Biodinamica, con «Lato T» un patto tra famiglie e contadini

Formaggi dell’Azienda biologica della famiglia Weiss sita a 1300 m slm a Madonna del Senale in Alta Val di Non
Nasce in Trentino Alto Adige la prima comunità di supporto agricolo che coniuga le necessità degli agricoltori con quelle dei consumatori locali

Cosa ha in comune l’Azienda biologica della famiglia Weiss sita a 1300 m slm a Madonna del Senale in Alta Val di Non che si dedica all’allevamento (mucche della razza protetta Grigia Alpina Tirolese e pecore Lacaune da latte), alla coltivazione di cereali, alla produzione di pane e alla lavorazione del latte, con la Cooperativa biodinamica calabrese Vitulia Biocontadini, principale produttrice di Stevia italiana, che riunisce produttori di tipici prodotti mediterranei quali agrumi, miele, olio di oliva, mandorle ed ortaggi?

Pomodori della Cooperativa biodinamica calabrese Vitulia Biocontadini

E con l’azienda agricola biodinamica Cascine Orsine, del Parco del Ticino, 650 ettari, di cui 350 coltivati a riso ed i restanti lasciati a oasi di rifugio di molte specie animali? E cosa con l’azienda biodinamica Trentina di Michele Dallago con i suoi vigneti, il pollaio, gli ortaggi e le ciliegie? E cosa con l’Azienda biodinamica di Michele Castelli che produce lungo il torrente Noce asparagi bianchi? E con l’Azienda agricola montana Essenza nel bosco di Mary Della Grazia che coltiva in un prato in mezzo al bosco alla quota di 1350 mt piante e fiori officinali che crescono incontaminati secondo i ritmi della natura e che poi lei trasforma in tisane, unguenti e prodotti per il corpo?

Sono tutte aziende che hanno ormai da anni intrapreso pratiche agricole sostenibili, etiche nel rispetto degli animali e del territorio, tese verso una economia agricola circolare, certificate biologiche e biodinamiche. Ma c’è di più. Da circa 1 anno fanno parte insieme ad altre 3 aziende agricole all’Associazione di promozione sociale Lato T – dalla parte della Terra in qualità di produttori e, contemporaneamente, anche in qualità di “famiglie”.

Fausto Iori

L’idea nasce dalla volontà di proporre un modello distributivo alternativo a quelli attuali. «La gdo ma anche gli attuali gruppi di acquisto solidali, sono per noi poco sostenibili e quindi non adeguati alla distribuzione dei prodotti biodinamici» afferma Fausto Iori, presidente dell’Associazione. Il modello proposto si basa sulla comunità, nella logica tracciata dalle community supported agriculture, un sistema che connette più strettamente i produttori e le famiglie, un modello socioeconomico alternativo di agricoltura e distribuzione alimentare che permette di condividere costi e benefici di una agricoltura sostenibile.

Forte senso di comunità

Produzione dell'Azienda agricola montana Essenza nel bosco di Mary Della Grazia

«È la comunità che supporta l’agricoltura e per noi è stato facile partire perché in Trentino Alto Adige, regione da cui è partita l’iniziativa, il senso di comunità tra gli agricoltori biodinamici è molto forte. Ne è un esempio il successo della giornata organizzata dalla sezione Trentino-Alto Adige dell’Associazione Biodinamica in cui tanti agricoltori si ritrovano insieme per allestire i preparati biodinamici - continua Iori -. Per l’Associazione Lato T produrre prodotti sani, buoni e naturali è una vera missione che richiede dedizione, conoscenza e fatica. Un contadino può affrontare questa missione solo se ha di fronte famiglie che apprezzano il cibo genuino e, allo stesso tempo, capiscono la natura, i suoi ritmi, le stagionalità e la sua imprevedibilità. Solo un patto tra famiglie e contadini può assicurare

UVa del’azienda biodinamica Trentina di Michele Dallago

nel tempo cibo sano e sostenibile».

Questo patto viene attuato creando una comunità che mette insieme i contadini produttori con le famiglie. Nella comunità Lato T tutti gli elementi costituenti, famiglie, contadini produttori e alimentazione sostenibile, hanno pari valore e dignità. Un piccolo gruppo di persone ha il compito di raccogliere il fabbisogno delle famiglie e di comunicarlo ai contadini che, in base agli ordini, pianificano le produzioni del cibo che sarà poi consegnato con frequenza regolare durante tutto l’anno.

