Creatività e business con i semi dimenticati

Mix di romanticismo e reddito per un giovane agricoltore friulano

Vecjo mulin
Marco Zozzoli, 30 anni, conduce l’azienda il Vecjo mulin.
A Illegio (Udine) Marco Zozzoli, imprenditore trentenne, coltiva e vende nell'azienda agricola "Il Vecjo Mulin" varietà antiche di tutto il mondo. Una passione che lo ha portato a scoprire rarità come lo zigolo dolce o "mandorla di terra" e il mais di Dieç

Coltiva più di 200 varietà di piante dimenticate o destinate all’estinzione in una terra dal fascino antico Marco Zozzoli, trentenne imprenditore friulano a capo dell’azienda agricola “Il Vecjo mulin” di Illegio, nei pressi di Tolmezzo (Udine).

 

 

La passione verso la riscoperta di specie rare, unita a quella per metodi di coltivazione che rispettino la natura, hanno portato Marco a recuperare, in circa cinque anni, centinaia di semi poco conosciuti da tutto il mondo come ad esempio quelli della mandorla di terra, detta anche “zigolo dolce”.

 

 

coltivazioni orticole presso il Vecjo mulin
1. Nei terreni nei pressi di Tolmezzo (Udine), situati a un’altitudine di circa 600 metri sul livello del mare, Marco Zozzoli coltiva più di 200 varietà di piante rare o dimenticate.

L’agricoltura sinergica

L’azienda è nota soprattutto per il mais gemma di vetro con le sue varie gradazioni di colore, simbolo di biodiversità e frutto di innumerevoli incroci.

Marco in parallelo si dedica a un’antica varietà di mais, detto mais di Illegio o mais di Dieç, da cui si ricava la rinomata farina di Illegio. Questa località friulana, posta a un’altitudine di circa 600 metri, è un paesino tranquillo conosciuto a livello mondiale per una mostra d’arte contemporanea.

Ogni anno da queste parti arrivano circa 40mila persone a visitarla. Un piccolo corso d’acqua divide il paese a metà. Un tempo il torrente dava vita ai cinque mulini che oggi sono ancora presenti lungo il tragitto. Da qui il nome dell’azienda che si sviluppa su quattro ettari di terreno, dove ci si dedica a un’attività agricola biologica e prevalentemente sinergica, metodo con cui si fanno crescere ortaggi, mais e colture da campo senza concimi chimici, diserbanti e fitofarmaci, e senza una vera lavorazione del suolo, se non nella fase di avvio per riassestare il terreno.

In più viene osservata un’attenzione scrupolosa delle fasi lunari e del ritmo delle stagioni, con una rotazione studiata tra alcune specie di ortaggi e di verdure. In questo modo, secondo l’agricoltura sinergica, il terreno trova nel tempo il suo equilibrio naturale.

Semi globalizzati

Da alcuni anni, Marco ha iniziato la sua ricerca di varietà antiche provenienti da ogni parte del globo, grazie all’associazione francese Kokopelli, realtà che prende il nome da un dio preistorico della comunità degli Indiani Navajo e che si occupa di vendere semi che sono anche biologici e riproducibili. Si tratta di varietà che il mercato ha estromesso per la limitata produttività o per le forme poco compatibili con i metodi di packaging odierni. Così a Il vecjo Mulin troviamo, ad esempio, la ciliegia di terra e una varietà russa di cetriolo che si conserva per 2 mesi.

«Le specie rustiche e antiche sono meno delicate – spiega Zozzoli – inoltre, cerchiamo di sfruttare le consociazioni tra colture per proteggerle al meglio le une con le altre. Non è una scelta che si fa in quanto redditizia: è una filosofia di vita. Con un gran numero di piante si riesce comunque a difendere varie colture e si può contare su produzioni diversificate».

Il mais che lo ha reso famoso, con i suoi colori sgargianti, viene dagli Usa. «È una varietà che coltivavano gli indiani Cherokee – racconta l’imprenditore agricolo – arriva dall’Oklahoma». Tutti i semi che provengono da lontano, ovviamente, devono riprodursi e crescere adattandosi all’ambiente di Illegio.

Dalla meccanica alla terra

La passione di Marco Zozzoli per le piante rare e antiche nasce da una radice familiare contadina e dalle peregrinazioni nei campi, quando era bambino, con il nonno Carlo. Con il tempo le prime suggestioni si sono trasformate in impresa e poi in un progetto che assomiglia sempre di più a un’officina della biodiversità, dove si studia e si sperimenta.

L’officina, quella vera, Marco l’ha lasciata prima di intraprendere questo percorso. Un addio a un posto fisso, conquistato dopo il diploma come perito metalmeccanico all’Ipsia di Tolmezzo. Poi sono arrivati, per Marco, i corsi per aprire l’attività agricola.

L’attenzione all’ambiente ha fatto il resto e così da un piccolo orto familiare si è arrivati a una sorta di bio-valley dove troviamo pomodori di qualità e colori particolari come il verde zebrato, il bianco o l’arancione. Tra le altre specie rare il cetriolo limone, gli spinaci amaranto, le zucchine Gold rush (gialle), il tomatillo viola, il gold berry e le carote Purple dragon (viola).

Al Vecjo mulin si producono anche farine per polenta e pane, ottenute con un mulino che utilizza ancora una macina di pietra. Il più della produzione riguarda comunque gli ortaggi: bieta da costa, barbabietola rossa, barbabietola di Chioggia, indivia riccia, insalata gentile, radicchio, sedano, zucchine, cetrioli, cicoria, verzotti, cavoli viola, cipollotti, cipolle, carote, pomodori, fagiolini. Si tratta di un centinaio abbondante di nomi che non si ripetono mai, perché danno vita a “pezzi unici”.

Sua maestà lo zigolo

La vendita riguarda soprattutto prodotti freschi. Soltanto una piccola parte della produzione è lavorata nei laboratori di un paio di ditte per ricavarne conserve, sottoli e sottaceti. Lo zigolo dolce rimane una delle star della produzione.

Questo piccolo tubero proveniente da una pianta erbacea è una coltivazione sperimentale che richiede un duro lavoro. Il prezzo finale dello zigolo dolce, non a caso, è circa di 30 euro il chilo. Ma la varietà, quantomeno, è molto richiesta grazie al boom dei celiaci. Anche qui tradizione e innovazione vanno a braccetto, guardando al mercato e alla ricerca, alla sostenibilità ma anche alla passione per una visione dell’agricoltura creativa e non standardizzata.

Articolo pubblicato su Terra e Vita n. 11
Abbonati e accedi all’edicola digitale
Creatività e business con i semi dimenticati - Ultima modifica: 2020-05-28T23:37:33+02:00 da K4

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome