Future Lab Edagricole, avanza l’innovazione in orticoltura

    Organizzato all’Università di Padova dal giornale Terra e Vita. Con il patrocinio della Soi, del dipartimento Dafnae della stessa Università, dell’ordine provinciale degli agronomi e di Veneto Agricoltura

    Anche in orticoltura si può fare innovazione. Non solo banalmente attraverso l'adozione di nuove cultivar. Ma anche attraverso l'adozione di nuove tecniche colturali, e qui la cosa diventa un po' meno banale perché nel settore l'evoluzione del know how agronomico appare particolarmente lenta.
    Una scossa però è venuta dal convegno organizzato all’Università di Padova dal giornale Terra e Vita dell’Edagricole, incontro che chiamando a raccolta i migliori docenti universitari del settore, ma anche operatori privati e giovani orticoltori, è riuscito a mettere a fuoco innovazioni agronomiche inedite. Inedite perché in quanto a orticoltura di precisione, a fertilizzazione, a fuori suolo, oggettivamente sono state trasferite poche conoscenze agli orticoltori negli ultimi tempi.

    Fertilizzazione organica

    Ora però dunque qualcosa si è mosso. E così all’incontro di Padova, realizzato con il patrocinio della Soi, del dipartimento Dafnae della stessa Università, dell’ordine provinciale degli agronomi e di Veneto Agricoltura, abbiamo potuto sentire Paolo Sambo, docente presso il Dafnae, spiegare che “utilizzare sostanza organica al posto dei minerali” ha funzionato in sperimentazioni mirate condotte su fagiolo, fagiolino, bietola, spinacio, verza, cipolla, cicoria, peperone, pomodoro, melone, spinacio, cappuccio, cavolfiore. E che l’iniziativa è cosa utile perché attenuta l’impatto inquinante dei nitrati su areali già stressati, migliora la fertilità del suolo, si oppone al degrado dei terreni.
    Oppure abbiamo potuto sentire un altro professore di Orticoltura, Giorgio Prosdocimi Gianquinto dell’Università di Bologna, assicurarci che moderni ma soprattutto pratici strumenti ottici (vedi foto) riescono a informare l’orticoltore se le colture hanno bisogno oppure no di fertilizzazione azotata; dando concretezza al concetto di orticoltura di precisione. Oppure Luca Incrocci dell’Università di Pisa divulgare finalmente nozioni tecniche nuove sul fuori suolo.

    Fuori suolo

    Fra le quali queste tre:
    1) Nel fuori suolo si può ridurre la presenza dei nitrati (tossici per il consumatore) nelle ortive da foglia: riducendo la percentuale di azoto nitrico rispetto all’azoto totale, sostituendo prima della raccolta i nitrati con cloruri e solfati, eliminando prima della raccolta ogni forma di azoto nella soluzione nutritiva.
    2) Il fuori suolo può risolvere i problemi dovuti alla contaminazione dei terreni con metalli pesanti e quindi permettere di ottenere ortaggi liberi dalla presenza di questi elementi indesiderati (cadmio, piombo, bromo, nichel).
    3) Il fuori suolo permette di “biofortificare” gli ortaggi con elementi utili per la salute umana come il selenio o lo iodio: per entrambi gli elementi ci sono esperienze concrete su basilico condotte dall’Università di Pisa.
    Ma al convegno di Padova sono stati forniti spunti concreti per l’innovazione in orticoltura anche da esperti esterni al mondo universitario. Come Silver Giorgini responsabile qualità di Orogel, che ha sottolineato  che la appunto innovativa destinazione degli ortaggi alla surgelazione richiede brevissimi tempi di trasferimento agli stabilimenti delle ortive appena raccolte. O come l’agronomo di Padova Lorenzo Benvenuti, che ha mostrato come nuovi organi meccanici nelle sarchiatrici, o nelle trapiantatrici, riescano a realizzare anche in orticoltura l’obiettivo della sostenibilità ambientale.

    Future Lab

    Nuovo know how è stato condiviso anche da alcuni giovani orticoltori, la mantovana Francesca Nadalini e i molisani Donato D’Itri e Francesco Barile, a dimostrazione che il binomio giovani/innovazione è più che mai un fatto consolidato, anche in orticoltura. E che lo slogan “Future Lab”, lanciato dall’Edagricole per sottolineare questo stesso concetto, è decisamente ben azzeccato.
    Nadalini ha mostrato tutta l’utilità del proprio ricorso ai droni per monitorare l’evoluzione della coltivazione dei meloni; anche questa è orticoltura di precisione. Gli orticoltori molisani hanno spiegato come riescano a far coltivare gli ortaggi dai clienti a distanza, utilizzando un portale internet e dotando le serre di automatismi e webcam.

    Le presentazioni

    Con il consenso dei relatori, infine, vi permettiamo di visualizzar le presentazioni.

    Clicca sui pulsanti per vedere le presentazioni
    La slide proiettata in sala
    Sambo - Fertilizzazione organica
    Incrocci - Fuori suolo
    Gianquinto - Stato nutrizionale della coltura_Padova 2018
    Giorgini - La surgelazione
    Lentinello - Pomodoro di Pachino
    Benvenuti - Meccanizzazione e sostenibilità
    Negro - La redditività secondo Veneto Agricoltura
    De Giacomi - La formazione del prezzo
    Cera - La commercializzazione secondo il Maap di Padova
    Nadalini - Produrre meloni con l'aiuto dei droni
    Dal Molise - Coltivare ortaggi a distanza

     

     

     

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