The Good Growth Plan, Syngenta rilancia anche in Italia

Riccardo Vanelli al Palazzo della Ragione a Mantova in occasione del rilancio di The Good Growth plan
L’evoluzione del piano di crescita sostenibile di Syngenta arriva anche in Italia puntando su miglioramento genetico, digitale, biodiversità e zero sprechi. In occasione della IV edizione del Mantova Food & Science Festival la presentazione del nuovo programma quinquennale di impegni per supportare gli agricoltori e contrastare i cambiamenti climatici

Un conto è proiettare sul futuro, magari remoto, delle utopie di sostenibilità.

Un altro è fissare obiettivi precisi e ambiziosi da realizzare entro cinque anni, e riuscire a portare a casa il risultato.

 

 

Ma quello che fa veramente la differenza è rilanciare la sfida alzando la posta della sostenibilità in agricoltura con nuovi target da realizzare entro il 2025.

L'evento al Food&Science Festival

È quello che sta facendo Syngenta con la nuova entusiasmante programmazione del secondo “The Good Growth Plan” (Gpp). Si tratta del piano di impegni attraverso cui uno dei maggiori player dell’agribusiness a livello mondiale vuole aiutare l’agricoltura a raggiungere gli obiettivi di crescita sostenibile immaginati prima dall’Onu con i Millennium goal e ora dall’Unione europea con il New Green deal.

Gli Obiettivi di The Good Growth Plan

Gpp, i risultati ottenuti in Italia

La declinazione italiana di questo rilancio è stata illustrata sabato 3 ottobre nel corso della giornata inaugurale della 4° edizione del Mantova Food&Science Festival. Syngenta, partner consolidato della manifestazione, ha infatti organizzato l’evento “Agricoltura, sostenibilità e cambiamenti climatici: l’evoluzione del The Good Growth Plan” nella cornice del Palazzo della Ragione, per l’occasione allestito con fiori e piante per favorire il necessario distanziamento del pubblico presente.

Efficienza e sostenibilità, insieme si può

«Abbiamo intrapreso - afferma Riccardo Vanelli, Amministratore delegato di Syngenta Italia – il percorso di The Good Growth Plan nel 2013 per dimostrare come un’agricoltura efficiente e sostenibile possa esistere».

«Per questo – continua -, in linea con i Sustainable Development Goals dell’ONU per il 2030, ci siamo dati degli obiettivi che abbiamo pienamente raggiunto e, in alcuni casi, superato (clicca per approfondire)».

Il peso dei cambiamenti climatici

Ora però il contesto è decisamente cambiato sia a livello ambientale sia sociale.

«I cambiamenti climatici – ammette Vanelli -presentano effetti sempre più impattanti sul terreno, mettendo a serio rischio il futuro degli agricoltori e di tutti noi. Quindi, con l’evoluzione del The Good Growth Plan vogliamo porci degli obiettivi ancora più ambiziosi per supportare gli agricoltori nell’affrontare le sfide sempre più grandi che si trovano di fronte».

Accelerare sull’innovazione, l’unica risposta possibile

«Per farlo, accelereremo ancora di più la nostra innovazione, convinti che questa sia l’unica strada per rispondere in maniera tempestiva alla necessità di sostenibilità in agricoltura. E questa idea, alla base dei nuovi impegni, si declinerà in quattro ambiti specifici: accelerare l’innovazione per gli agricoltori e l’ambiente, impegnarsi per un’agricoltura a zero emissioni di CO2, contribuire alla salute e alla sicurezza delle persone, stringere partnership per generare un impatto migliore».

The Good Growth Plan: I progetti italiani

A livello italiano, il The Good Growth Plan si comporrà di alcuni progetti con forte vocazione locale, ma in grado di concorrere al raggiungimento degli obiettivi che l’azienda si è data a livello globale.

