovo ibrido Sy Fuerza.

Gli elementi che caratterizzano questo progetto tecnico continuano così ad essere:

  • Il ricorso a ibridi con un livello produttivo superiore e granella dal notevole peso specifico;
  • semina caratterizzata da una maggiore densità (8,4 piante/m2);
  • tecniche di agricoltura conservativa come la semina in “Strip Till”, che lavora il terreno solo dove serve, rispettandone la tessitura e riducendo i costi di lavorazione;
  • sistemi di irrigazione a goccia per abbassare la water footprint della coltura;
  • ricorso a fertilizzanti e agrofarmaci ad alta efficienza;
  • macchine agricole di ultima generazione;
  • applicazione di schemi di precision farming con il supporto di Gps e sensoristica per predisporre mappe di vegetazione e di produzione in grado di guidare gli interventi in tutti i comparti (difesa, concimazione, irrigazione).

«La semina di due diversi ibridi di classe 700 ad elevato potenziale produttivo – ammette Scrano - comporta però la programmazione di interventi di fertirrigazione e crop enhancement diversi dal passato, nonché di analisi della qualità differenti».

Precision farming al top

Un compito agevolato da quella che è una significativa evoluzione tecnica. Ovvero l’entrata nel protocollo tecnico adottato quest’anno della piattaforma digitale Syngenta Farmshots, che tramite l'indice NDVI rileva situazioni critiche in campo agevolando la localizzazione dei problemi e la realizzazione di mappe di prescrizione.

«Farmshots – spiega Scrano - permette di monitorare costantemente lo sviluppo della coltura, impostare mappe per rispondere in modo più mirato agli stress e decidere in maniera più consapevole i momenti di ingresso in campo, in particolare il momento della raccolta».

Il precision farming entra così in maniera sempre più puntuale nei protocolli di Mais in Italy diventando un elemento caratterizzante, in grado di rafforzare l’efficacia degli input tecnici e consentendo di gestire in maniera sostenibile la coltura.

Obiettivo redditività

E riguardo ai risultati? Per cinque anni Mais in Italy ha dimostrato che l’obiettivo di una redditività nettamente superiore rispetto al benchmark di zona è alla portata del mais italiano, almeno per l’uso alimentare. L’obiettivo delle 20 t/ha di resa di granella (un target ambizioso, visto che si tratterebbe del doppio dell’attuale resa media italiana) è stato pienamente raggiuto in varie porzioni dell’appezzamento di progetto e anche quest’anno, a causa delle bizzarrie del clima, resta un target da perseguire soprattutto con il Sy Fuerza. Altrettanto importante è continuare a garantire la sanità della produzione che è valsa negli ultimi due anni l’entrata della farina da polenta di Mais In Italy nei circuiti premium della linea Il Viaggiator Goloso dei super e ipermercati a insegna Iper, Unes e U2 e che deve costituire un elemento differenziante (e premiante) anche per l’utilizzo della granella, trinciato o pastone di Sy Fuerza per l’allevatore che lo acquisterà.

«Il responso delle prossime raccolte 2019 del Sy Brabus – commenta Scrano - non dovrebbe essere molto diverso da quello degli ultimi 5 anni». Gli obiettivi da centrare sono: tracciabilità del prodotto, sanità della granella, uso sostenibile degli input tecnici, aumento delle rese, valorizzazione. Su quest’ultimo fronte l’accordo di filiera con Unes ha ulteriormente migliorato una redditività che è sempre stata ben oltre i mille euro ad ettaro (i costi più alti di produzione sono ampiamente coperti dalle rese medie superiori alle 16 t/ha e dalla valorizzazione del contratto di filiera).

Circuiti di qualità

Una missione che ora deve essere raggiunta anche per Sy Fuerza. «Indubbiamente – riconosce Scrano - nell’uso mangimistico la concorrenza è maggiore, ma il nuovo ibrido Syngenta e il protocollo Mais in Italy assicurano una marcia in più in termini di contenuto in amido e in digeribilità che può essere utilizzata per usi specifici sia per l’allevamento suino che bovino». Parallelamente ai campionamenti in pre-raccolta per accertare l'assenza di micotossine nel mais Sy Brabus, partiranno così le analisi con sensori NIR sul Sy Fuerza per accertarne il valore nutritivo alla raccolta. «L’impegno di Mais in Italy – conclude Scrano - diventa così quello di valorizzare, grazie anche alla forza acquisita negli ultimi sei anni,  anche questa maggiore qualità per l’uso zootecnico attraverso circuiti privilegiati di commercializzazione».


I due ibridi

Sy Fuerza è una varietà del segmento granella e pastone, che consente di ottimizzare la produzione in ogni condizione di campo. Adatta al segmento alto di mercato in quanto a contenuto di amido (fino al 75% per unità di sostanza secca, con digeribilità fino al 95%).

Sy Brabus è un ibrido dalle spiccate caratteristiche qualitative e produttive che lo rendono

Sy Brabus, l’ibrido da sei anni al centro di un progetto di valorizzazione del mais per alimentazione umana

particolarmente adatto all’impiego nella filiera alimentare. Si caratterizza per le garanzia di sanità, la granella colorata e compatta, l’alto peso ettolitrico.


La svolta di Farmshots

Farmshots è la piattaforma digitale di Syngenta che rileva velocemente situazioni di campo riconducibili a problematiche agronomiche, irrigue o patologiche. Riporta le informazioni su una mappa indicando esattamente dove è localizzato il problema e quanto è esteso. Permette di realizzare mappe di prescrizione per l’applicazione di input tecnici come nutrienti, agrofarmaci, irrigazione.

Con Farmshots è possibile monitorare la coltura per tutto il periodo di crescita, valutarne il grado di sviluppo, impostare mappe di prescrizione per intervenire in modo mirato, gestire al meglio l’epoca di raccolta.

Valorizzare gli usi food e feed: doppia sfida per Mais in Italy - Ultima modifica: 2019-07-31T17:25:39+00:00 da Lorenzo Tosi

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