Anche l’agricoltura contribuisce al degrado del suolo

La relazione dell’Agenzia europea per l’Ambiente stigmatizza: il settore primario non garantisce in sé uno sviluppo sostenibile. O meglio, lo garantisce solo se si seguono pratiche corrette come ad esempio l’agricoltura di precisione e la diversificazione delle colture

L’agricoltura è considerata uno dei maggiori fattori colpevoli del degrado del suolo attraverso il suo inquinamento e il suo impoverimento che porta inesorabilmente al cambiamento della terra e del suolo stesso.

L’allarme è stato lanciato dall’Agenzia europea per l’ambiente nell’ultima Relazione “terra e Suolo” relativa al 2019 e pubblicata a settembre 2019 (clicca qui per accedere al documento in inglese).

Il documento comunitario ricorda che la terra e il suolo sono alla base della vita sul nostro pianeta. Il modo in cui attualmente utilizziamo queste risorse vitali e limitate in Europa, non è sostenibile. Le attività umane - città in crescita e reti infrastrutturali, agricoltura intensiva, inquinanti e gas a effetto serra rilasciati nell'ambiente - trasformano i paesaggi europei ed esercitano una crescente pressione su terra e suolo.

IL RUOLO NEGATIVO DELL’AGRICOLTURA

La relazione precisa che la pressione esercitata dalle attività economiche, inclusa l’agricoltura , può influire negativamente sulla salute della terra e del suolo. I prodotti fitosanitari contenenti sostanze chimiche dannose possono aumentare le rese a breve termine ma rischiano di compromettere la produttività del suolo a lungo termine. 

Secondo gli esperti dell’Agenzia europea per l’ambiente, il settore agricolo europeo si basa su suoli sani, che possono essere garantiti solo attraverso una serie completa di misure che riguardano la combinazione di pratiche agricole, come ad esempio l’agricoltura di precisione e la diversificazione delle colture, le Comunità rurali e agricole come ad esempio la lotta contro l'abbandono del suolo e i rivenditori e i consumatori come ad esempio la riduzione degli sprechi alimentari.

La relazione affronta anche la necessità di proteggere meglio gli ecosistemi terrestri e di garantire che le aree naturali, dove vivono gli animali selvatici, siano meglio collegate tra loro per consentire alle specie di muoversi e migrare. Ciò richiede una vasta rete di infrastrutture verdi, che collega le aree naturali.

SUOLO E CAMBIAMENTI CLIMATICI

La Relazione evidenzia anche che gli ecosistemi del suolo sani e resistenti sono anche essenziali per aiutare a mitigare e ad adattarsi ai cambiamenti climatici.

I suoli e le terre d'Europa immagazzinano enormi quantità di carbonio. Da un lato, temperature più calde possono sciogliere il permafrost e rilasciare parte di questo carbonio nell'atmosfera, contribuendo al cambiamento climatico. D'altro canto, un uso sostenibile dei nostri suoli può aiutare a mantenere questo carbonio immagazzinato nel terreno. Le aree naturali o i suoli non coperti da superfici artificiali o compattati da macchinari pesanti possono aiutare ad assorbire la pioggia in eccesso in caso di precipitazioni intense o fungere da deposito dell'acqua in periodi di siccità.

La relazione si conclude con un incitamento i quanto un uso sano e sostenibile delle nostre risorse terrestri e del suolo aiuterà l'Unione europea a raggiungere molti dei suoi obiettivi politici che vanno dalla mitigazione dei cambiamenti climatici all'arresto della perdita di biodiversità, nonché agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Anche l’agricoltura contribuisce al degrado del suolo - Ultima modifica: 2019-10-03T08:54:33+00:00 da Lorenzo Tosi

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