Tra gli esempi presentati nel corso dell’incontro, un ruolo chiave è svolto sicuramente dal miglioramento genetico attraverso il quale, ad esempio nel settore delle orticole che vanta in Italia un heritage importantissimo, è possibile garantire non solo rese maggiori e di alta qualità con una migliore gestione delle risorse, ma anche e soprattutto andare incontro alle rinnovate esigenze dei consumatori e della filiera in termini di shelf life, proprietà nutrizionali e attenzione agli sprechi.

Il miglioramento genetico delle ortive

A Mantova Stefano Carducci della Business Unit Seeds Vegetables di Syngenta porta due originali case history di innovazione per il mercato italiano come la linea ”Easy broq”, ovvero le innovative varietà di broccoli a gambo lungo come Monflor, sviluppate per facilitare le operazioni di raccolta meccanica grazie all’uniformità di altezza dei fioretti.

Un prodotto con diverse proprietà nutrizionali, di ottimo gusto e completamente edibile, consentendo così la riduzione dello scarto alimentare. La seconda innovazione pronta per l’Italia è quella di Yoom, originale pomodoro dal colore viola, caratterizzato dall’originale sapore “Umami”, premiato da Fruit Logistica con l’innovation award 2020 (clicca qui e qui per approfondire).

Grape Quality Agreement per la vite

Sulla coltura chiave della vite da vino si sviluppa poi un altro esempio concreto e con già una discreta diffusione in Italia è il progetto Grape Quality Agreement, dedicato al settore vitivinicolo. Mauro Coatti, head of technical support Syngenta Italia spiega come GQA  sia un programma che aiuta il produttore a coniugare produzioni di alta qualità con i requisiti sempre più stringenti del mercato in termini di tutela della salute, responsabilità sociale e sostenibilità ambientale attraverso la combinazione di difesa della biodiversità con il programma Operation Pollinator, la gestione razionale delle risorse idriche con Heliosec© e l’utilizzo delle più avanzate tecnologie di agricoltura digitale finalizzate al controllo dei residui in base alle normative vigenti nei mercati di destinazione del vino prodotto grazie alla piattaforma Emat©.

Digitale, biodiversità, economica circolare

Al fianco del breeding, un altro settore su cui punta Syngenta è quello dell’agricoltura 4.0 per garantire la massima qualità e produttività e per ridurre i residui nelle colture e nell’ambiente. Un obiettivo da realizzare anche attraverso la piattaforma digitale “Cropwise”.

L’obiettivo di migliorare la biodiversità e migliorare la salute del suolo, prevenendo l’erosione, è invece l’obiettivo di Operation Pollinator, fasce fiorite calibrate per la gestione multifunzionale del territorio; ma anche Green cover crop per la gestione della fertilità del suolo.

Il Progetto di economia circolare “zero scarti”, in partnership con Cascina Pulita per il riutilizzo dei contenitori di agrofarmaci punta invece al target di ridurre le emissioni di CO2 .

L’acquisizione di Valagro, la prima novità dirompente subito realizzata

Riccardo Vanelli informa che una quota consistente dell’investimento in R&D di Syngenta, pari a circa 2 miliardi di euro all’anno verrà destinata alla realizzazione di questi obiettivi anche attraverso almeno due grosse novità “disruptive” lanciate ogni anno «e non stiamo parlando solo di nuovi prodotti». A chiarire la sua affermazione è stata la recentissima operazione che ha portato all’acquisizione da parte di Syngenta di Valagro, società italiana leader del settore dei biostimolanti (clicca per approfondire).


Green Deal e Residuo Zero

Per contestualizzare al meglio il nuovo corso del The Good Growth Plan, molti relatori si sono succeduti sul palco. La prima parte della giornata, infatti, è stata dedicata a una contestualizzazione del quadro normativo e regolamentare scaturito dal Green Deal europeo e dalla sua applicazione concreta nel tessuto imprenditoriale agricolo italiano.