Il patto tra famiglie e contadini prevede anche un importante aspetto mutualistico: se un anno il tempo sarà inclemente e la produzione sarà inferiore al pianificato, le famiglie si dovranno impegnare ad acquistare la mancata produzione nell’anno successivo.

Solo cibo sano e genuino

«Non vogliamo che consumatori e produttori siano separati e gestiti solo dalla grande distribuzione organizzata che pretende di guadagnare a scapito del produttore e a scapito della salute del consumatore. Per LatoT la famiglia e il contadino produttore sono nella stessa comunità, si conoscono, lo stesso contadino è anche famiglia che partecipa alla comunità, acquistando il cibo prodotto dagli altri contadini dell’associazione» prosegue Iori.

L'Azienda biodinamica di Michele Castelli che produce lungo il torrente Noce asparagi bianchi

E visto che nella nostra epoca è il tempo la vera risorsa scarsa che spesso costringe le famiglie a frequentare i supermercati e i discount e acquistare cibo di bassa qualità, l’Associazione Lato T prova a cambiare il paradigma portando a casa degli associati cibo sano, salutare e genuino.

I contadini produttori sono stati scelti in modo oculato, guardando sia la metodica agricola, prevalentemente biodinamica, ma anche i principi della famiglia contadina. I contadini selezionati sono principalmente locali, vicini alle famiglie (7 delle 10 aziende sono localizzate nel Trentino Alto Adige) e sono aziende agricole di piccole dimensioni.

«Il km zero non deve però essere un dogma: per una sana alimentazione sono essenziali cereali, legumi, riso, frutta e verdura fresca in ogni stagione. In Trentino alcuni prodotti non ci sono e quindi abbiamo scelto contadini di altre aree che producono in modo sostenibile e trasformano in maniera artigianale. Ogni contadino produttore ha un nome, un cognome, una faccia e una storia da raccontare».

Abbattimento dello spreco

Tra gli obiettivi dell’Associazione c’è anche quello di ridurre lo spreco alimentare soprattutto di frutta e verdura fresca. Questa tipologia di cibo viene fornita solo su ordinazione facilitando la pianificazione del lavoro del contadino produttore e permettendo alla famiglia di prenderne la quantità giusta. L’Associazione non mira a fare profitti: il ricarico sui prodotti acquistati dai contadini servirà per pagare le persone che svolgono i compiti amministrativi e di distribuzione e per fare formazione sulla sostenibilità alimentare.

«Vogliamo dare un po’ di lavoro a chi ha bisogno e crede nei nostri principi: chi gestisce le richieste delle famiglie, gli ordini verso i contadini produttori e le spedizioni, non saranno volontari. Daremo lavoro ad alcune persone che si prenderanno carico di queste mansioni. Queste persone saranno pagate attraverso un ricarico del 10% dei prezzi dei prodotti forniti direttamente dai contadini produttori».

La selezione dei produttori

Attualmente sono 130 le referenze disponibili per le famiglie dell’associazione che hanno quindi a disposizione un’ampia scelta di prodotti sia alimentari, che per la cura del corpo e della casa.

Per diventare contadino produttore di LatoT è necessario adottare una metodica agricola prioritariamente biodinamica, ma anche i sani principi della famiglia contadina. Il contadino produttore sarà oggetto di una visita preventiva e poi successivamente di una visita durante la fase di produzione da parte di una commissione tecnica formata da almeno un esponente di una famiglia e da almeno un agricoltore esperto di biodinamica. I contadini selezionati dalla commissione tecnica e approvati dal consiglio direttivo saranno principalmente locali, vicini alla famiglie, preferendo i contadini piccoli che sono “trascurati da tutti e in via di estinzione” Ogni contadino dovrà predisporre del materiale informativo per le famiglie che spieghi la storia della propria azienda, le tradizioni e il valore dei propri prodotti. Periodicamente LatoT organizzerà incontri tra le famiglie e il contadino produttore.

Per aderire in qualità di famiglie è necessario un periodo di prova 2-3 mesi a seguito del quale viene attivato l’abbonamento: ogni settimana sono inviate via e-mail o whatsapp proposte di offerta con possibilità di ordinare tutti i prodotti del paniere. Le famiglie potranno pagare i prodotti attraverso un conto prepagato a scalare e ricevere a casa i propri prodotti.

«Il nostro obiettivo - conclude Iori - è quello di sperimentare un nuovo modello basato su solidi principi, imparare facendo e, infine, donare quello che abbiamo imparato affinché altre comunità possano nascere… Lato T è un nuovo tipo di seme da piantare».

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