Rinascita con l’avocado bio

La sfida: in Calabria riconvertiti cinque ettari di terreni abbandonati.

Avocado
La giovane agricoltrice Roberta Canino scommette sulla coltura, convinta che possa trovare una buona espansione nel territorio calabrese. «La redditività è ampiamente garantita»

Roberta Canino, calabrese, classe 1989, (associata Copagri), ha un obiettivo preciso: coltivare avocado biologico nella sua terra rivalorizzando i terreni abbandonati per renderli di nuovo produttivi. «Ho avviato la mia startup Azienda Agricola Roberta Canino a gennaio di quest’anno. Ho preso in affitto oltre 5ha di terreno nel comune di Squillace lido (Cz), vicino al mare Ionio. Prima della lavorazione per la messa a dimora delle mie piante di avocado era un terreno abbandonato da oltre 15 anni e quindi completamente improduttivo. Dopo un lungo processo di rigenerazione del suolo ora è tutto pronto per dare il via a una nuova coltura sperimentale qui in Calabria».

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Roberta Canino.

Roberta metterà a dimora sette varietà di avocado per un totale di 1.300 piante. «E’ un progetto innovativo e ambizioso che si basa su sperimentazioni fatte nel mio territorio da alcuni giovani pionieri della Cooperativa Calabria Avocado, di cui faccio parte. Il nostro obiettivo è, considerando i cambiamenti climatici e l’esigenza delle aziende agricole di diversificare la produzione per accrescere il proprio reddito e penetrare nuovi mercati, affiancare alle colture tradizionali tipiche delle nostre zone colture innovative come quelle subtropicali e tropicali. Il nostro è un progetto di autonomia di una filiera che si apre e si chiude in Calabria».

Da cinque anni la cooperativa studia quali varietà di avocado si adattano meglio al clima e al terreno calabrese analizzando l’andamento delle piante anche in termini produttivi. «Come cooperativa – spiega Roberta – ci poniamo il problema di fornire un prodotto per più mesi l’anno. In base a questo, e alla risposta delle piante in via sperimentale, abbiamo selezionato la varietà Bacon, avocato liscio e verde chiaro che matura ad ottobre; Hass, piccolo, rugoso e tendente al violaceo che matura in autunno e inverno (da novembre a gennaio); e altre varietà che sono produttive da gennaio a maggio».

Difesa sperimentale per le piante di avocado

Per proteggere la pianta di avocado, che notoriamente non ama il freddo e il vento, Roberta ha studiato particolari sistemi di difesa per preservare raccolto e fioritura. «Nella mia azienda sto installando dei frangiventi totalmente naturali costituiti da tende trasparenti che permettono alla luce di arrivare sulla pianta. Poi ho previsto un sistema innovativo di antibrina: quando la temperatura arriva a zero gradi nebulizza l’acqua sulla pianta e fa sì che la pianta non subisca danni. Questi sistemi di difesa sono stati implementati da tre anni in campi sperimentali in Calabria e abbiamo visto che funzionano molto bene. Le aziende riescono così a mantenere la propria sostenibilità economica diversificando la produzione».

La gestione di precisione della risorsa idrica

Per la sua azienda Roberta prevede di mettere a regime circa 3ha coltivati ad avocado biologico entro la prossima primavera. «Sto coinvolgendo in questo progetto anche altri giovani – afferma –. Inoltre come cooperativa abbiamo anche l’obiettivo di creare nuovi canali commerciali e di fare ricerca e innovazione sul prodotto. Scommettiamo su questa coltura, convinti che possa trovare una buona espansione nel nostro territorio e vogliamo farlo puntando su tecnologia e digitale».

L’impatto ambientale della coltivazione intensiva di avocado in alcune parti del mondo è molto invasivo, specie per quanto riguarda la gestione della risorsa idrica. «Noi vogliamo monitorare la risorsa idrica nei nostri campi di avocado perché sappiamo essere l’aspetto più critico per questo tipo di coltura. E’ nostro intento – specifica Roberta – implementare dei sistemi di precisione che ci dicano e dimostrino come utilizzare la minor acqua utile possibile. A riguardo, nella mia azienda ho previsto un sistema gestionale 4.0  che mi consentirà di gestire l’irrigazione anche da remoto e avere dati puntuali rispetto l’umidità: questo mi permetterà di calcolare l’esatto fabbisogno di ogni singola pianta».

Avocato, rese alte e ottima redditività

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Pianta di avocado.

In base alle sperimentazioni fatte in campo in Calabria, la produttività delle piante di avocado e la resa economica sono molto vantaggiose per un’azienda agricola. Roberta spiega che le piante entrano a regime al quinto anno, ma già dal secondo iniziano a dare frutti. «Come stime - a ribasso - parliamo di 100kg di frutto a pianta in piena produzione. Quindi, calcolando - sempre a ribasso - un prezzo di conferimento di 2,50€ al kg, la redditività di un campo di avocado è ampiamente garantita».

Per ottenere il massimo dalla pianta è fondamentale, sottolinea Roberta, avere le giuste conoscenze. «La nostra cooperativa mette a disposizione dei professionisti che hanno già realizzato impianti di avocado nel mondo. Inoltre il giovane imprenditore agricolo che sceglie di investire su questa nuova coltura deve essere ben formato, poiché la pianta di avocado richiede costanti cure e attenzioni affinché arrivi a produrre. Quando la pianta cresce poi è sempreverde, quindi non ha costi di potatura come altre colture. Ma i primi anni ha bisogno di accortezze. Ad esempio, il sole ad agosto, per le piante innestate a luglio, può creare scottature alla pianta ancora in vegetazione essendo una coltura subtropicale. Bisogna quindi avere l’attenzione di mettere il caolino, una roccia sedimentaria, per proteggerla».

Giovani agricoltori, la passione oltre l’ostacolo

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Roberta Canino.

L’ambizione e la passione di Roberta per l’agricoltura e il suo territorio vincono ogni difficoltà. Come racconta, «in Calabria il bando Psr primo insediamento giovani non funziona. Si possono anche avere i requisiti, ma poi non esce la graduatoria. Recentemente la Regione si è occupata della rimodulazione delle somme da spendere entro il 2022, chiedendo all’Ue di aumentare il plafond di contributo agevolato verso i giovani agricoltori.

Certamente serve un concreto sostegno ai giovani che, come sappiamo, sono sempre oggetto di propaganda, ma nei fatti una startup non trova grandi opportunità di finanziamento. E, oltre al finanziamento iniziale, servirebbero anche supporti negli anni successivi all’avviamento di una giovane azienda perché si tratta di un investimento che per i primi 5/6 anni richiede molta liquidità. Chiediamo un netto cambio di rotta, in Calabria ma non solo. I giovani agricoltori sono il futuro del settore e hanno bisogno di politiche mirate e veramente efficaci e utili».

Leggi le storie di tutti i giovani imprenditori agricoli del nostro Osservatorio Giovani Agricoltori

 

Rinascita con l’avocado bio - Ultima modifica: 2021-09-24T09:26:11+02:00 da Laura Saggio

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