A disegnare il quadro di riferimento i contributi dell’On. Paolo De Castro, Primo Vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale presso Parlamento Europeo, l’On. Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, l’On. Filippo Gallinella, Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera del Parlamento, Ersilia Di Tullio, Senior project manager Nomisma, e il Prof. Gabriele Canali, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

«L’agricoltura ha un ruolo centrale nel Green Deal europeo e quindi, nel momento in cui si parla di sviluppo di un’agricoltura sostenibile, è importante che si guardi con fiducia all’Europa come a un interlocutore consapevole che ha sempre dimostrato un’attenzione particolare per le peculiarità e necessità degli agricoltori di tutti i Paesi membri con uno slancio incessante per favorire l’innovazione in agricoltura», con queste parole l’On. Paolo De Castro, Primo Vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale presso Parlamento Europeo, ha scelto di contestualizzare il tema della nuova politica europea e della strategia Farm to fork lanciata di recente.

Successivamente, il tema di residui, sicurezza e qualità ha animato una tavola rotonda che ha visto la partecipazione del Prof. Angelo Moretto, Università degli Studi di Padova, l’intervento video di Piero Mastroberardino, Presidente della cantina Mastroberardino, l’On. Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, l’On. Fabio Rolfi, Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia,  Matteo Lasagna, Vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Riccardo Vanelli, Amministratore Delegato Syngenta Italia, e Giorgio Santambrogio, Amministratore Delegato VéGé Italia.

Il panel di relatori, stimolati dalla moderatrice Beatrice Mautino, si sono confrontati sul tema dei residui negli alimenti e sugli errori interpretativi e comunicativi che spesso accompagnano un argomento così importante per l’intera filiera agroalimentare e per i consumatori, sottolineando la centralità della qualità, salubrità e sicurezza alimentare dei prodotti italiani, ponendo poi attenzione sul tema delle certificazioni, e interrogandosi su come si debba trovare una voce comune lungo l’intera filiera per fare in modo che il lavoro degli agricoltori non perda di valore nella strada dal campo alla tavola e si possano evitare errori comunicativi che alimentino paure e incomprensioni invece di favorire una corretta e consapevole cultura del cibo.

Tra i vari interventi, emerge quello di Piero Mastroberardino, imprenditore vitivinicolo dell’azienda Mastroberardino: «La mia azienda fonda i suoi tre secoli di storia sulla difesa del territorio che la ospita e quindi nel tempo ci siamo necessariamente confrontati con vari protocolli sostenibili per valutarne la reale efficacia a prescindere dalla loro portata in termini di comunicazione. Tra questi, abbiamo analizzato con molta attenzione il protocollo ‘residuo zero’, reputandolo interessante a patto che si ponga attenzione alla definizione di ‘zero’. Questo non deve essere infatti inteso come ‘zero assoluto’, ma va interpretato razionalmente, come un obiettivo a cui tendere in un percorso che ci avvicina all’obiettivo. Di pari passo, anche le certificazioni andrebbero razionalizzate, perché si corre il rischio di abusarne e quindi renderle delle scatole vuote, facendo sì che perdano il loro valore in termini di difesa dell’ambiente. Personalmente, credo che la cosa più importante sia quella di perseguire l’equilibrio tra intervento umano, attività della pianta e preservazione del territorio e quindi del suolo».


Syngenta è un'azienda leader nel settore agricolo a livello mondiale. Con 28.000 collaboratori in oltre 90 Paesi, punta a trasformare il modo in cui vengono coltivate le colture. Attraverso le partnership, la collaborazione e il The Good Growth Plan si impegna a migliorare la produttività delle aziende agricole, salvaguardare i terreni dal rischio di degrado, a favorire lo sviluppo della biodiversità e rafforzare le comunità rurali.

Per ulteriori info: www.syngenta.com e www.goodgrowthplan.com. www.twitter.com/Syngenta

 

The Good Growth Plan, Syngenta rilancia anche in Italia - Ultima modifica: 2020-10-07T02:59:34+02:00 da Lorenzo Tosi

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